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Nella capitale dell'Amazzonia brasiliana, legata a Treviso da molti anni per il gemellaggio missionario, la situazione per il contagio del Covid-19 è fuori controllo. Lo conferma l'arcivescovo, dom Leonardo Steiner, che ringrazia i sacerdoti della nostra diocesi: "Quando sarà possibile, verrò a Treviso a conoscere mons. Tomasi".

Intervista a Martino Criveller, di Conscio, che dal 2014 vive nella popolosa città. Qui il lockdown è stato fatto a intermittenza, soprattutto a causa del rientro degli studenti dall’Europa. Braccialetto per chi ritorna e app per isolare i contatti. Così si convive con il virus.

Il Fondo monetario internazionale (Fmi), la più importante istituzione economica del pianeta, ha sfornato i primi dati ufficiali dell'effetto del Covid-19 sull'economia nel 2020. Le cifre sono sconvolgenti: l'economia mondiale quest'anno di contrarrà del 3 per cento, una dimensione che supera abbondantemente il -0,6 del post crisi Lehman Brothers nel 2009. In Italia il calo potrebbe addirittura essere del 9 per cento.

Racconta il missionario fidei donum: "Ci sono state polemiche a non finire per l’ospedale da 400 posti voluto dal governatore, rimasto a lungo chiuso, e per i centri medici di campagna, voluti dal sindaco e gestiti dalla Samel, un’impresa privata. Stanno allestendo dei container frigo all’ospedale Joao Lucio per la gestione dei cadaveri, sono girati video con morti nei sacchi vicino ai vivi nelle stesse stanze e corsie". 

Beppe Pedron, trevigiano, referente di Caritas Italiana per l’Asia meridionale spiega così il fatto che nell’area, una delle più densamente popolate del mondo, il Covid-19 abbia fino fatto sentire i suoi effetti in maniera meno forte rispetto ad altri contesti. Preoccupazione per i più poveri in India e per la precaria della situazione sanitaria in Bangladesh, Nepal e alcuni Paesi dell'Indocina.

Quali sono i segni della Pasqua che abbiamo intravisto e vissuto durante questa Quaresima dolorosa? Abbiamo visto e ammirato l’impegno dei medici, infermieri e molti altri che hanno messo in gioco la propria vita per salvare la vita degli altri. Alcuni di loro li abbiamo visti morire. In questa Quaresima siamo stati testimoni della “verità” del mistero della Pasqua.

"Quello che è successo non suona bene", racconta Marco Dolcinelli, veronese emigrato a Budapest -: il Governo a metà marzo aveva già dichiarato lo stato di emergenza. Questo gli consentiva di prendere misure straordinarie”. Solo propaganda o volontà di approfittarsi della situazione?

 Questi sono giorni tristi per la nostra gente, abituata a vivere nelle chiese e comunità in forma più intensa. Per certi versi, anche se non mancano le proposte di preghiera, attraverso i mezzi di comunicazione, con un ritorno alla preghiera in casa e personale, di fatto mancano le relazioni comunitarie.

Sarà comunque Pasqua perché, “dove c’è carità e amore, lì c’è Dio”. Sarà comunque Pasqua, perché sono tante le iniziative di solidarietà messe in atto in questo tempo, qui nelle comunità dove viviamo, per sostenere le famiglie più in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus.

Il contagio si è esteso in tutti gli Stati americani. Non c’è l’isolamento, si seguono solo le indicazioni igienico-sanitarie. Il racconto del trevigiano Michele Florian. Ancora molta gente per le strade e il costo del tampone è a carico del cittadino.

Tra i partner di Gruppo Alcuni nel Festival internazionale Ciak Junior, c’è anche la televisione dell’esteso capoluogo della provincia di Hubei, con i suoi oltre 11 milioni di abitant. Il regista Yang Yibo ci racconta come nella metropoli cinese si sta vivendo "il ritorno alla vita".

Monsignor Zilli e Bissign inviano la solidarietà della Chiesa africana della Guinea Bissau ricordando la vicinanza al loro paese di tanti religiosi e volontari italiani. "L'italia è stata sempre generosa di missionari e missionarie in Guinea Bissau, ora è il momento di ricambiare questo sostegno".

Da più parti si dice che il Camerun non avrebbe i mezzi per affrontare la malattia e coprire i costi delle cure di massa. Uno dei due pazienti guariti necessitava di molto ossigeno, due bottiglie di ossigeno al giorno, su dieci normalmente consumate dall’intero ospedale centrale di Yaoundé ogni giorno.

Tra i primi positivi al Covid-19 della Svizzera, che conta oggi 7.776 casi e oltre 100 morti, c’è un trevigiano, Jacopo Borga. 26 anni, originario di Ponzano Veneto, laurea con lode in matematica all’università di Padova, specializzazione a Parigi e da due anni e mezzo dottorando in matematica a Zurigo. Ecco la sua testimonianza.

È la testimonianza che arriva da padre Hanna Jallouf, francescano della Custodia di Terra Santa e parroco latino di Knaye, uno dei tre villaggi cristiani della Valle dell’Oronte (gli altri sono Yacoubieh e Gidaideh, tutti a circa 50 km da Idlib), nella provincia di Idlib, nel nord-ovest della Siria, sotto controllo dei jihadisti di Tahrir al-Sham, oppositori al regime del presidente Assad.