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L'agenzia Sir compie trent'anni. Il Papa: "Accendere fari informativi sulle periferie". Mattarella: "Pluralismo imprescindibile"

Arriva anche la nuova app. Così il direttore dell’agenzia, Vincenzo Corrado: “Da oggi, anche per chi è in movimento, sarà possibile consultare tutte le notizie del Sir ed essere nel cuore della Chiesa, anche se ci si trova a migliaia di chilometri da Roma”.

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L'agenzia Sir compie trent'anni. Il Papa: "Accendere fari informativi sulle periferie". Mattarella: "Pluralismo imprescindibile"

L'agenzia Sir, nata su intuizione dei settimanali diocesani italiani e agenzia di stampa della Conferenza episcopale italiana, compie trent'anni. Era infatti il 29 ottobre 1988 quando partirono i primi notiziari informativi, che avevano il principale obiettivo di fornire materiale ai settimanali diocesani e mettere in circolo le loro esperienze. Nella giornata di oggi sono arrivati i messaggi di papa Francesco e del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che pubblichiamo di seguito.

Il Papa: "Accendete i fari sulle periferie"

Cari amici dell’Agenzia Sir, sono lieto di raggiungervi con questo breve messaggio in occasione di un anniversario importante per la vostra testata. Proprio in questi giorni – il 25 ottobre – ricordate i trent’anni della pubblicazione del vostro primo bollettino che ha dato avvio all’attività giornalistica del Sir. Quello che stiamo vivendo è un anno importante per tutti voi e, per questo, vi faccio gli auguri e vi mando uno speciale ricordo per l’attività professionale che svolgete ogni giorno.

Trent’anni rappresentano, certamente, un bel traguardo, ma non sono e non devono essere considerati un punto d’arrivo. Continuate a svolgere il vostro impegno cercando sempre quella stessa novità con cui i padri fondatori hanno pensato e, poi, dato forma a un progetto unico nel suo genere: uno strumento d’informazione che colleghi il territorio italiano, rappresentato dai settimanali diocesani, al centro e che, nello stesso tempo, ritorni dal centro al territorio proprio con le testate delle diocesi. Siete stati fautori di comunione nell’informazione, sia ecclesiale sia socio-culturale. Continuate ad esserlo!

Il Sir, Agenzia d’informazione della Conferenza Episcopale Italiana, racchiude in sé le esigenze di diverse comunità. Con il vostro notiziario quotidiano, riportate news sulla Santa Sede, sulla Chiesa Italiana, sulle diocesi, sull’Europa, sul Medio Oriente, sul mondo intero… Ora, come sapete, ho deciso di dedicare la LIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebra nel 2019, al tema «Siamo membra gli uni degli altri» (Ef 4,25). Dalle community alle comunità. Vi so, a vostra volta, impegnati nella promozione di una comunità informativa, fondata sull’autenticità e sulla reciprocità.

Negli anni avete saputo seguire gli sviluppi tecnologici conservando sempre la vostra linea editoriale così ben espressa nel 1988 dal vostro compianto presidente, mons. Giuseppe Cacciami: «Vorremmo per quanto ci riguarda essere giudicati e verificati sull’obiettività, sul rigore del linguaggio, sulla documentazione, sull’attenzione alle cause e ai risvolti dell’avvenimento religioso piuttosto che sulla sua strumentale, brillante ed effimera utilizzazione per la curiosità del momento». È un’attenzione tuttora valida: basta pensare al fenomeno delle «notizie false», le cosiddette fake news. Continuate ad esercitare la vostra professione tendendo sempre alla verità. È l’antidoto più efficace per combattere la falsità. E ricordate che «per discernere la verità occorre vagliare ciò che asseconda la comunione e promuove il bene e ciò che, al contrario, tende a isolare, dividere e contrapporre» (cfr Messaggio per la LII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali).

Trent’anni non sono pochi, ma è questo il momento di pensare anche al futuro. Vi incoraggio a proseguire sempre sulla strada dell’innovazione, non trascurando però il vostro sguardo verso tutti i territori: italiani, europei, mediorientali, internazionali… Il territorio non è un semplice confine geografico, è qualcosa di più: indica l’esistenza delle persone che lo abitano. Sulla scia dei settimanali diocesani, fatevi voce di chi non ha voce. Continuate ad accendere i vostri fari informativi su tutte le periferie. Fatevi carico comunicativo delle storie che raccontate. Appassionatevi sempre di più alla verità. Siate custodi delle notizie. Il giornalista, «nel mondo contemporaneo, non svolge solo un mestiere, ma una vera e propria missione. Ha il compito, nella frenesia delle notizie e nel vortice degli scoop, di ricordare che al centro della notizia non ci sono la velocità nel darla e l’impatto sull’audience, ma le persone. Informare è formare, è avere a che fare con la vita delle persone» (cfr Messaggio per la LII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali).

Cari amici, vi accompagno nel vostro lavoro, vi auguro di essere sempre pronti all’ascolto e al dialogo sincero per lasciar emergere la verità. Vi incoraggio a puntare sempre di più sulla pienezza di un’informazione di qualità che sa costruire ponti di comprensione e dialogo. Camminate, come fatto finora, sui sentieri belli e faticosi del pensare, non scendendo a compromessi con nessuno. Siate liberi e lontani da modelli riduttivi. Aiutate a comprendere i fatti nella loro complessità e nel loro significato profondo. Vi benedico di cuore e voi, per favore, non dimenticatevi di pregare per me.

Mattarella: pluralismo e libertà d'opinione imprecindibili

In tre decenni di vita l’Agenzia di stampa Servizio informazione religiosa si è conquistata, da parte degli operatori dell’informazione e dell’intera società italiana, rispetto e credibilità nell’esercizio della sua missione di veicolare nel vasto mondo dei media, vecchi e nuovi, l’informazione relativa alla Chiesa cattolica italiana e la osservazione delle vicende del Paese nel solco del giornalismo di ispirazione cristiana.

A quanti ogni giorno sono impegnati in questa esperienza, a narrare, analizzare criticamente le vicende della nostra vita politica e istituzionale, a evidenziare le pratiche delle forze vive che caratterizzano l’Italia, va il mio saluto augurale.

Voce autorevole della Conferenza episcopale, il Sir, con la sua attività, svolge una attenta e puntuale opera di raccordo con le diocesi italiane e, tramite la rete dei settimanali locali, interpreta il territorio nazionale in un’ottica peculiare.
Un’opera che si allarga anche al resto dell’Europa e alle zone del mondo più remote ed escluse, favorendo il diritto all’espressione e alla conoscenza.

Uno sforzo quotidiano che merita apprezzamento.

L’irrobustimento delle voci espressive di identità e realtà rappresenta un servizio reso alla intera comunità della Repubblica: il pluralismo e la libertà delle opinioni sono condizioni imprescindibili per un Paese civile, come afferma la nostra Costituzione.

In questo spirito desidero esprimere l’augurio che il vostro lavoro continui ad essere un contributo importante a una corretta informazione basata sul rispetto reciproco e sulla affermazione dei diritti della persona e delle comunità, valori su cui si fonda la nostra convivenza.

Arriva la nuova app

È finalmente disponibile la app del Sir per Android e iOS. In occasione dei 30 anni dalla fondazione, infatti, l’agenzia stampa della Conferenza episcopale italiana ha lanciato un’applicazione mobile disponibile su App Store  e Google Play.

“Con la App, il Sir vuole essere sempre più vicino ai suoi lettori. Per la prima volta nel panorama italiano, un’agenzia di stampa religiosa offre un servizio qualificato di informazione in tempo reale disponibile su ogni device.

Per essere sempre aggiornati sulla vita della Chiesa e sul magistero di Papa Francesco, per scoprire cosa succede in Italia e nel mondo, per leggere le notizie che non si trovano altrove”. Così il direttore dell’agenzia, Vincenzo Corrado: “Da oggi, anche per chi è in movimento, sarà possibile consultare tutte le notizie del Sir ed essere nel cuore della Chiesa, anche se ci si trova a migliaia di chilometri da Roma”.

La sezione “Home” della App raccoglie le notizie della giornata e quelle dell’ultima ora messe in evidenza in “Quotidiano”: ogni articolo può essere letto nella modalità “leggi più tardi” o condiviso sui social più diffusi. Inoltre, foto e video, arricchiscono il panorama informativo. Se si è interessati ad alcuni temi specifici, è possibile navigare nelle sezioni “Papa” o “Esplora”, quest’ultima a sua volta suddivisa in diverse categorie (Balcani, Chiesa, Europa, Mondo, Territori) che si possono aggiungere tra i “Preferiti”, ricevendo così tutti gli aggiornamenti ad esse correlati.

Inoltre,

sarà possibile seguire ogni diretta del Papa e gli eventi più importanti della Chiesa italiana con le dirette live.

L’App del Sir offre:

  • L’attualità nazionale e internazionale.
  • Le principali news della giornata sempre aggiornate.
  • Rubriche tematiche.
  • Una sezione speciale dedicata a Papa Francesco.
  • Eventi in diretta TV.
  • Video e foto.
  • Una navigazione fluida e intuitiva.
  • Look accattivante.

 

Funzionalità speciali:

  • Leggi+tardi: grazie a questa funzione è possibile contrassegnare gli articoli più interessanti e leggerli quando possibile.
  • Riepilogo: appuntamento mattutino e serale con le principali notizie della giornata.
  • You Reporter: l’utente può scrivere una notizia e condividerla attraverso WhatsApp direttamente con la redazione.
  • I miei temi: è possibile selezionare uno o più temi e ricevere gli aggiornamenti ad essi correlati.

Il direttore Corrado: attenzione per le persone

Grazie, Santo Padre! Grazie, Presidente!
Non capita tutti i giorni di ricevere messaggi da personalità autorevoli in occasione di ricorrenze o anniversari particolari. Per questo, accogliamo con senso di gratitudine, e con grande responsabilità le parole che Papa Francesco e il Presidente Mattarella rivolgono al Sir per i trent’anni di vita. Scavano a fondo, fino alle fondamenta, di un progetto unico nel suo genere, che ancora oggi, a distanza di tre decenni, s’impegna a comporre il centro e le periferie con uno sguardo armonico.

Una realtà che è reciprocità comunicativa ricca di racconti di vita, così diversa e così unita, capace di coniugare, in modo generativo, pensieri, sensibilità e competenze.

Vale la pena leggere e rileggere i testi che il Papa e il Presidente indirizzano al Sir, perché vi ritroviamo il senso della nostra professione. Oltre a sottolineare e ribadire le peculiarità del nostro lavoro quotidiano, fotografano appieno vizi e virtù dell’attuale stagione comunicativa. In un momento di grande sviluppo tecnologico, in cui molto spesso la qualità lascia spazio alla quantità e la verità è fagocitata dalla falsità (fake), è ancora possibile un’informazione fatta con “obiettività, rigore e verifica”, da preferire sempre “allo scoop solo apparentemente redditizio”. Il sogno dei nostri padri fondatori trova, probabilmente, oggi la sua realizzazione massima. Proprio perché

è il tempo presente a richiedere un’informazione altra, non piegata a tutti quei modelli riduttivi che, ogni giorno, selezionano, interpretano e divulgano le notizie.

Assumono, allora, un sapore tutto particolare le consegne che oggi ci vengono ridonate. Quasi fossero delle promesse da rinnovare a trent’anni di distanza. Non hanno bisogno di commento o interpretazione, ma solo di adesione convinta, per seguire – anche se in tempi profondamente mutati – quel patto fondativo che nel 1988 portò alla nascita dell’Agenzia.
Scrive, tra l’altro, Papa Francesco: “Trent’anni non sono pochi, ma è questo il momento di pensare anche al futuro. Vi incoraggio a proseguire sempre sulla strada dell’innovazione, non trascurando però il vostro sguardo verso tutti i territori: italiani, europei, mediorientali, internazionali… Il territorio non è un semplice confine geografico, è qualcosa di più: indica l’esistenza delle persone che lo abitano. Sulla scia dei settimanali diocesani, fatevi voce di chi non ha voce. Continuate ad accendere i vostri fari informativi su tutte le periferie. Fatevi carico comunicativo delle storie che raccontate. Appassionatevi sempre di più alla verità. Siate custodi delle notizie”.
Sì, Santo Padre, noi giornalisti del Sir c’impegniamo a svolgere la nostra professione, non dimenticando mai chi è scartato e messo ai margini, anche e soprattutto dall’informazione. Non intendiamo aderire né tantomeno essere fautori della “cultura dello scarto”; vogliamo, invece,

essere promotori di percorsi di speranza:

i nostri punti di riferimento saranno sempre la persona umana e la sua dignità. Quell’essere custodi delle notizie è un’esortazione che diventa responsabilità di ciò che viene affidato. La nostra prima preoccupazione, così come avvenuto in questi decenni, non sarà la velocità nel dare le notizie, non sarà l’audience che queste potranno ottenere, ma l’attenzione da riservare alle persone. Su questo non saremo mai negligenti: se ciò dovesse accadere, verremo meno alla nostra missione, che trova radice “nel solco del giornalismo di ispirazione cristiana”.
Proprio come ricorda il Presidente Mattarella, che fotografa in modo emblematico l’impegno quotidiano del Sir: “Narrare, analizzare criticamente le vicende della nostra vita politica e istituzionale, evidenziare le pratiche delle forze vive che caratterizzano l’Italia”. E aggiunge: “L’irrobustimento delle voci espressive di identità e realtà rappresenta un servizio reso alla intera comunità della Repubblica: il pluralismo e la libertà delle opinioni sono condizioni imprescindibili per un Paese civile, come afferma la nostra Costituzione. In questo spirito desidero esprimere l’augurio che il vostro lavoro continui ad essere un contributo importante a una corretta informazione basata sul rispetto reciproco e sulla affermazione dei diritti della persona e delle comunità, valori su cui si fonda la nostra convivenza”.
Sì, Presidente, noi giornalisti del Sir facciamo nostro il Suo augurio con la promesse di continuare a costruire un’informazione fondata sull’ascolto: questo è un atto necessario allo svolgersi della comunicazione e prevede, per prima cosa, il silenzio, condizione indispensabile per ricevere ogni parola pronunciata e coglierne il giusto significato.

L’ascolto, fondamentale per la comunicazione, è fonte di relazioni vere, sempre nuove e diverse.

In queste relazioni, che diventano incontro con gli altri, si sviluppa un’informazione autentica, che non è semplice trasmissione di notizie, ma soprattutto disponibilità, arricchimento reciproco, relazione.
E qui non possiamo non cogliere ulteriore conforto e stimolo dal messaggio di Papa Francesco: “Vi auguro di essere sempre pronti all’ascolto e al dialogo sincero per lasciar emergere la verità. Vi incoraggio a puntare sempre di più sulla pienezza di un’informazione di qualità che sa costruire ponti di comprensione e dialogo. Camminate, come fatto finora, sui sentieri belli e faticosi del pensare, non scendendo a compromessi con nessuno. Siate liberi e lontani da modelli riduttivi. Aiutate a comprendere i fatti nella loro complessità e nel loro significato profondo”.
Sì, Santo Padre, accogliamo queste consegne impegnative, convinti che l’informazione è formazione. E, per questo, rifiuta ogni compromesso e ambiguità. Al contrario, sa far pensare proprio perché è pensata. Riteniamo che il pensiero non sia un esercizio elitario ma l’esperienza di ogni persona, di ogni popolo. Il pensiero è un dono affidato non solo agli intellettuali ma anche ai poveri, ai semplici, agli emarginati… Ecco, perché l’informazione deve essere libera.
Grazie, Santo Padre! Grazie, Presidente!

Fonte: Sir
L'agenzia Sir compie trent'anni. Il Papa: "Accendere fari informativi sulle periferie". Mattarella: "Pluralismo imprescindibile"
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