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Il voto avvicina politicamente il Cile all’Argentina di Macri e conferma il periodo nero della Sinistra latinoamericana. Si vedrà se la tendenza proseguirà anche nel 2018, quando si voterà per le elezioni legislative e presidenziali in Brasile, Colombia, Messico e Paraguay, oltre che nel martoriato Venezuela. Interviste al Vescovo, che ha ospitato i missionari fidei donum trevigiani, e a un docente veneziano.

L’annuncio ufficiale è atteso per oggi, 6 dicembre, ma la notizia è già di dominio pubblico ed è quella che i palestinesi, e la comunità internazionale, temevano: il presidente Usa, Donald Trump, sposterà l'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Le reazioni palestinesi, le prime voci dei cristiani, e la preoccupazione della comunità internazionale. L'appello di Papa Francesco al termine dell'udienza generale.

L'attesa sentenza, giunta dopo oltre vent'anni, benché considerata "parziale" potrebbe segnare una svolta nella storia dei martoriati Paesi balcanici. I commenti al Sir della giornalista Nikolay Krastev e del segretario della Conferenza episcopale bosniaca mons. Ivo Tomasevic. Che afferma: "Ora affrontiamo i problemi della vita quotidiana".

“La nostra città e la nostra nazione sono stordite da un altro atto di violenza senza senso”. Lo ha dichiarato il cardinale di New York, Timothy Dolan, commentando l’attacco terroristico che martedì pomeriggio a Downtown Manhattan ha provocato la morte di 8 persone e il ferimento di altre 11.

Un mese fa il Referendum catalano del 1° ottobre. L'ormai destituito presidente Puigdemont si trova in Belgio e ha affidato la sua "difesa" ad un avvocato belga. Per il momento non c'è alcuna intenzione di chiedere asilo in Belgio, ma neanche di presentarsi  ai magistrati. C'è molta attesa per elezioni del 21 dicembre.

"Di fronte ad un attentato così grave non bisogna abbassare le braccia ma guardare in faccia la situazione e vedere come si può rispondere, nel migliore dei modi. Oltre alle vittime che piangiamo, non bisogna rendere vittima anche la nostra speranza". È l'appello lanciato da monsignor Giorgio Bertin, amministratore apostolico di Gibuti e Mogadiscio, dopo l'attentato terroristico.

Il Papa chiede alla Fao di "cambiare rotta", superando i conflitti e i cambiamenti climatici, le due cause della relazione tra fame e migrazioni. "Introdurre nel linguaggio della cooperazione internazionale la categoria dell'amore", la proposta. Appello per il disarmo e per fermare il ricorso alle armi di distruzione di massa.

Tra il 2015 e il 2017 la situazione dei cristiani è peggiorata a causa di violenze e oppressione così come le negazioni alla libertà di fede sono diventate più efferate. È quanto emerge dal rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) sulla persecuzione anticristiana “Perseguitati e dimenticati. Rapporto sui Cristiani oppressi in ragione della loro fede tra il 2015 e il 2017”.

Dopo il naufragio di un barcone a causa dello speronamento di una nave militare tunisina, con decine tra morti e dispersi, parla da Tunisi l'arcivescovo Ilario Antoniazzi. Conferma l'aumento di migranti dalla Libia in seguito agli accordi con l'Italia e la riapertura della rotta tunisina. Un "campanello d'allarme" che si aggiunge ad una preoccupazione: molti detenuti per reati di furto e spaccio sono usciti dalle carceri in seguito ad un provvedimento del presidente della Repubblica. "Ci si chiede se ne escano migliori - dice - oppure indottrinati".

“Un momento devastante”, così si è espresso lo sceriffo Joe Lombardo commentando la scena della sparatoria avvenuta questa notte a Las Vegas durante il Route 91 Harvest Festival, uno dei più famosi concerti di musica country che aveva attirato, nella capitale del Nevada oltre 30mila persone.

Il bilancio del 1° ottobre in Catalogna non è quello che le autorità regionali si erano prefissate: il 42% di cittadini ai seggi (quelli che la Guardia Civil non ha presidiato), 90% di sì alla secessione, oltre 800 feriti in ospedale. Ma il referendum proclamato dalle Generalitat è illegittimo secondo la Corte suprema e il governo centrale. Così l'indipendenza resta un miraggio mentre lo scontro istituzionale diventa incandescente. L'unica strada, dopo le forzature da entrambe le parti, è quella del confronto politico, nel rispetto della Costituzione.

Mentre si teme che il rialzo al gioco della tensione sfugga di mano a Trump e a Kim Jong-un precipitandoci in scenari di guerra inquietanti, la guerra siriana sta per finire in una sorta di silenzio che “puzza” di dimenticanza voluta. Il civile Occidente si rende ormai conto che il “cattivo” Assad è il vincitore del conflitto che si è svolto in Siria.

Dal 2009 al luglio 2017, in Israele e nella Cisgiordania oltre 50 luoghi cristiani e musulmani sono stati vandalizzati, solo nove le denunce presentate e solo sette le condanne comminate. Una scia di attentati contro chiese, conventi, cimiteri, moschee che non accenna a fermarsi come testimonia l'ultimo attacco, mercoledì 20 settembre, alla chiesa di Santo Stefano. Il commento del neo vicario patriarcale per Gerusalemme e la Palestina.

Secondo il più recente bollettino emesso dalla Caritas messicana nel pomeriggio di ieri (in serata in Italia) il bilancio provvisorio delle vittime è di 248: di queste, 117 a Città del Messico. Spiega il segretario esecutivo della Caritas messicana, padre Rogelio Narváez, “la priorità è quella di scavare sotto le macerie per sperare di salvare delle persone”. Solo a Città del Messico, informa la Protezione civile, sono 53 le persone estratte ancora in vita e 103 le persone ricoverate in ospedale.

Al momento circa 250 vittime. Caritas già in azione. Padre Bonora (Pime): "Pregate per noi qui in Messico e per la gente che ora ha perso i propri cari o che non ha un luogo sicuro dove vivere".

Mons. Elkin Fernando Álvarez Botero traccia un primo bilancio di questo storico viaggio. “Sabato – ci confida - ho potuto scambiare qualche parola con il Santo Padre, tutto è andato bene, il Papa era molto contento. Ha parlato dello slogan del viaggio, ‘Facciamo il primo passo’, c’è la sensazione che possiamo davvero voltare pagina, fare cose nuove”

Questa la parola-chiave del ventesimo viaggio internazionale del Papa. In Colombia, Francesco l'ha declinata all'insegna della concretezza in ognuna delle quattro città che ha visitato in cinque giorni di viaggio - Bogotá, Villavicencio, Medellín, Cartagena - chiedendo ai colombiani di "fare il primo passo".

È di circa 60 vittime il bilancio aggiornato delle vittime in Messico, dove ieri si è verificato al largo della costa Pacifica un terremoto di 8,2 gradi della scala Richter. Ma ci sono ancora persone sotto le macerie. Il paese minacciato anche dal ciclone Katia, dopo essere stato colpito dall'uragano Lidia.

Un appello a tutte le parti in causa a fermarsi. "Se scoppia una guerra nucleare, non ci saranno vincitori. Sarà la distruzione totale”. A lanciarlo è  monsignor Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon e presidente della Commissione “Giustizia e pace” della Conferenza episcopale coreana che in questa intervista al Sir non nasconde la sua preoccupazione.

Stamane si è tenuto l’incontro molto cordiale fra il ministro Serghei Lavrov e il card. Parolin. Grande convergenza su molti temi internazionali: terrorismo, Siria, cristiani perseguitati. Qualche “differenza” sulla questione ucraina. Si attende un nuovo incontro fra Francesco e il patriarca di Mosca Kirill.

La condanna della violenza cieca, offesa gravissima al Creatore arriva da Papa Francesco nel telegramma di cordoglio per le vittime dell’attentato terroristico avvenuto ieri a Barcellona, in Spagna, inviato dal cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin al card. Juan José Omella y Omella, arcivescovo di Barcellona.

Dal regime di Maduro fuggono anche militari e amministratori locali. Gli Scalabriniani gestiscono due centri di accoglienza. Attiva anche la diocesi, che ha aperto delle mense. Oltre all’accoglienza umanitaria, sociale e psicologica, spiega il missionario originario di Castelfranco, “offriamo anche un servizio di carattere legale, aiutiamo i migranti a ottenere i visti umanitari”

“Parlare di guerra senza dovuta considerazione è già un’azione di violenza contro l’umanità. Le azioni precipitose senza freni, che dimostrano la barbarie e la follia, non ci lasceranno che la morte di innumerevoli persone, la fatale devastazione di entrambe le parti, la regressione della storia umana e le piaghe profonde all’intera umanità”. La Conferenza episcopale coreana esorta, in un messaggio, “tutti i Paesi limitrofi a non prendere decisioni imprudenti che minaccerebbero l’amore e lo sviluppo morale e spirituale dell’umanità”