Italia
stampa

Maltempo, Zaia dichiara lo stato di calamità

Per il presidente del Veneto " i danni sono inimmaginabili e incalcolabili". E il caldo rischia di far sciogliere la neve. Intanto Sos dei Coldiretti per i raccolti

Parole chiave: calamità (4), piogge (5), maltempo (119), regione (393), zaia (177)
Maltempo, Zaia dichiara lo stato di calamità

“Ho dichiarato, con un decreto, lo stato di calamità in Veneto a causa del maltempo. Abbiamo assegnato per le prime necessità un milione di euro”. Lo ha annunciato il presidente Luca Zaia, al termine della seduta odierna della giunta regionale nel corso della quale è stato deciso di presentare immediatamente la richiesta di recepimento da parte del governo per lo stanziamento delle risorse necessarie a far fronte all’emergenza. “Interventi – ha aggiunto – che tutte le Regioni più volte hanno chiesto al governo venga liberati dai lacci del Patto di stabilità”.

“Nel Veneto già colpito dall’alluvione del 2010 – ha aggiunto - i danni sono inimmaginabili e incalcolabili e i dati meteo sono peggiori rispetto al 2010. Faccio un appello ai media nazionali: si rendano conto che l’acqua non c’è solo a Fiumicino. L’attuale calamità coinvolge tutto il Veneto e c’è grande preoccupazione per quanto riguarda le temperature in questi giorni che dovrebbero essere i più freddi dell’anno. Questo caldo rischia di far sciogliere la neve che si è accumulata in montagna e riversare una mole enorme di acqua nei fiumi già ingrossati. Se si verificasse, sarebbe peggio che nel 2010”. “In questo quadro – ha detto Zaia – è allucinante la situazione di difficoltà della montagna veneta che, tra neve e black-out, non ha fatto la stagione turistica invernale. A Natale si è registrato un -97%. Ma non sono da meno i disagi per la popolazione: 35 mila famiglie sono rimaste senza corrente elettrica per molto tempo. La verità è che tutto questo non è da paese civile. Ora abbiamo il grosso problema delle slavine. Una ha praticamente distrutto un impianto di risalita sulla Marmolada”.

Tornando alla situazione del dissesto idrogeologico, Zaia ha sottolineato che “le 925 opere realizzate sul territorio dopo l’alluvione del 2010 ci hanno permesso finora di respirare, ma non sappiamo quanto possano ancora reggere. Nonostante gli interventi, ci preoccupa infatti la consistenza di parecchi argini che sono fragili. Ci vuole un piano strategico nazionale.

Conte: in crisi il sistema idrografico minore

“Rispetto a quanto avvenuto nel 2010, il maltempo nel Veneto ha messo in luce una criticità diversa: si sta allagando il sistema secondario dei corpi idrici e non è possibile smaltire l’acqua in eccesso verso i grandi fiumi perché sono già pieni. Stiamo quindi cercando di centellinare la quantità d’acqua da far defluire”. E’ quanto ha fatto rilevare l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte commentando, al termine dei lavori della giunta, la situazione di emergenza conseguente al maltempo che ha colpito il Veneto. “L’ultimo mese – ha detto Conte – è stato pesante sul fronte delle precipitazioni. Ma il dato importante è che grazie alle opere realizzate fino ad oggi è stata data risposta alle possibilità di resistenza degli argini dei corsi d’acqua. Ricordo infatti a chi dice che finora non si è fatto niente che nel 2010 l’alluvione è stata causata da oltre trenta rotture arginali sul territorio regionale. Finora gli argini hanno tenuto”.

Allarme Coldiretti per i raccolti

“Non bisogna attendere sempre la calamità naturale per intervenire. L’agricoltura trevigiana è a rischio con centinaia di aziende agricole sono sott’acqua che stanno resistendo al maltempo. La prevenzione deve essere una priorità se non si vuole pagare il conto  di decina di milioni di euro di danni. La questione è oggettiva: dal 2000 al 2010 la nostra provincia ha visto erodere 11 mila ettari di terreno agricolo. Ora tutti ne paghiamo le conseguenze”. Interviene con queste parole  Walter Feltrin, Presidente di  Coldiretti di Treviso, sugli eventi atmosferici e le loro conseguenze che stanno flagellando il settore primario della Marca trevigiana. Il Presidente della Coldiretti trevigiana si sofferma poi sugli aspetti che interessano la bonifica tra fermi burocratici e progetti che funzionano. “Penso che quello che stia succedendo sia molto chiaro – analizza il Presidente Feltrin – Che il territorio sia a rischio calamità non è certo un’opinione. Per questo le autorità competenti devono dare dei segnali di presenza al fine di salvaguardare un settore che in questo momento rischia di trovarsi in ginocchio”. Da San Biagio di Callalta a tutti i comuni del Piave, da Zero Branco a tutti i comuni della bassa trevigiana il risultato è il medesimo: l’acqua ha invaso i vigneti, le coltivazioni, le imprese agricole. I danni saranno misurabili quando l’acqua sarà scesa e si potrà constatare lo stato di salute delle coltivazioni, ma anche lo stato del’arte dei terreni. Insomma, i conti si faranno alla fine.  

Maltempo, Zaia dichiara lo stato di calamità
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento