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Si temono 700 morti nel nuovo naufragio nel canale di Sicilia. Renzi: fermare i trafficanti di uomini

Al Regina Caeli, papa Francesco fa pregare per le centinaia di vittime del barcone affondato al largo della Libia. Un appello alla comunità internazionale perché “agisca con decisione e prontezza”. Unhcr: se confermato bilancio, oltre mille morti in pochi giorni

Si temono 700 morti nel nuovo naufragio nel canale di Sicilia. Renzi: fermare i trafficanti di uomini

"Il lavoro che sta facendo l'Italia talvolta in una condizione di quasi solitudine, talvolta in compagnia di altre realtà internazionali è oggettivamente straordinario", e sono "inconcepibili le polemiche di una piccola parte politica italiana". Lo ha detto il premier Matteo Renzi dopo il vertice sul naufragio al largo della Libia, che sarebbe costato la vita a 700 persone.

Una nuova strage di migranti nel canale di Sicilia, quindi: un barcone con circa 700 migranti si è capovolto la scorsa notte a circa 60 miglia a nord della Libia. Un mercantile dirottato nella zona, il King Jacob, ha recuperato 28 superstiti. Un'imponente operazione di soccorso è tuttora in corso: coordinata dalla Guardia Costiera, partecipano unità navali e aeree della stessa Guardia costiera, mercantili che sono stati dirottati in zona, e inoltre mezzi aerei e navali della marina militare e della guardia di finanza impegnati nell'operazione Triton dell'agenzia Frontex.

Un “ricordo” e una “preghiera” per i morti e le loro famiglie e un accorato appello alla comunità internazionale perché “agisca con decisione e prontezza”, affinché non si ripetano “tragedie” simili: papa Francesco ha espresso così la sua partecipazione alla notizia dell’affondamento di un barcone al largo delle coste libiche, dopo il Regina Caeli di oggi. “Sono uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore, affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre. Cercano una vita migliore. Cercavano la felicità. Vi invito a pregare in silenzio prima e poi tutti insieme per questi fratelli e sorelle”.

"I fatti sono ancora nebulosi nella loro ricostruzione", ha detto il premier in conferenza stampa a palazzo Chigi parlando di "18 navi impegnate da subito di cui 7 miliari italiane". Ad ora sono 28 i sopravvissuti al naufragio e 24 i morti recuperati, ha detto ancora il presidente del Consiglio. Renzi ha detto che al salvataggio sono intervenute 18 navi, di cui sette italiane militari, e 5 motopescherecci italiani. Ad essi si sono aggiunti 2 elicotteri della marina, un elicottero della finanza e un aereo della capitaneria di porto.

"I numeri del naufragio sono drammatici" anche se "è sempre un dramma anche quando una sola persona perde la vita": lo ha detto il premier Matteo Renzi. "Non c'è classifica, si tratta di vite umane, persone che hanno perso tutto. Non sono numeri ma donne e uomini con una storia, famiglie che non sanno ancora cosa è accaduto". "Quello che chiediamo è di non essere lasciati soli. La nostra è una questione politica, di dignità dell'uomo, è di bloccare questo traffico di essere umani". "Mare Nostrum - ha detto ancora Renzi - è un'operazione tampone, se non non rimuoviamo il problema alla radice non daremo mai risposte adeguate". "Il problema non è il controllo del mare, ma distruggere i trafficanti di uomini, i nuovi schiavisti del XXI secolo nel Mediterraneo", ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi al termine della conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Una motovedetta con i corpi delle vittime del naufragio è in rotta verso Malta dove arriverà nelle prossime ore.

Contro le tragedie di immigrati in mare serve un'operazione "Mare Nostrum europea. La chiediamo da oltre un anno e non c'è stata risposta". Lo ha detto Carlotta Sami, portavoce dell'Unhcr, intervistata da SkyTg24. "Se il bilancio di questa ennesima tragedia sarà confermato il numero dei morti nel Mediterraneo negli ultimi dieci giorni arriverà a oltre mille", ha aggiunto. "Quella di oggi è una tragedia di proporzioni enormi che conferma - ha aggiunto Sami - la necessità di un intervento europeo che metta in campo mezzi adeguati di soccorso". Dalla Libia , ha ribadito Sami "partono barconi pieni all'inverosimile" e quando questi lanciano la richiesta di aiuto "i mezzi delle Capitanerie di porto italiane impiegano troppo tempo per raggiungerli".

Appena due giorni fa mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, commentando le notizie di circa 6.000 persone soccorse in tre giorni nel Mediterraneo, aveva detto: “Gli sbarchi di questi giorni dicono quanto sia necessaria un’azione generale per l’accompagnamento delle persone che attraversano il Mediterraneo. Sempre più profughi fuggono a causa della guerra, del terrorismo e della sofferenza. A fronte di questa situazione bisogna fare in modo che il Mediterraneo sia presidiato non solo da forze italiane ma anche europee, nella logica della salvaguardia della vita”.

Fonte: AsiaNews
Ansa
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