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Zaia: La direzione presa fa ben sperare

In via di dismissione gli ospedali non Covid per permettere la riapertura della normale funzionalità. Le donazioni alla sanità veneta raggiungono 52 milioni e 260 mila euro.

Parole chiave: coronavirus (737), luca zaia (106), controlli spisal (1), residenze per anziani (2), case di riposo (28)
Zaia: La direzione presa fa ben sperare

I dati  dei ricoverati in ospedale e, soprattutto, nelle terapie intensive continuano a calare e così si può pensare a una “fase due” ospedaliera. Questo il senso dell'intervento odierno del presidente della Regione Veneto Luca Zaia. “Per fare un esempio della mia zona, Conegliano riprenderà le sue normali funzioni e le terapie intensive saranno utilizzate per le chirurgie”, piuttosto che per altre emergenze, ma un paziente covid che necessita di ospedalizzazione sarà indirizzato a Vittorio Veneto. L'attività negli ospedali non si è, comunque, mai fermata come dimostrano i dati sui trapianti che Zaia ha ribadito oggi: “Dal primo gennaio 2020 al 13 aprile scorso si è compiuto un piccolo, grande miracolo – ha rivelato Zaia - perché i trapianti di organi e tessuti effettuati sono stati ben 162, a fronte dei 145 dello stesso periodo del 2019”. In totale sono stato effettuati 145 trapianti d’organo, di cui 19 da donatore vivente. Padova ha fatto 40 trapianti di rene, di cui 19 da donatore vivente, 2 di rene pediatrico, 25 di fegato, 12 di cuore, 4 di polmone. Verona ha registrato 29 trapianti di rene, 3 di cuore, 10 di fegato. Vicenza ha fatto 11 trapianti di rene. Altri 7 di rene eseguiti a Treviso, uno degli ospedali più colpiti da un grosso cluster di coronavirus.

Un accenno è stato fatto allo studio portato avanti dalla Fondazione per la ricerca biomedica Onlus-Istituto Veneto di medicina molecolare, presieduta dal professor Francesco Pagano, in collaborazione con l'università di Padova e quindi con la Regione Veneto, pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’, in cui si riporta che i pazienti con tumore alla prostata curati con anti-androgeni non hanno sviluppato il coronavirus, contrariamente a 130 malati di tumore alla prostata non curati con anti-androgeni e positivi al coronavirus. Se questo studio venisse confermato, sarebbe un passo in avanti per trovare un farmaco contro il Covid-19.

Continuano a salire le donazioni che alla data di ieri hanno toccato 52 milioni e 260 mila euro, di cui 26 milioni direttamente sul conto della Regione Veneto, 13 milioni e 970 mila alle Ulss venete, oltre 4 milioni di materiale donato e altre donazioni che sono state promesse ma non ancora versate. Tante le storie di bambini che hanno “rotto il salvadanaio” e fatto una donazione alla sanità veneta. Belle storie che saranno raccolte. Come bella la storia dell'imprenditore di origine macedone, Munir Semsi che vive a Mestre e che con una offerta di 30.000 euro si è aggiudicato l'uovo di cioccolato di dieci chili. La somma andrà a un'opera caritatevole che sarà presto indicata.

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia era come sempre affiancato dagli assessori Manuela Lanzarin (Sanità) e Gianpaolo Bottacin (Protezione Civile), nel corso del consueto punto quotidiano sulla situazione legata all’emergenza Covid-19. L'assessore Lanzarin ha reso noti i dati sui controlli dello Spisal fino al 16 aprile: controllate 5.162 aziende aperte per un totale di 222.636 lavoratori, in particolare su distanziamento, protezioni, presenza di igienizzanti. Dai verbali, con qualche osservazione, non sono emerse carenze tali da far chiudere nessuna azienda.

Si è quasi concluso lo screening dei test rapidi e tamponi nelle case di riposo anche se mancano ancora i dati delle Ulss 7 e 8 vicentine e 9 scaligera. In 330 strutture che ospitano 34.355 anziani e impiegano 31.532 operatori, è stato fatto il test a 29.638 anziani pari all'87 per cento e a 30.137 operatori pari al 95,6 per cento. La percentuale degli ospiti positivi è del 5,8 per cento, quella degli operatori è del 3 per cento. In queste strutture vi sono stati 391 decessi, il 60 per cento proprio nella struttura, il 40 per cento in ospedale.

Appena iniziati i controlli nelle strutture per disabili: 37 su 200 quelle già visitate, con 881 tamponi eseguiti sugli ospiti e 83 positivi individuati, 1.040 tamponi agli operatori e 30 positivi individuati. Nei 25 centri di saluti mentale analizzati, 288 ospiti controllati e 2 positivi, 297 operatori e 2 positivi. Percentuali di molto inferiori a quelle delle residenze per anziani, dovute alla età degli ospiti.

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