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Resta alta la tensione a Gerusalemme dopo gli scontri, con morti e feriti, che hanno fatto seguito all'attentato alla Spianata delle Moschee e alla decisione di Israele di imporre restrizioni e controlli agli ingressi. Papa Francesco, all'Angelus, ha lanciato un appello "alla moderazione e al dialogo", che segue di pochi giorni quello dei Capi delle Chiese di Gerusalemme. L'auspicio del custode di Terra Santa.

Il primo incontro tra il Papa e l’Amazzonia, finora solo sfiorato durante gli altri viaggi latinoamericani avverrà all’inizio del 2018, in Perù (18-21 gennaio), nel vicariato apostolico di Puerto Maldonado, una terra con forti legami con la Chiesa trevigiana. Sullo sfondo l’idea di un Sinodo Panamazzonico.

La città di Nizza vive oggi una “giornata di omaggio” per commemorare le vittime dell’attentato del 14 luglio 2016. Il programma prevede tra le 9 e le 20 sul Quai des Etats-Unis la realizzazione, con 12 mila tessere colorate, di un grande messaggio scelto dalle famiglie delle vittime, che sarà rivelato questa sera alle 20.

Musica, bandiere, canti: così la capitale irachena, Baghdad, ha festeggiato l’annuncio dato ieri dal premier Haidar al Abadi della liberazione di Mosul. Più prudenti e meno propensi a cantar vittoria sono i cristiani sfollati da Mosul invitati dal premier iracheno a fare ritorno nelle proprie case. Davanti a loro le difficoltà di ricostruire non solo le abitazioni ma anche la fiducia nei confronti di quei musulmani, un tempo amici, divenuti fiancheggiatori dello Stato islamico e considerati traditori.

Clima, commercio, migrazioni: sono alcuni dei temi affrontati in Germania dai leader dei venti principali Paesi del mondo. In alcuni ambiti si sono registrati passi avanti, in altri casi sono emerse divisioni e interessi divergenti. Il ruolo - problematico - degli Stati Uniti di Trump. Le valutazioni di Antonio Villafranca, coordinatore dell’area ricerca dell’Ispi.

Lo afferma Francesco in un messaggio inviato all’Ansa nei giorni scorsi sul portale Infomigrants.net. “Desidero esprimere il mio sincero apprezzamento per l’importante iniziativa e auspico che da una parte favorisca l’integrazione di queste persone con un doveroso rispetto delle leggi dei Paesi che accolgono, dall’altra susciti nella società un rinnovato impegno per una autentica cultura dell’accoglienza e della solidarietà".

Nell'indifferenza pressoché totale della comunità internazionale si consuma il dramma della Striscia di Gaza. Due milioni di abitanti, di cui solo 138 di fede cattolica, vivono in una emergenza umanitaria continua: mancanza di lavoro, carenze idriche e igienico-sanitarie e infrastrutturali dovute alle guerre e al blocco imposto 10 anni fa, quando Hamas è salito al potere, da Israele e Egitto. I pochi cristiani della Striscia provano ad andare avanti "concentrandosi sul presente per provare a renderlo più vivibile". La testimonianza del parroco, padre Mario Da Silva, l'esperienza dei campi estivi parrocchiali e la denuncia: "Israele nega i permessi al personale religioso"

Lo ha comunicato l'avvocato della famiglia Trevisan. Gloria, 27 anni di Camposampiero (Padova) e Marco Gottardi, 27 anni di San Stino di Livenza (Venezia), abitavano al 23° piano del grattacielo che è andato distrutto nell'incendio divampatosi nella notte tra mercoledì e giovedì. Veglia di preghiera a Camposampiero.

Ore di ancoscia per la camposampierese Gloria Trevisan e il fidanzato Marco Gottardi, veneziano di San Stino, ufficialmente dispersi in seguito al terribile incendio alla Grenfell Tower. Le autorità non si aspettano di trovare altre persone vive dentro il grattacielo. "Ho sentito la registrazione della telefonata di Gloria alla mamma. Le dice grazie per quello che ha fatto per lei. Stavano dando un addio. Non ci sono motivi per sperare che Gloria e Marco siamo ancora vivi": a dirlo l'avvocato Maria Cristina Sandrin, legale della famiglia di Gloria Trevisan.

Il Presidente Santos ha posticipato la consegna delle migliaia di armi delle Farc per il prossimo 20 giugno, aspetto che fa parte ancora della lunga lista degli accordi non mantenuti. Molte incognite bloccano una pace autentica", denuncia l'attivtsa sociale vicentino Cristiano Morsolin.

Sentire alcuni Stati arabi denunciare l’emirato sul Golfo Persico di fomentare il terrorismo suona molto strano, specialmente quando questi sono Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Emirati Arabi e Yemen. Gli osservatori internazionali sottolineano ciò che ai più pare evidente: tutto questo accade dopo il viaggio di Trump in Arabia Saudita.

“Nunca vimos tanta agua así” (“Mai abbiamo visto così tanta acqua”). Anche i più anziani sono stupefatti dalla grande quantità di acqua accumulata in questo periodo iniziato subito dopo Pasqua nella nostra zona e in tutta la regione del Ñeembucu a sud del Paraguay. Ovunque si diriga lo sguardo ci sono acqua e fango. Come spiegano i nostri missionari e le nostre missionarie fide donum.

Terrore questa mattina a Teheran dove kamikaze si sono fatti esplodere nel Parlamento e al mausoleo di Khomeini: almeno 12 i morti, ma il bilancio potrebbe aumentare, e 39 i feriti.le prime letture da parte di una fonte riservata dell'agenzia Sir.

Karine Dalle, responsabile dell’Ufficio comunicazioni della diocesi di Parigi, è stata raggiunta telefonicamente dal Sir e si trova dentro la cattedrale di Notre Dame di Parigi, per una riunione di lavoro. “Le persone – racconta Dalle – stanno aspettando. Sono state fatte sedere. C’è un’atmosfera di calma, ma anche di forte tensione".

I terroristi “non devono trovare un posto in cui nascondersi”. “E' interesse di tutti noi fermarli". Parte da qui la campagna lanciata dal “Muslim Council of Britain” in tutte le moschee e associazioni islamiche del Paese a essere vigilanti, collaborare con le forze dell'ordine e denunciare le attività sospette.

80 le vittime e più di 300 i feriti dell'attentato terroristico di questa mattina a Kabul. Il pontefice esprime le sue più "sentite condoglianze", mentre una fonte di AsiaNews affida la responsabilità agli occidentali.

Si è conclusa la riunione tra i più potenti capi di Stato mondiali. Gli esiti concreti non sono molti come, d'altronde, ci si aspettava. Sul piano dei contenuti, la spaccatura fra l’attuale amministrazione americana e gli altri partecipanti si è resa sui temi del cambiamento climatico globale e delle politiche energetiche. Trattata anche la delicata tematica del terrorismo.

Il 26 e 27 maggio si svolge nella città siciliana il vertice G7 con i leader di Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. I morti di Manchester e quelli nel Mediterraneo chiedono risposte convincenti ed efficaci. Ma si parlerà anche di commerci, difesa, Isis e Siria. Mattarella e Gentiloni faranno gli onori di casa.

Il pontefice ha concesso oggi al presidente americano un'udienza privata. "E' un onore molto grande" le parole del leader Usa. E dopo lo scambio tradizionale dei doni si inizia a parlare di pace.

Il Paese rimane “unito di fronte al male”. "L'oscurità del male non ci travolgerà". Reagiscono i leader religiosi al terribile attacco terroristico di Manchester che ha provocato la morte di 22 persone. Tra le vittime purtroppo anche bambini e adolescenti, accorsi in migliaia per partecipare al concerto di Ariana Grande. Cattolici, anglicani, musulmani ed ebrei. Unanime la condanna di ogni violenza.

"Il nuovo presidente si è affacciato sulla vita politica abbastanza recentemente. Sappiamo che ha grandi capacità. Ciò che preoccupa è che dovrà fare i conti con una Francia molto divisa". L'analisi di Dominique Quinio, presidente delle Settimane Sociali di Francia (SSF), al voto che ha portato Emmanuel Macron all'Eliseo. "Chi ha votato Macron ha detto che lo ha fatto per ridonare alla Francia l’ottimismo.

In particolare è coinvolto il dipartimento di Ñeembucú, dove è stato dichiarato dal Parlamento lo stato d’emergenza. Coinvolti anche il Vicario generale e il Cancelliere vescovile rientrati ieri dal paese sudamericano. La cooperatrice Germana Gallina: "L'acqua continua a salire”.

La Corea del Nord crede che finché avrà la bomba e minaccia di usarla non sarà attaccata dagli altri Paesi. E la storia, finora, le sta dando ragione. Ma la questione più grossa è la messa in discussione del predominio Usa nel Pacifico; non più scontato, non più così forte.

"Elezione dopo elezione, il numero dei francesi arrabbiati va aumentando progressivamente. Macron deve assolutamente trovare delle risposte a questa sofferenza". Intervista a Guillaume Goubert, direttore del quotidiano cattolico "La Croix", all'indomani della prima tornata elettorale che porterà al ballottaggio Marine Le Pen ed Emmanuel Macron. Analisi del voto dei cattolici praticanti, che si sono espressi in maggioranza per Fillon.

Dopo il terribile attentato che ha sconvolto "l'avenue più bella del mondo", come amano definirla i parigini, la Conferenza episcopale francese sorrolinea il lavoro delle forze dell'ordine. E aumenta la paura in vista delle elezioni presidenziali.

Il "sultano" vince, fra le proteste, la prova elettorale di domenica 16 aprile. Passa la riforma che concentra nelle mani del presidente il potere esecutivo e alcune prerogative del parlamento. Secondo il politologo dell'Università Cattolica "vengono meno i contrappresi democratici". Preoccupazione anche per il ruolo di Ankara negli scenari internazionali.

“È un dramma. Davanti a fatti del genere non ci sono altre parole. Solo preghiera e speranza”. Con voce rotta dall’emozione a parlare è mons. Adel Zaki, vicario apostolico di Alessandria d’Egitto per i cattolici di rito latino. Circa il viaggio di Papa Francesco in Egitto, previsto il 28 e 29 aprile prossimi, mons. Mina si dice convinto che “non sia a rischio. Le misure di sicurezza saranno altissime e sono certo che tutto avverrà senza alcun problema”.

“Si erano preparati nel digiuno a celebrare i sacri misteri, e pregando e lodando con tutto il cuore, nel momento del martirio sono passati, attraverso il dolore, alla gioia gloriosa della Resurrezione”: così Papa Tawadros, patriarca della Chiesa copta ortodossa, scrive in un messaggio inviato a Anba Paula, vescovo copto ortodosso di Tanta e letto durante le esequie delle 29 vittime della strage, compiuta dall’Isis, di ieri nella chiesa di san Giorgio nella cittadina a circa 100 km a nord del Cairo.

La vicenda del “gravissimo attacco chimico a Idlib deve essere approfondita per accertarne le responsabilità” e il bombardamento successivo voluto dal presidente Usa Trump “credo sia stato uno sbaglio strategico”. A dichiararlo  monsignor Jean-Clement Jeanbart, arcivescovo greco-melkita di Aleppo