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"Viaggeremo di nuovo", ma chissà quando

Tra i comparti economici più colpiti dall’emergenza scaturita dal coronavirus c’è sicuramente quello turistico e, tra gli attori del settore, anche le agenzie di viaggi della Marca che a oggi hanno cancellato tutti gli itinerari e servizi previsti fino al 3 aprile. Ma la probabilità di dover prorogare le cancellazioni anche oltre tale data è praticamente un certezza.

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"Viaggeremo di nuovo", ma chissà quando

Tra i comparti economici più colpiti dall’emergenza scaturita dal coronavirus c’è sicuramente quello turistico e, tra gli attori del settore, anche le agenzie di viaggi della Marca che a oggi hanno cancellato tutti gli itinerari e servizi previsti fino al 3 aprile.

L’incertezza di dover prorogare le cancellazioni anche oltre tale data è forte, almeno fino a quando l’Italia non sarà uscita dalla crisi, momento in cui potrà ripartire il turismo interno, nell’attesa che la situazione migliori anche negli altri Paesi.

Intanto le compagnie aeree cancellano i voli, sospesi tutti i voli di Ryanair da e per l’Italia fino al 9 aprile. Le compagnie di bandiera restituiscono i soldi del biglietto per voli cancellati e destinazioni in cui gli italiani non sono più ospiti graditi.

Tante le difficoltà, sia sul piano organizzativo che su quello economico. Per ora ci si arrangia mettendo in ferie i dipendenti e si attende sostegno dal Governo e dall’Europa.

La confusione è tanta: “I pacchetti turistici sono tutelati – spiega Samuele da Laim Tour –. Chi invece ha a che fare con prenotazioni dirette e non può partire avrà più problemi per i rimborsi. Per le prenotazioni oltre il 3 aprile siamo in attesa, la volontà delle persone di partire c’è, ma bisogna capire se i Paesi esteri accetteranno i passeggeri provenienti da queste zone”.

Intanto di 5 persone nell’ufficio di Treviso ne lavorano solo 2, le altre sono state messe in ferie.

Il lavoro è quasi a zero: “C’è qualche persona ottimista che ci contatta, come forma di rilancio abbiamo pensato a delle prenotazioni che si possono disdire senza penale entro dieci giorni dalla partenza, così qualcosa per l’estate arriva, per la Puglia, per la Sicilia. Navighiamo in acque turbolente, il turismo da qui a Pasqua sarà zero, essendo una piccola azienda dovremmo riuscire a sopperire, più penalizzati saranno i grossi operatori, che hanno costi enormi ed entrate zero”.

Grossi problemi anche per chi organizza trasporti come Baldoin Viaggi che oltre al lavoro di agenzia si occupa del trasporto di atleti come le pallavoliste dell’Imoco, la Benetton rugby e i cestisti della Treviso Basket: “Fino al 3 aprile è tutto sospeso – ha spiegato Alessandra Baldoin –. Le gite scolastiche erano già state annullate, e poi i trasferimenti per eventi e congressi, ora lo sport. Abbiamo solo un servizio che continua a funzionare su 22 pullman, gli autisti quasi tutti a casa.  E non facciamo pagare una penale per l’annullamento. Per quanto riguarda l’agenzia stiamo lavorando in uno o due persone su 15, gli altri sono in ferie, auspichiamo vengano sospesi almeno il pagamento di contributi e leasing. La speranza è che il mercato italiano riapra per Pasqua, per le partenze di questi giorni le compagnie aeree di bandiera rifondano i biglietti, ma per esempio per la fiera del turismo a Londra gli alberghi non prevedono rimborsi perché in Inghilterra non c’è emergenza e la fiera si terrà, solo che i cittadini italiani non potranno partire. Noi come agenzia di viaggio facciamo solo da tramite con i soldi del cliente. In ogni caso sono contraria ai voucher, poiché credo che alla fine di questa crisi saremo tutti più poveri e chi prima ha speso per viaggi magari ora avrà bisogno di quei soldi per qualche necessità più stringente, quindi bisogna spingere per la restituzione”.

“Tra i clienti abbiamo trovato comprensione – ha continuato Baldoin –. In una videoconferenza con gli altri operatori ho ribadito la necessità di mettersi tutti insieme per andare avanti e promuovere il territorio. E’ un momento in cui ci vuole solidarietà, una linea comune e piccoli investimenti di tutti per essere pronti a ripartire quando sarà possibile senza svilire il territorio”.

“Stiamo ancora aspettando comunicazioni ufficiali – ha chiarito invece Gladys Dalla Cia di Fuoriclasse viaggi – in questo momento lavoro solo io, le mie tre dipendenti sono in ferie anticipate, se avremo accesso alla cassa integrazione meglio. Fornisco assistenza, pianifico riprogettazioni o eventuali rimborsi, non prenotiamo il nuovo”.

E le difficoltà del momento portano indietro con la mente ad altri momenti difficili: “Lavoro da 38 anni – ha proseguito Gladys – ricordo la guerra del Golfo, tutto si è fermato, sono stati mesi impegnativi, di silenzio totale, come ora. Oggi l’economia è globale e il turismo ne rimane schiacciato, ma gli agenti hanno la scorza per affrontare l’emergenza, con la paura non si può fare nulla se non attendere il momento della ripresa”.

“In ogni caso sono assolutamente favorevole a chiudere tutto, una situazione promiscua non aiutava. Io consiglio di non viaggiare fino a tutto aprile, anche se questo comporta un danno enorme sul lavoro fatto. Ci sono anche viaggi che non possono slittare, come quelli in Giappone per la fioritura dei ciliegi tra marzo e aprile. Quelli saltano per forza. Siamo stati fortunati a lavorare fino al 23/24 febbraio, poi c’è il nulla per tutto marzo e tutto aprile, con stipendi e affitti da pagare. Quindi chiudiamo tutto, prendiamo esempio dalla Cina, ma con la speranza e la fiducia che l’Europa ci aiuti”.

Infine molto sconforto arriva da Giuliano Cazzaro di Hirondelle srl: “La situazione è critica e da oggi (10 marzo ndr) ancora peggio. Non che chiudere tutto ci abbia cambiato molto, visto che già prima erano gli altri Paesi ad aver chiuso gli ingressi dall’Italia. A gennaio avevamo iniziato l’anno nella norma, ma da quando sono giunte le prime notizie sul coronavirus sono cominciate ad arrivare le cancellazioni sia di privati che di aziende. Per fortuna dal 2 marzo il decreto del Governo ci viene in contro con la possibilità di emettere voucher validi un anno al posto dei rimborsi, per i quali non avremmo la liquidità. Nel frattempo il 60% dei nostri venti dipendenti è in ferie, ma abbiamo già fatto richiesta per la cassa integrazione. Non stiamo pensando a nulla per il futuro, oggi ci vuole un po’ di tranquillità, perché la paura della gente è veramente tanta”.

pagina a cura di Manuela Mazzariol

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