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Genova, il card. Bagnasco ai funerali: “Giustizia è doverosa ma nulla può cancellare e restituire”

"La fede non dissipa tutte le nostre tenebre, ma illumina il cammino passo dopo passo, giorno dopo giorno. La sua risposta ai nostri tormenti è innanzitutto una presenza che ci accompagna: Gesù crocifisso, e la Madonna sotto la croce del Figlio, sono l’immagine e il segno più evidenti che il Signore non ci abbandona, ma ci precede. È l’ora della grande vicinanza. Siamo certi che nel cuore di ognuno stia crescendo per Genova un amore ancora più grande" ha detto il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, alle esequie delle vittime del crollo del Ponte Morandi

Parole chiave: Genova (12), ponte Morandi (5), cardinale Bagnasco (1)
Genova, il card. Bagnasco ai funerali: “Giustizia è doverosa ma nulla può cancellare e restituire”

“Il crollo del ponte Morandi sul torrente Polcevera ha provocato uno squarcio nel cuore di Genova. La ferità è profonda, è fatta innanzitutto dallo sconfinato dolore per coloro che hanno perso la vita e per i dispersi, per i loro familiari, i feriti, i molti sfollati”. Lo ha detto stamani l’arcivescovo di Genova, card. Angelo Bagnasco, nell’omelia dei funerali di Stato di 18 delle 41 vittime del crollo del ponte, che ha presieduto nella fiera della città ligure. Presenti le più alte cariche dello Stato, a partire dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Raccontando di una telefonata ricevuta ieri sera da Papa Francesco, il porporato ha riferito degli “innumerevoli segni di sgomento e di vicinanza giunti non solo dall’Italia, ma anche da molte parti del mondo”: “Insieme alla preghiera del Santo Padre Francesco – che anche ieri sera, con una telefonata affettuosa, ha voluto manifestarci la sua prossimità – in questi giorni ovunque si innalza a Dio un’onda di preghiera. Genova è nello sguardo del mondo, in un grande abbraccio di commozione, di affetto e di attesa”. Parlando ai familiari delle vittime, il card. Bagnasco ha ricordato che “qualunque parola umana, seppure sincera, è poca cosa di fronte alla tragedia, così come ogni doverosa giustizia nulla può cancellare e restituire”. “L’iniziale incredulità e poi la dimensione crescente della catastrofe, lo smarrimento generale, il tumulto dei sentimenti, i ‘perché’ incalzanti, ci hanno fatto toccare ancora una volta e in maniera brutale l’inesorabile fragilità della condizione umana”. Eppure “dentro a questa esperienza, che tutti in qualche modo ha toccato, si intravvede un filo di luce”. “Quanto più ci scopriamo deboli ed esposti, tanto più sentiamo che i legami umani ci sono necessari – ha evidenziato il cardinale -: sono il tessuto non solo della famiglia e dell’amicizia, ma anche di una società che si dichiara civile” come “un ponte ci permette di varcare il vuoto, così la fiducia ci consente di attraversare le circostanze facili o ardite della strada terrena”.

“Il viadotto è crollato: non era solo un pezzo importante di autostrada, ma una via necessaria per la vita quotidiana di molti, un’arteria essenziale per lo sviluppo della città. Genova però non si arrende: l’anima del suo popolo in questi giorni è attraversata da mille pensieri e sentimenti, ma continuerà a lottare”. Così l’arcivescovo Bagnasco, nell’omelia dei funerali. La certezza è che “noi genovesi sapremo trarre dal nostro cuore il meglio, sapremo spremere quanto di buono e generoso vive in noi e che spesso resta riservato, quasi nascosto, schivo”. Il cardinale ha ricordato poi come “la rete organizzativa e la tempestività a tutti i livelli – istituzionale, di categoria e associazioni –, la professionalità generosa di tutti, a cominciare dai Vigli del fuoco, la disponibilità di tutti, la forza dei feriti, la preghiera e la solidarietà che subito si sono levate da ogni parte della diocesi, rendono visibile l’anima collettiva della nostra città”. Quindi, un augurio: “I numerosi sfollati non solo trovino temporanea ospitalità, ma possano ritrovare presto il necessario calore della casa”. Nell’“ora della grande vicinanza”, infine, l’arcivescovo si dice certo che “nel cuore di ognuno stia crescendo per Genova un amore ancora più grande, convinto che essa lo merita, che non può essere dimenticata da nessuno, e che la sua vocazione è scritta nella sua storia di laboriosità e di tenacia, oltre che nella sua posizione di porta fra il mare e il continente”.

Fonte: Sir
Genova, il card. Bagnasco ai funerali: “Giustizia è doverosa ma nulla può cancellare e restituire”
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