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“Una mossa, questa del presidente Trump, che desta preoccupazione anche per noi missionari che su quel confine del Nord del Messico seguiamo da anni i migranti a Tijuana e Nuevo Laredo”, afferma il religioso trevigiano, superiore regionale degli scalabriniani in Europa e Africa.

Da alcune settimane duemila giovani e giovanissimi, per la maggior parte afghani e pachistani, hanno trovato rifugio dietro la stazione ferroviaria di Belgrado, in Serbia. Bloccati, sotto la neve, al gelo, dalla chiusura delle frontiere europee, in particolare dell’Ungheria, e della cosiddetta “rotta balcanica”.

Questo l'invito dell'esperto Simone Bressan. Ammiratore degli Usa repubblicani, il blogger ed analista politico ammette di essere “spiazzato” dal nuovo Presidente: “Ma su di lui il giudizio va sospeso. E la sua esperienza non è esportabile in Italia”.

Riaprendo l'ambasciata a Tripoli l'Italia legittima a livello internazionale il Governo di Al Sarraj, a parole sostenuto dall'Onu. Ma in questo tentativo di mantenere una Libia unita e stabilizzata il nostro paese è lasciato solo, soprattutto dagli altri paesi europei

Martedì 17 e 24 gennaio al teatro Aurora di Treviso appuntamento con “Bilanci di pace”, promosso da Caritas tarvisina, Centro missionario, Migrantes e La vita del popolo. Si parlerà della guerra in Siria
 

15 ore di vera e propria guerra dentro il sistema carcerario Anisio Jobim hanno causato 60 vittime. Per l’arcivescovo, dom Sérgio Eduardo Castriani, “è dovere dello Stato custodire e garantire l’integrità fisica di ogni detenuto, garantendo le condizioni per l’adempimento della propria pena”. Forte il legame della nostra Diocesi con la Chiesa di Manaus, dove operano da vent'anni nostri missionari fidei donum.

“Condannare questi fatti nel modo più assoluto e rigoroso. Senza mezzi termini”. È il secco commento, rilasciato al Sir, dal presidente dei vescovi cattolici della Turchia, monsignor Boghos Levon Zekiyan, in merito alla strage di Capodanno. La preghiera del Papa.

Per l’ottavo anno consecutivo il numero più elevato si registra in America. Secondo le informazioni raccolte dall’agenzia Fides, nel 2016 sono morti in modo violento 14 sacerdoti, 9 religiose, 1 seminarista, 4 laici.

Pellegrinaggio dove essere cristiani significa subire ingiustizie e spesso essere uccisi, come è accaduto a Shahbaz Bhatti, ministro cattolico per le Minoranze, ucciso nel 2011. Nel suo nome oggi la nostra diocesi sostiene un progetto di protezione e difesa legale dei poveri di ogni minoranza

Il primo Natale di padre Francesco Patton, come Custode di Terra Santa, sarà tutto per i fratelli cristiani, e non, segnati dalla guerra. Il pensiero rivolto "a tutte quelle persone che hanno bisogno di pace e la desiderano con tutto il cuore", in Siria, in Iraq, come anche in Israele e Palestina, quella Terra Santa divisa dal muro. L'invito del Custode è vivere il Natale come momento di "incontro tra la gente e quindi anche del superamento dello stesso Muro.

La nostra collaboratrice Annalisa Milani si è introdotta, accompagnata  da un amico monaco iracheno, tra le rovine della spettrale città a venti chilometri chilometri da Mosul, abbandonata dai trecento mila cristiani della Piana di Ninive nell’agosto del 2014, a causa dell’avanzata dell’Is che ha lasciato solo morte e distruzione. Proponiamo qui una parte del reportage pubblicato integralmente a pagina 7 del numero della Vita del popolo del 25 dicembre.

“Sono vicino al dolore dei familiari in questo evento così tragico e in preghiera, in attesa di avere notizie più chiare. Sarà un Natale molto triste, questa notizia ha agghiacciato tutti”. Così monsignor Angelo Spina, vescovo di Sulmona-Valva, descrive il dolore dell’intera comunità diocesana.

Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia lancia l'iniziativa: "Chiediamo con forza che finisca il calvario per i bambini di Aleppo. Questi bimbi sono una nostra responsabilità e non possiamo lasciarli soli”.

Almeno 25 morti, tra cui sei bambini, e 35 feriti: è questo il bilancio dell'esplosione avvenuta ieri, 11 dicembre, al Cairo, nella cattedrale copta ortodossa di San Marco, nel quartiere Al Abasiya, sede del capo spirituale, papa Tawadros II, 118° patriarca di Alessandria. La deflagrazione della bomba, composta da almeno 12 chili di tritolo, sarebbe avvenuta vicino la sezione femminile della chiesa, mentre si celebrava la messa.

Circa 15 mila giovani hanno partecipato sabato scorso al pellegrinaggio promosso in Paraguay al santuario mariano di Caacupé, attraverso il quale si è aperto ufficialmente il triennio della Gioventù. Tra di loro anche 12 giovani della missione di San Juan Bautista de Ne’Embucù, accompagnati dalla cooperatrice pastorale Debora Niero.

In occasione della Giornata mondiale diritti umani, la Caritas pubblica il suo 21° Dossier. Dal 1980 a oggi il numero di migranti africani extra-continentali è triplicato (da 5,5 milioni ai 16 milioni del 2015). Il corridoio dall’Africa verso l’Asia è quello maggiormente in crescita: 4,2% di persone in più all’anno.

Cuba piange per nove giorni la morte del "lider maximo" Fidel Castro, fino al 4 dicembre, quando l'urna con le ceneri riposerà nel cimitero dei "padri della patria" a Santiago de Cuba. Quali le reazioni dei cattolici cubani? E cosa cambierà ora a Cuba? Ce ne parla don Fully Doragrossa, missionario fidei donum di Genova, per quattro anni parroco di Esperanza nella diocesi di Santa Clara.

Quali sono le ragioni sociali ed economiche, non comprese dalle élite politiche, che sono dietro la vittoria di Trump negli Stati Uniti, dei populismi e razzismi in Europa? Quali misure per arginare le disuguaglianze sociali, contrastare gli "hate speech" e salvaguardare la democrazia? Il parere dell'economista Leonardo Becchetti.

L'episcopato statunitense richiama all'unità del Paese. Ma sottolinea anche l'attenzione politica dovuta a poveri e immigrati. Su questo piano emergono le distanze rispetto ad alcune posizioni del presidente Trump, apprezzato invece per le promesse circa la difesa della vita e della famiglia. Il ruolo del vice presidente, l'evangelico Mike Pence.

E’ il giudizio di Giuseppe Goisis, filosofo veneziano, già docente di Filosofia della Politica a Ca’ Foscari e oggi, tra l’altro, insegnante nel Seminario patriarcale. “Negli States ha prevalso lo slancio di una speranza senza fondamenti - spiega l’intellettuale veneziano -. Non ci si è chiesti cosa succederà con Trump, ma si è certi che qualcosa cambierà”.

“I sondaggi, quelli veri, sono come i peccati: si fanno ma non si svelano”, afferma Giorgio De Carlo, sociologo e direttore generale dell’istituto Quaeris, che aggiunge: "Non sono sorpreso. Trump personaggio discutibile, ma suoi meriti sono stati quelli di avere una grande fiducia in se stesso e di ascoltare la gente, battendo gli Stati palmo a palmo, soprattutto quelli industriali del Midwest, come l’Ohio e il Michigan, decisivi per la vittoria. Ha fatto percepire alla gente il messaggio «Noi faremo grande l’America»”.

Donald Trump è il 45° presidente degli Stati Uniti d’America. Ha vinto riuscendo  a intercettare quella parte degli americani che si sentivano esclusi dalla politica di Washington. Ora  i governi europei, che sostenevano Hillary Clinton, non devono commettere lo stesso errore dei giornali e degli intellettuali americani. Voltarsi dall’altra parte non è mai una scelta saggia.

Negli ultimi giorni di campagna elettorale il livello della disputa politica resta basso. L'"emailgate" che riguarda la candidata democratica e i comportamenti sessisti dell'esponente repubblicano tengono banco sui media. Restano in ombra i grandi temi di un confronto che dovrà decidere chi abiterà alla Casa Bianca, ponendosi al timone degli Usa e con un ruolo strategico con riflessi sugli interessi del mondo intero.

Le notizie dell'offensiva irachena per riconquistare Mosul, nella mani dello Stato Islamico dal 2014, rinfocola la speranza delle decine di migliaia di cristiani sfollati in Kurdistan di tornare nelle loro case. La testimonianza dell'arcivescovo siro-cattolico di Mosul, Kirkuk e del Kurdistan, monsignor Petros Mouche.