Italia
stampa

Gigi De Palo (presidente Forum famiglie): "Proprio questo è il momento del quoziente familiare, facciamo come De Gaulle"

“E’ un dato di fatto. Alle famiglie, in questo momento, viene chiesto di stare con i bambini, ma anche di lavorare, di assistere le persone ma anche di non far andare in recessione l’economia. E’ la forza delle famiglie, che continuano però ad andare avanti senza tutele. E anche questo è un dato di fatto”, afferma il presidente.

Parole chiave: coronavirus (629), famiglie (110), gigi de palo (6), quoziente familiare (2)
Gigi De Palo (presidente Forum famiglie): "Proprio questo è il momento del quoziente familiare, facciamo come De Gaulle"

“E’ un dato di fatto. Alle famiglie, in questo momento, viene chiesto di stare con i bambini, ma anche di lavorare, di assistere le persone ma anche di non far andare in recessione l’economia. E’ la forza delle famiglie, che continuano però ad andare avanti senza tutele. E anche questo è un dato di fatto”.

Gigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle Associazioni familiari, non fa eccezione.

Mentre ci parliamo al telefono è a casa con i suoi cinque figli, “uno è qui che urla, due sono alla playstation, due litigano”. E, nel frattempo, arriva la telefonata della ministra della Famiglia Elena Bonetti, a mettere termine alla nostra chiacchierata, “vorrà protestare – dice – per alcune dichiarazioni che sto facendo”.

Proprio in piena emergenza, De Palo non rinuncia a pronunciare le due parole magiche: “Quoziente familiare”.

Proprio in questo momento, presidente?

Certo, De Gaulle, in Francia, fece il quoziente familiare durante la guerra. Qui, per certi aspetti, stiamo vivendo una situazione che è come una guerra. Dobbiamo fare come De Gaulle, che puntò sulle famiglie per far uscire il Paese dalla crisi. Io sto pensando anche al dopo, come potremo superare le difficoltà dell’economia, se non diamo alle famiglie più possibilità?

Intanto, continuiamo a essere in una situazione di poche tutele e tante richieste, è così?

In questo momento sì, non ci sono state attenzioni rilevanti. Ho parlato in questi giorni con la ministra, magari qualcosa faranno, io non ce l’ho con lei e non voglio fare polemica in questo momento, ma devo dire le cose come stanno, a cominciare dal fatto che finora nessuno ci ha chiesto consigli, ci ha consultato. In generale, poi, vale il proverbio: “Noè costruì l’arca quando c’era il sole”. Purtroppo, noi ora ci troviamo in mezzo a un’emergenza senza che in passato si sia costruito nulla.

Negli ultimi giorni si è parlato di voucher per baby sitter, di congedi parentali... Sono scelte che la convincono?

Noi siamo contenti di tutto quello che può aiutare le famiglie. Certo, mi viene anzitutto da osservare che vanno tutelate le partite iva. Il congedo non riguarda loro, serve un ragionamento serio. Si potrebbe, per esempio, ipotizzare per loro un congelamento dei mutui. Un’altra possibilità è istituire un assegno unico temporaneo per i figli, ne ha accennato anche la ministra Bonetti. Poi c’è il capitolo smartworking, ma si tratta anche di una suggestione. Io che smartworking posso fare, circondato da cinque figli urlanti?

C’è poi il capitolo scuola. Molti istituti si sono attivati, ma i problemi per la prosecuzione dell’anno scolastico non mancano.

Io sulla questione sono “morbido”, è una cosa nuova per tutti. La mia proposta è quella di utilizzare per la didattica, chiaramente in modo uniforme, anche Rai scuola, i canali televisivi, sarebbe a mio avviso un esperimento interessante.

E poi c’è la responsabilità soggettiva delle famiglie. Come rendere questo un tempo comunque ben speso?

Chiaramente, le famiglie devono dare il loro contributo. Ci si deve attrezzare, con creatività e ritmo. Noi in famiglia abbiamo organizzato il cineforum, un orario fisso di gioco con i bambini... Insomma, bisogna assolutamente evitare che i figli si abbruttiscano alla playstation.

Questa emergenza non rischia di penalizzare ancora di più le famiglie che convivono con situazioni di fragilità, come anziani da assistere o disabili?

E’ vero in parte. Per esempio, è indubbio che i nonni sono più fragili e cerco di non metterli a contatto con i bambini, ma possono essere una risorsa. Vanno tutelati, ma anche loro possono dare risposte di welfare in questa situazione. Mi rendo conto, però, che la vicenda rischia di essere come quella del cane che si morde la coda. Molti lasciano i figli ai nonni perché non hanno scelta, ma così propagano il rischio.

Bruno Desidera

Tutti i diritti riservati
Gigi De Palo (presidente Forum famiglie): "Proprio questo è il momento del quoziente familiare, facciamo come De Gaulle"
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento