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Yoon è un outsider e ha fatto dell’intransigenza e della controversia un marchio di fabbrica. L’anno scorso ha dato spazio all’idea che l’ex dittatore Chun Doo-hwan fosse stato anche un “bravo politico”. Ha, inoltre, cercato di ingraziarsi il movimento antifemminista con la proposta di abolire il ministero della Parità di genere

L'Urss si sciolse ufficialmente il 26 dicembre 1991. Era composta da quindici Repubbliche socialiste, la più grande delle quali era la Russia. Poi, un trentennio di guerre e tensioni. Fino all’odierno conflitto in Ucraina

Si è conclusa la presenza dei nostri missionari “fidei donum” a Manaus, iniziata nel 1996. Contemporaneamente, il Vescovo annuncia la prosecuzione dell’esperienza missionaria in Amazzonia, nella diocesi di Roraima, in collaborazione con le diocesi di Padova e Vicenza

Come risposta alle sanzioni europee all’intervento in Ucraina, Mosca vuole minare la solidità politica dell’Europa uscendo dal principale organismo politico continentale.

Parla il rettore della parrocchia di Nostra Signora di Czestochowa e offre una testimonianza choc: “In questo momento c'è una catastrofe. La città viene bombardata ogni giorno. Oggi un aereo russo ha sganciato una bomba sull'ospedale pediatrico. La zona dove si trova il nostro monastero è stata bombardata per 4 giorni senza sosta”. La città è circondata dai russi. Non consentono l'arrivo degli aiuti umanitari. A causa dei bombardamenti, non c'è acqua, luce o gas.

L'Ucraina chiede alla Corte internazionale di Giustizia un ordine di emergenza per fermare l'ostilità sul suo territorio, sostenendo che la Russia ha applicato falsamente la legge sul genocidio per giustificare la sua invasione.

Luciano Bozzo, professore di relazioni internazionali e studi strategici presso l’Università di Firenze, spiega le mosse compiute e i delicati equilibri che hanno portato al secondo tavolo di negoziato, con il risultato di una tregua per consentire dei corridoi umanitari. Dieci giorni prima dell’attacco all’Ucraina, il docente era fra i pochi a mettere nero su bianco prevedendo la mossa di Putin.

Oltre 100 anni fa nella stessa città il trattato che smantellò l'impero russo, 30 anni fa la fine dell’Urss e ora crocevia di pace tra Russia e Ucraina. Le azioni militari comunque continuano. La capitale Kiev continua a essere bersagliata dai razzi. Al centro della battaglia notturna anche la centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d'Europa, nella città di Energodar.

Il Presidente ucraino è intervenuto on line alla sessione straordinaria del Parlamento europeo, raccogliendo il favore dell'emiciclo e di tutte le istituzioni comunitarie. Ha denunciato i barbari attacchi voluti da Putin, affermando la sofferenza del suo popolo e la lotta per la libertà. Una risoluzione dell'Assemblea si esprime per lo status di candidato dell'Ucraina alla "casa comune".

141 su 193 Paesi membri delle Nazioni Unite hanno votato, dopo 3 giorni di discussione, a favore della risoluzione A/ES-11/L.1 che condanna l’aggressione contro l’Ucraina. La nuova risoluzione costituita da 16 punti, oltre alle premesse, riafferma la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, chiede che si fermino le armi e che i leader tornino sulla strada del dialogo sulla base degli Accordi di Minsk del 2015. 

Intervista a mons. Visvaldas Kulbokas, nunzio apostolico in Ucraina: “Non siamo soltanto un’ambasciata. Io qui rappresento il Papa presso l’Ucraina, ma anche presso il popolo e presso le Chiese in Ucraina. Ho non soltanto il dovere, ma anche la possibilità di stare vicino alla gente. Quindi il mio posto è qui. Certo, se vedessimo che umanamente è impossibile restare, si porrà la questione ma per il momento se si riesce a stare qui, noi non ci muoviamo”.

Papa Francesco ha riempito l'udienza di oggi, Mercoledì delle Ceneri, di riferimenti alla Giornata odierna di preghiera e di digiuno per la pace in Ucraina. "Portiamo nel cuore questo popolo", ha assicurato ancora una volta, invitando a fare altrettanto. Un "grazie" ai polacchi, che per primi hanno aperto i cuori e le porte delle case agli ucraini. La storia di Marek, lo speaker ucraino con i genitori sotto le bombe vicino a Kiev.

Caritas Tarvisina non raccoglie generi alimentari, coperte, farmaci o qualsiasi altro prodotto da inviare come aiuto umanitario. Come è stato ribadito in altre occasioni simili da Caritas Italiana, non è possibile garantire la consegna di questo tipo di aiuto vista la situazione attuale.

“Le persone a Kharkiv vivono nella paura, nell’ansia e nel panico dall’inizio della guerra. Hanno perso il senso di una risposta adeguata a ciò che sta accadendo. Si nascondono anche quando non c’è pericolo reale”. È la testimonianza di mons. Vasyl Tuchapets, esarca di Kharkiv della Chiesa greco-cattolica ucraina.

Per questo l'associazione imprenditoriale, "come già aveva fatto in passato, mette fin da ora a disposizione per l’accoglienza cinque appartamenti nei propri immobili di Roncade e di Casier per accogliere le famiglie dei profughi ucraini".

“Il Papa si è recato all’ambasciata russa presso la Santa Sede, in Via della Conciliazione. Lo ha confermato ai giornalisti il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, precisando che il Santo Padre “si è trattenuto poco più di mezz’ora”.

Inascoltati gli inviti alla pace. L’appello Caritas per aiuti immediati. È possibile sostenere gli interventi di Caritas Italiana con una donazione a Caritas Tarvisina. Nell'articolo tutti i dettagli

Il racconto degli scontri e dei bombardamenti vissuti dalla stazione centrale della metropolitana di Kiev diventata un rifugio anti-aereo. La città è completamente vuota. Non si vede più nessuno per le strade. La stragrande maggioranza si è diretta verso la parte occidentale del Paese, a Leopoli. Ma non c’è scampo da nessuna parte. “Tutta la vita di un Paese sembra andare in fumo”, racconta al Sir il gesuita Andriy Zelinskyy.

“Siamo estremamente preoccupati per le ripercussioni negative sul nostro tessuto economico - afferma poi il presidente di Unioncamere -, ma anche per il clima generale che un conflitto di questo genere può innescare a livello globale proprio nel momento in cui stiamo uscendo dall’emergenza pandemica e con l’economia in ripresa. E questa guerra, purtroppo, rischia di riportarti all’interno di un’altra emergenza. Ribadisco, però, che ora il nostro pensiero va agli imprenditori, agli operatori, ai lavoratori veneti ed italiani presenti in Ucraina a cui va garantita la massima sicurezza”.

“Ora siamo in guerra, si ragiona su altri tavoli rispetto a quelli della diplomazia. C’è la polvere da sparo che aleggia; bisogna che si depositi per vedere poi eventualmente da dove ricominciare. Ma sarà dura”. Così Fulvio Scaglione, per anni corrispondente da Mosca, commenta l’attacco militare che nella notte le forze russe hanno indirizzato su diverse città ucraine.

Voci dal Donbass e da Kiev e il racconto in presa diretta di chi sta vivendo queste concitate ore di attacchi aerei su tutto il Paese. Sono stati presi di mira obiettivi militari. Ma nel Donbass il dispiegamento di mezzi militari è imponente. Le esplosioni, la fuga in macchina, i piani di evacuazione. “Questa non è una guerra contro l’Ucraina, ma una guerra nel cuore dell’Europa” dice il parroco di Lysyčansk (Lugansk).