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Culle sempre più vuote. Ma la politica pensa ad altro

I dati Istat. Al 1° gennaio 2016 la popolazione totale è di 60 milioni 656 mila residenti. Gli stranieri sono 5,5 milioni e rappresentano l'8,3% della popolazione. Picco del tasso di mortalità, il più alto dal dopoguerra. E le nascite fanno segnare il minimo storico dall'unità d'Italia. Per il Forum Famiglie non si può più stare a guardare.

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Culle sempre più vuote. Ma la politica pensa ad altro

Nel 2015 la popolazione residente in Italia si riduce di 139 mila unità (-2,3 per mille). Al 1° gennaio 2016, infatti, la popolazione totale è di 60 milioni 656 mila residenti. E' quanto comunica l'Istat, che pubblica la fotografia sulla situazione demografica del nostro Paese.

Stranieri. Gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2016 sono 5 milioni 54 mila e rappresentano l'8,3% della popolazione totale. Rispetto a un anno prima si riscontra un incremento di 39 mila unità. La popolazione di cittadinanza italiana scende a 55,6 milioni, conseguendo una perdita di 179 mila residenti.

Mortalità e nascite. I morti sono stati 653 mila nel 2015, 54 mila in più dell'anno precedente (+9,1%). Il tasso di mortalità, pari al 10,7 per mille, è il più alto tra quelli misurati dal secondo dopoguerra in poi. L'aumento di mortalità risulta concentrato nelle classi di età molto anziane (75-95 anni).

Dal punto di vista demografico, il picco di mortalità del 2015 è in parte dovuto a effetti strutturali connessi all'invecchiamento e in parte al posticipo delle morti non avvenute nel biennio 2013-2014, più favorevole per la sopravvivenza. Diminuisce la speranza di vita alla nascita. Per gli uomini si attesta a 80,1 anni (da 80,3 del 2014), per le donne a 84,7 anni (da 85). 
Sull'altro fronte, nel 2015 le nascite sono state 488 mila (8 per mille residenti), quindicimila in meno rispetto al 2014 e nuovo minimo storico dall'Unità d'Italia. Il saldo naturale (differenza tra nascite e decessi) scende ulteriormente a -165 mila. Il 2015 è il quinto anno consecutivo di riduzione della fecondità, giunta a 1,35 figli per donna. L'età media delle madri al parto sale nel frattempo a 31,6 anni.

Anziani. Non arretra il processo di invecchiamento, assoluto e relativo. Gli ultrasessantacinquenni sono 13,4 milioni, il 22% del totale. In diminuzione risultano sia la popolazione in età attiva (15-64 anni) sia quella fino a 14 anni di età. La prima scende a 39 milioni, il 64,3% del totale, la seconda comprende 8,3 milioni di ragazzi e rappresenta il 13,7%. L'indice demografico di dipendenza strutturale cresce in un anno dal 55,1 al 55,5%, quello di dipendenza degli anziani dal 33,7 al 34,2%. Nel complesso, l'età media della popolazione aumenta di ulteriori due decimi, arrivando a 44,6 anni.

Il commento del Forum Famiglie

"Siamo preoccupati non tanto per il crollo, prevedibile, delle nascite, quanto perché la politica non sembra aver compreso bene le conseguenze di questo inverno demografico". Questo il commento di Gigi De Palo, presidente del Forum delle famiglie, dopo i dati diffusi dall'Istat quest'oggi."Quando accade che in un Paese con questo problema demografico, chi mette al mondo un figlio rischia di diventare povero, la politica non può stare a guardare. Chiediamo al presidente Renzi di mettere al centro dell'agenda politica questa assoluta priorità. Il Forum da oltre 15 anni chiede, inascoltato, un fisco più equo per le famiglie che non ce è la fanno più. Non si può più rinviare una riforma simile soprattutto quando le donne sono costrette a ritardare sempre più il loro desiderio di maternità e a nascondere il pancione al datore di lavoro e quasi 100mila giovani italiani preferiscono emigrare all'estero per realizzare i loro sogni e fare famiglia"."Quello che preoccupa ancora di più - continua De Palo - è la rassegnazione con cui prendiamo atto di questi dati. Ma per chi stiamo facendo tutti questi sacrifici se abbiamo perso il desiderio di esserci? Ogni anno va sempre peggio e non si può andare avanti a colpi di bonus bebè. Occorre riflettere seriamente perché meno figli vuol dire meno futuro e meno Italia”.

Fonte: Redattore Sociale
Comunicato stampa
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