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Olivetti: "Mattarella al confine dei suoi poteri, ma dentro i limiti"

Il docente di Diritto Costituzionale alla Lumsa spiega il veto del presidente della Repubblica sul nome dell'economista Savona al ministero dell'Economia

Olivetti: "Mattarella al confine dei suoi poteri, ma dentro i limiti"

Può un Presidente della Repubblica mettere un veto sulla nomina di un ministro? Abbiamo rivolto la domanda a un esperto di Diritto Costituzionale, il prof. Marco Olivetti, docente ordinario alla Lumsa di Roma. “Mattarella - ci risponde - ha operato ai limiti del suo mandato, ma a mio avviso dentro i confini”, ci risponde.
E spiega perché: “Partiamo dal noto testo dell’articolo 92 della Costituzione, il quale spiega che il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri. E’ evidente che il potere di nominare comprende anche quello di non nominare. Nella normalità, però, tutto questo significa che la scelta sostanziale spetta al Presidente del Consiglio, che fisiologicamente tiene conto delle forze parlamentari e, dunque, dei partiti. Va anche detta un’altra cosa: è normale che il Presidente del Consiglio sia il leader della maggiore formazione politica. Queste regole lasciano spazio a un’interazione, che c’è sempre stata, tra Capo dello Stato e premier incaricato. Un rapporto che di norma si gioca sulla persuasione”.
Qui, però, siamo di fronte a un vero proprio veto. “Sì, questa è la vera domanda. Può il Presidente porre un veto? A mio avviso, sì, in circostanze particolari. Penso che il presidente Mattarella abbia ritenuto che tra queste circostanze vi fosse l’adesione dell’Italia ai doveri di Paese europeo”. Mattarella “sarebbe invece uscito dal confine dei suoi poteri se avesse posto il veto alla formazione del Governo. Cosa che non è avvenuta”.
Certo, obiettiamo al prof. Olivetti, l’Euro non c’è nella Costituzione italiana. “E’ così, ma se guardiamo rigorosamente al testo costituzionale del 1947, oggi non andremmo da tante parti. In realtà i ruoli istituzionali sono ormai condivisi tra appartenenza nazionale ed europea. Una volta entrati nell’Euro, poi, è molto difficile uscirne. Insomma, è possibile considerare quella dell’appartenenza europea una questione strategica per il nostro Paese”.
“Nessuna consistenza”, ad avviso del costituzionalista, ha la ventilata messa in stato d’accusa del presidente Mattarella, ipotesi peraltro già rientrata. “Tra l’altro - prosegue Olivetti - la procedura è molto lunga e complessa e collide con la richiesta di elezioni anticipate”. Questo non significa che non possa esserci nei confronti del Capo dello Stato “una critica politica”.

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