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Dal Governo 7,5 miliardi per famiglie e imprese. Il referendum sarà rinviato

Per l’emergenza coronavirus Covid-19 le attività didattiche in Italia, al di fuori della zona rossa, sono sospese fino al 15 marzo. “In prossimità della scadenza, con un certo anticipo per evitare incertezza, torneremo a fare un aggiornamento” anche per valutare “l’impatto che hanno avuto queste misure”, ha proseguito il premier.

Dal Governo 7,5 miliardi per famiglie e imprese. Il referendum sarà rinviato

“Abbiamo stanziato l’importo di 7,5 miliardi a sostegno delle famiglie e delle imprese che stanno affrontando questa emergenza che, come abbiamo dichiarato, non è soltanto sanitaria ma anche economica”. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi a fianco del ministro Gualtieri.
Il premier ha parlato di “un’iniziativa assunta dal governo che comporta anche un passaggio parlamentare perché si tratta di uno scostamento, rispetto a quelli che sono gli obiettivi programmatici di finanza pubblica”. “Riteniamo di dover assumente in un contesto così emergenziale misure straordinarie, urgenti” anche perché “siamo consapevoli della responsabilità che incombe su di noi”, ha proseguito Conte, precisando di aver distribuito ai ministri, durante la riunione le proposte di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. “Questo non significa che c’è una indistinzione di ruoli, il governo è pienamente consapevole della responsabilità che ha nella guida del Paese in questo momento”, ha spiegato il premier: “Però chiediamo l’unità del Paese e coinvolgiamo le forze di opposizione su quelle che sono le scelte più importanti ed è giusto avere i loro suggerimenti e valutarli”.
Il premier ha anche confermato che il Consiglio dei ministri ha anche deliberato di “rinviare il referendum costituzionale fissato a fine mese” relativo al taglio dei parlamentari. “Non c’è ancora una nuova data”, ha chiarito Conte.

Per far fronte all’emergenza economica legata al diffondersi del coronovirus Covid-19 e al suo impatto sull’economia il Governo ha previsto misure per “uno scostamento di 7,5 miliardi in termini di saldo netto” rispetto ai precedenti obiettivi programmatici di finanza pubblica con “6,35 miliardi in termini di indebitamento”, ha annunciato il ministro dell’Economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, in conferenza stampa. “Con questi 7,5 miliardi – ha spiegato – nel decreto su cui stiamo già lavorando realizzeremo misure per incrementare le risorse destinate al Servizio sanitario pubblico, al Sistema della Protezione civile e alle Forze dell’ordine per assicurare la necessaria dotazione di strumenti e mezzi per fornire al meglio assistenza alle persone colpite dalla malattia e applicare tutte le politiche di contenimento, prevenzione e mitigazione del rischio”. Inoltre, ha proseguito Gualtieri, “ci saranno misure che ci consentiranno di sostenere i redditi, salvaguardare l’occupazione, potenziare gli ammortizzatori sociali” perché “nessuno deve perdere il lavoro per il coronavirus”. “Ci saranno misure di sostegno alle aziende dei territori e dei settori che subiscono l’impatto sia delle misure di contenimento del virus sia delle sue conseguenze dirette e indirette sull’economia”, ha garantito il ministro, aggiungendo che “ci sarà una misura per sostenere con un sistema di garanzie una moratoria dei crediti alle imprese da parte del sistema bancario”.
Si lavorerà in questi giorni perché “già la settimana prossima, non appena il Parlamento avrà votato e autorizzato lo scostamento, si possa avere il decreto immediatamente operativo e poter stanziare immediatamente queste risorse che sono significative e ci consentono di far fronte alle conseguenze economiche del coronavirus”. “Sappiamo che anche questo secondo decreto non esaurisce gli interventi necessari a sostenere e rilanciare l’economia”, ha rilevato Gualtieri, precisando che “il governo è al lavoro sia sul piano delle misure interne per accelerare lo sblocco degli investimenti già stanziati e per introdurre misure di sostegno alla crescita, ma anche sul fronte internazionale per definire una risposta concertata e coordinata a livello europeo che utilizzi anche la leva dello stimolo di bilancio fiscale per rispondere in modo adeguato alle conseguenze economiche di questa emergenza”.
Il ministro ha affermato che “stiamo lavorando per assicurare tempestività delle risposte e, al tempo stesso, per preparare le condizioni di una generale iniziativa europea di politica economica”.

Per l’emergenza coronavirus Covid-19 le attività didattiche in Italia, al di fuori della zona rossa, sono sospese fino al 15 marzo. “In prossimità della scadenza, con un certo anticipo per evitare incertezza, torneremo a fare un aggiornamento” anche per valutare “l’impatto che hanno avuto queste misure”, ha proseguito il premier.
Il premier ha ricostruito l’iter che ha portato alla decisione assunta ieri, spiegando della scelta “non facile” sia per le ricadute organizzative nella vita delle famiglie e delle imprese sia per l’immagine data all’estero da un Paese che chiude le scuole.
“In questo momento non lo so neanche io” se ci sarà o meno una proroga della sospensione. “Dobbiamo sempre ragionare nel segno della adeguatezza e proporzionalità con l’obiettivo di contenimento della diffusione del contagio”.

Fonte: Sir
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