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Festa della Repubblica: Mattarella e Renzi all'altare della Patria

Oggi, 69 anni dopo il referendum che sancì la fine della monarchia, l'Italia ha celebrato la festa nazionale della Repubblica. Il capo dello Stato Mattarella ha invitato il Paese a coesione e solidarietà

Parole chiave: 2 giugno (5), festa della Repubblica (3), Sergio Mattarella (67), Matteo Renzi (19)
Festa della Repubblica: Mattarella e Renzi all'altare della Patria

Omaggio del capo dello Stato, Sergio Mattarella, alla tomba del Milite Ignoto al Vittoriano e parata militare a via dei Fori Imperiali. Si è celebrata così  la Festa nazionale della Repubblica, in occasione della ricorrenza del referendum che nel 1946 sancì la fine della monarchia. "Le forze armate - ha detto il presidente della Repubblica - trovano l'affetto della popolazione".

Mattarella è giunto all'Altare della Patria accompagnato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti e dal capo di Stato maggiore della Difesa Claudio Graziano. Sulle scale del Vittoriano, a ricevere il capo dello Stato, c'erano tra gli altri, il presidente del Senato, Piero Grasso, quello della Camera, Laura Boldrini, e il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. La banda dell'Esercito ha quindi intonato l'Inno nazionale e le Frecce tricolori hanno sorvolato il Vittoriano. Dopo l'alzabandiera solenne e la deposizione di una corona d'alloro sul sacello del Milite Ignoto, Mattarella ha lasciato Piazza Venezia per passare in rassegna le truppe.

Il capo dello Stato, tra gli applausi della gente, ha raggiunto via del Fori Imperiali a bordo della Flaminia presidenziale scoperta, scortato dai corazzieri in motocicletta e ha preso posto sul palco presidenziale dove sono presenti le massime autorità dello Stato. A rendergli gli onori un reparto di corazzieri a cavallo. Hanno sfilato in circa 3.400, tra militari e civili. C'erano anche - novità di questa edizione - gli atleti militari e un gruppo di ragazzini, alunni dell'Istituto 'Elsa Morante' di Roma, con i loro ombrelli tricolore.

Dopo l'Inno di Mameli intonato a piazza Venezia in coro si sono levati applausi dal pubblico, come pure dopo il passaggio delle Frecce Tricolori.

"Il percorso riformatore è all'esame del Parlamento e sarà il Parlamento a scegliere tempi e contenuti di questo percorso", ha detto il presidente Mattarella ai giornalisti che gli chiedevano se dopo le regionali bisognasse accelerare i tempi delle riforme. Ai giornalisti che gli facevano osservare come le litigiosità della politica non sembrano affievolirsi, il Capo delle Stato ha replicato: "Mi auguro di no: le elezioni accentuano le tensioni e mi auguro che concluso questo percorso ci sia un'attitudine più serena nel rispetto delle posizioni diverse".

Ieri, in occasione del concerto diretto da Riccardo Muti al Quirinale, Mattarella aveva invitato il paese alla coesione.

"Questo 2 giugno presenta qualche segnale di speranza, pur nelle difficoltà quotidiane degli italiani. Si inizia a intravedere l'uscita della crisi" ha affermato il Capo dello Stato nel suo intervento dopo il concerto, in occasione delle celebrazioni per la Festa della Repubblica. "Abbiamo tenuto questo concerto in occasione della ricorrenza del compleanno della Repubblica, domani 2 giugno, in cui celebriamo il ritrovamento della libertà e della democrazia. E ricordiamo la prima occasione in cui si è esercitato il diritto di voto delle donne italiane" ha aggiunto Mattarella. Il Capo dello Stato ha richiamato alla necessità di maggiore armonia collettiva: "Le liti esasperate, le discussioni, la dialettica anche acuta contribuiscono con altri fattori a creare sfiducia e allontanano i cittadini" ha detto riferendosi alla vita politico-istituzionale del Paese. "Le difficoltà si possono superare se c'è coesione - ha aggiunto il presidente della Repubblica -. Senza la partecipazione dei cittadini la democrazia inaridisce. Il messaggio in questo giorno è: più coesione e maggiore solidarietà". Mattarella si è soffermato sui molti problemi che affliggono l'attuale momento internazionale: dal terrorismo fondamentalista al fenomeno dell'immigrazione, sottolineando che "è necessaria l'armonia internazionale". Mattarella ha concluso il suo discorso con un invito: "L'Italia ha tante energie vitali positive. Allora occorre trasmettere fiducia e affiatamento".

Fonte: Ansa
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