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Nuova legge elettorale: corre corre la locomotiva...

La proposta di Matteo Renzi ha fatto riprendere il cammino al treno delle riforme. E' il parere del costituzionalista Stefano Ceccanti. Secondo il quale però le riforme costituzionali sono ancora più importanti della legge elettorale

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Nuova legge elettorale: corre corre la locomotiva...

Il treno delle riforme aveva bisogno di una locomotiva. Matteo Renzi è quella locomotiva, secondo Stefano Ceccanti, docente di Diritto costituzionale all’università la Sapienza di Roma ed esperto di leggi elettorali, già presidente della Fuci negli anni giovanili e, recentemente, senatore del Pd ed uno dei “saggi” incaricati dal presidente Napolitano di formulare delle proposte di riforma istituzionale.
Ceccanti è pisano, come Letta, ma nel Pd sta dalla parte di Renzi. Insomma, si tratta della persona giusta per dare una valutazione sul cosiddetto “Italicum”, il sistema di voto proposto dal segretario del Pd nei giorni scorsi e sostanzialmente accettato sia dagli altri partiti di maggioranza che da Forza Italia.
Prof. Ceccanti, le piace questo “Italicum”?
Guardi, il nostro Paese aveva un’urgenza assoluta: quella di evitare di tornare al voto con la legge elettorale uscita dalla sentenza della Corte costituzionale, un proporzionale puro che avrebbe perpetuato le larghe intese. Questa ipotesi ha il merito di far emergere in parlamento una maggioranza certa. La governabilità dipenderà invece dal resto delle riforme previste (trasformazione del Senato in Camera delle regioni e titolo V della Costituzione). Anzi direi che quest’ultime sono ancora più importanti della legge elettorale.
Ma personalmente avrebbe preferito qualcos’altro?
Avrei preferito i collegi uninominali. Ma le preferenze, quelle no. Ci dimentichiamo della battaglia, condotta a inizio anni Novanta anche da molte associazioni cattoliche, contro la pratica delle preferenze? Nel resto d’Europa nessuno ha le preferenze, che qui in Italia hanno portato a correntismo esasperato e logiche clientelari.
La proposta di Renzi è migliorabile?
Francamente, se si tocca qualcosa crolla tutto.
Perché le riforme istituzionali sono più importanti della legge elettorale?
Perché finora chi ha vinto le elezioni si è andato ad impaludare dentro ad un sistema vecchio. E le riforme devono essere approvate da un’ampia maggioranza, per superare un eventuale referedum confermativo.
Renzi si è dimostrato un leader vero?
Sì, credo che molti si dovranno ricredere sul suo conto: è ormai chiaro che sta puntando non ad andare subito al voto, ma ad un vero e proprio accordo si sistema, destinato tra l’altro a prolungare la vita del governo Letta.
Lei ha fatto parte del gruppo dei “saggi”. Il lavoro da voi fatto sarà ancora utile?
Penso proprio di sì, il materiale uscito dai nostri lavori è molto. Si tratta di un lavoro che aveva bisogno di una locomotiva politica.
Se la nuova legge sarà approvata come vede il futuro dei cattolici nei vari schieramenti?
Mi pare che nel versante del Pd il ruolo di Letta e Renzi valga più di tanti discorsi. E nel centrodestra la confluenza tra Alfano e i Popolari di Casini e Mauro nel nome del Ppe è interessante. Potranno candidarsi a guidare il centrodestra dopo Berlusconi.

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