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Preghiera in tutte le chiese italiane, domenica 9 marzo, per la difficile situazione in Ucraina, e manifestazioni delle comunità ucraine in diverse città, tra cui Treviso. La Chiesa, raccogliendosi in preghiera, sta offrendo un segnale di presenza silenziosa e feconda dentro la lacerazione

Lo sbilanciamento dell’Ucraina verso la Ue, con la richiesta di adesione, contrasta con la politica di Mosca, che non può rinunciare ad esercitare la sua influenza su una delle ex repubbliche. E l'Europa,  consapevole che i suoi approvvigionamenti energetici dipendono per buona parte dalla Russia, non può che limitarsi ad alzare un po’ la voce

Un appello accorato, via skype, da una signora ucraina che lavora in Italia come assistente famigliare ed ora è a casa per un periodo di riposo: "Pregate per noi e continuate a parlare di noi, non spegnete i riflettori sull'Ucraina, altrimenti Putin non avrà nessun problema a invaderci"

Mentre soffiano sempre più forti i venti di guerra in Ucraina, arriva ancora una volta un apello al dialogo da papa Francesco. E anche dalla chiesa ucraina giunge un forte appello per la pace e l’unità dei popoli, in particolare in Crimea. Perché siano scongiurati estremismi e spargimento di sangue e il Paese continui a dare esempio di concordia e “fratellanza”. A lanciarlo dalla città di Simferopoli, capitale della Crimea, è monsignor Jacek Pyl, vescovo ausiliare della diocesi cattolica di Odessa-Simferopoli, responsabile per la Crimea.

Espresso pieno sostegno al governo legittimo da parte delle chiese dell'Ucraina: "Facciamo appello al governo affinché al più presto garantisca il pieno ripristino dell'ordine costituzionale e istituzionale dei diritti e delle libertà politiche ed economiche". Autorità sollecitate "ad astenersi da qualsiasi iniziativa che potrebbe essere interpretata come diretta a dividere il popolo ucraino secondo religione, lingua, nazione, regione"

Occorre ripartire da qui: non solo la famiglia è un bene, non solo è una cosa buona da vivere, ma ancora di più è bella. Come sempre, il vero convince, il bene muove ad agire, ma la bellezza, soprattutto, attrae. Nella “Lettera alle famiglie” il Papa chiede le loro preghiere per il Sinodo dei Vescovi e di fatto le coinvolge nel cammino sinodale

“Non ci aspettavamo che i nostri figli potessero ribellarsi, che affrontassero il potere di Janukovich”, ci raccontano due donne ucraine che vivono a Treviso. E raccontano di una situazione che arriva da lontano.

Due settimane di proteste di piazza. Repressioni e scontri. Il dopo Chávez per il Venezuela è diventato un inferno. Per capirne di più abbiamo interpellato Edgar Serrano, venezuelano, manager didattico per il Master internazionale in Sviluppo locale dell’Università di Padova.

Il racconto mozzafiato di padre Andriy Zelinskyy sulle violenze messe in atto dalle forze di polizia, anche attraverso gli irregolari "arruolati" dal governo per reprimere le manifestazioni.

Quando si vuole davvero la pace, bisogna anche avere il coraggio di non attribuire colpe e responsabilità all’ingrosso. Quanto, piuttosto, chiedersi dove ciascuno ha sbagliato. Anche noi europei abbiamo forse qualcosa da farci perdonare.

Ottantasei sì, 44 no, 12 astensioni. E’ il primo paese al mondo ad estendere il diritto senza limiti di età. Condizioni restrittive: malattia incurabile, sofferenza insopportabile, consenso di entrambi i genitori

L'arcivescovo di Sarajevo, il cardinale Vinko Puljic, non ha dubbi: "I mali di oggi hanno la loro radice negli Accordi di Dayton che hanno fermato la guerra ma non hanno contribuito a creare democrazia e convivenza pacifica".

Don Franco Zoggia, parroco di Villa d’Asolo e di Casella d’Asolo, si trova da alcune settimane a Moroto in Kamoja, nel Nord dell’Uganda.

Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica, ne ha parlato con il presidente Yanukovych, ricevendo rassicurazioni. Ma ci sarebbe una precisa direttiva impartita dal ministero dell'Interno alle forze dell'ordine.

In migliaia sono scesi in piazza a Kiev, per protestare contro le misure restrittive varate dal governo del presidente ucraino Viktor Yanukovych. “Un passo verso la dittatura”, sostiene la leader dell’opposizione in carcere, Iulia Timoshenko mentre l’asse Unione europea-Stati Uniti esprime preoccupazione.

Quello che si apre sarà un anno fondamentale per il paese sudamericano, dopo decenni di guerriglia e violenza. La speranza è di arrivare ad uno storico accordo, dentro l’intreccio delle imminenti elezioni legislative e presidenziali e delle trattative di pace tra il Governo e i guerriglieri delle Farc. Intervista a padre Angelo Casadei, missionario della Consolata

Considerato un paradiso turistico, oggi il Sinai è diventato un vero inferno per migliaia di rifugiati africani, soprattutto somali, eritrei, etiopi e sudanesi ridotti in schiavitù dai trafficanti di esseri umani, soggetti a violenze e torture. Grazie agli sforzi di organizzazioni israeliane (come Medu, i Medici per i diritti umani) e internazionali, la portata delle atrocità che si verificano alla frontiera con l’Egitto diventa sempre più chiara. Mentre Lampedusa scoppia, migliaia di africani sono ridotti in schiavitù nel tentativo di arrivare in Israele. In un reportage esclusivo le testimonianze di una religiosa, di una giovane eritrea e di un’attivista per i diritti umani.

Neppure il Natale ha portato pace in Centrafrica, un paese distrutto dal colpo di Stato della scorsa primavera e dai successivi scontri, che hanno provocato un numero impressionante di profughi e rifugiati. L’intervento delle forze francesi non ha avuto grandi effetti e gli scontri sono ripresi con violenza.Servono soprattutto medicinali, che vengono raccolti dalla Caritas tarvisina. Durante il periodo di Natale ci sono giunti in redazione i puntuali resoconti di Monica Colla (nella foto), originaria di Maser, che ha lasciato il posto di insegnante di ruolo per andare in Africa (attualmente lavora con l’ong Amici del Centrafrica) e l'appello di una dottoressa che lavora per la stessa ong