Mondo

“La tensione era palpabile e ieri è scoppiata con la tragedia cui abbiamo assistito. Gli scontri si sono registrati al confine e dunque lontano dal centro dove siamo noi”. Così il parroco della comunità latina della “Sacra Famiglia” di Gaza commenta i gravi scontri avvenuti ieri, durante la “Marcia per il ritorno”, indetta da Hamas.

Tremila chilometri in barca, passando per quattro paesi. Un pellegrinaggio speciale. E’ questa la singolare iniziativa che si appresta a vivere un missionario fidei donum di Padova, don Giampaolo Assiso, prima di concludere la sua esperienza in Ecuador. Partirà il 15 aprile da Quito e arriverà a Manaus, per rendere omaggio al missionario fidei donum don Ruggero Ruvoletto, ucciso nel 2009 nella città amazzonica, quando lavorava fianco a fianco con i missionari trevigiani.

Passi di dialogo nella penisola coreana, dopo un periodo di tensione altissima e di continue minacce nucleari. “Aspettavamo questa occasione da 70 anni", dice il presidente dei vescovi coreani, che invita le parti ad un "dialogo senza precondizioni". Gli errori da evitare? Continuare a "minacciare con le armi e con le sanzioni economiche".

Medici con l’Africa Cuamm sarà impegnata in un grande progetto finanziato dalla Banca Mondiale per avviare a livello nazionale un sistema di trasporto per le emergenze ostetriche e chirurgiche. Nel paese che è stato duramente colpito da Ebola, con i tassi di mortalità materna più alti al mondo, la sfida è creare sviluppo stabile e duraturo.

Sono 400mila i civili intrappolati nella Ghouta, la roccaforte ribelle e antiregime di Assad a est di Damasco (Siria), mentre Russia e Stati Uniti si accusano a vicenda di aver fatto fallire la tregua umanitaria di 5 ore al giorno. Francesco interviene all'udienza del mercoledì, dopo aver parlato anche all'Angelus di domenica scorsa.

A circa dieci giorni dalla scelta di far intervenire direttamente l’esercito federale per garantire la sicurezza nello Stato brasiliano, non si placano le polemiche. Per il Vescovo di Nova Iguaçu, originario di Loria, nelle città satellite "le cose certamente peggioreranno". Per gli attivisti sociali è un modo "per eliminare minori, poveri, persone di colore".

Oltre 3mila studenti hanno visto morire 17 dei loro compagni e ne hanno raccolto altri 15 feriti. Tutti sono caduti, sotto i colpi impietosi di un A15, il fucile semiautomatico, venduto a meno di 500 dollari e già utilizzato nel massacro di Las Vegas dello scorso anno e in quello della chiesa di Sutherland Springs, in Texas. L’arcivescovo di Miami, Thomas Wenski, non nasconde la “sua grande tristezza di fronte alla tragica sparatoria”.

“Nel corso dei cordiali colloqui sono state evocate le relazioni bilaterali tra la Santa Sede e la Turchia e si è parlato della situazione del Paese, della condizione della Comunità cattolica, dell’impegno di accoglienza dei numerosi profughi e delle sfide ad esso collegate”. È quanto si legge nel comunicato diffuso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede.

Si tratta di tredici sacerdoti, un religioso, una religiosa, otto laici. Secondo la ripartizione continentale, per l’ottavo anno consecutivo, il numero più elevato si registra in America, dove sono stati uccisi 11 operatori pastorali.

Il voto avvicina politicamente il Cile all’Argentina di Macri e conferma il periodo nero della Sinistra latinoamericana. Si vedrà se la tendenza proseguirà anche nel 2018, quando si voterà per le elezioni legislative e presidenziali in Brasile, Colombia, Messico e Paraguay, oltre che nel martoriato Venezuela. Interviste al Vescovo, che ha ospitato i missionari fidei donum trevigiani, e a un docente veneziano.

L’annuncio ufficiale è atteso per oggi, 6 dicembre, ma la notizia è già di dominio pubblico ed è quella che i palestinesi, e la comunità internazionale, temevano: il presidente Usa, Donald Trump, sposterà l'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Le reazioni palestinesi, le prime voci dei cristiani, e la preoccupazione della comunità internazionale. L'appello di Papa Francesco al termine dell'udienza generale.

L'attesa sentenza, giunta dopo oltre vent'anni, benché considerata "parziale" potrebbe segnare una svolta nella storia dei martoriati Paesi balcanici. I commenti al Sir della giornalista Nikolay Krastev e del segretario della Conferenza episcopale bosniaca mons. Ivo Tomasevic. Che afferma: "Ora affrontiamo i problemi della vita quotidiana".

“La nostra città e la nostra nazione sono stordite da un altro atto di violenza senza senso”. Lo ha dichiarato il cardinale di New York, Timothy Dolan, commentando l’attacco terroristico che martedì pomeriggio a Downtown Manhattan ha provocato la morte di 8 persone e il ferimento di altre 11.

Un mese fa il Referendum catalano del 1° ottobre. L'ormai destituito presidente Puigdemont si trova in Belgio e ha affidato la sua "difesa" ad un avvocato belga. Per il momento non c'è alcuna intenzione di chiedere asilo in Belgio, ma neanche di presentarsi  ai magistrati. C'è molta attesa per elezioni del 21 dicembre.

"Di fronte ad un attentato così grave non bisogna abbassare le braccia ma guardare in faccia la situazione e vedere come si può rispondere, nel migliore dei modi. Oltre alle vittime che piangiamo, non bisogna rendere vittima anche la nostra speranza". È l'appello lanciato da monsignor Giorgio Bertin, amministratore apostolico di Gibuti e Mogadiscio, dopo l'attentato terroristico.

Il Papa chiede alla Fao di "cambiare rotta", superando i conflitti e i cambiamenti climatici, le due cause della relazione tra fame e migrazioni. "Introdurre nel linguaggio della cooperazione internazionale la categoria dell'amore", la proposta. Appello per il disarmo e per fermare il ricorso alle armi di distruzione di massa.

Tra il 2015 e il 2017 la situazione dei cristiani è peggiorata a causa di violenze e oppressione così come le negazioni alla libertà di fede sono diventate più efferate. È quanto emerge dal rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) sulla persecuzione anticristiana “Perseguitati e dimenticati. Rapporto sui Cristiani oppressi in ragione della loro fede tra il 2015 e il 2017”.

Dopo il naufragio di un barcone a causa dello speronamento di una nave militare tunisina, con decine tra morti e dispersi, parla da Tunisi l'arcivescovo Ilario Antoniazzi. Conferma l'aumento di migranti dalla Libia in seguito agli accordi con l'Italia e la riapertura della rotta tunisina. Un "campanello d'allarme" che si aggiunge ad una preoccupazione: molti detenuti per reati di furto e spaccio sono usciti dalle carceri in seguito ad un provvedimento del presidente della Repubblica. "Ci si chiede se ne escano migliori - dice - oppure indottrinati".

“Un momento devastante”, così si è espresso lo sceriffo Joe Lombardo commentando la scena della sparatoria avvenuta questa notte a Las Vegas durante il Route 91 Harvest Festival, uno dei più famosi concerti di musica country che aveva attirato, nella capitale del Nevada oltre 30mila persone.

Il bilancio del 1° ottobre in Catalogna non è quello che le autorità regionali si erano prefissate: il 42% di cittadini ai seggi (quelli che la Guardia Civil non ha presidiato), 90% di sì alla secessione, oltre 800 feriti in ospedale. Ma il referendum proclamato dalle Generalitat è illegittimo secondo la Corte suprema e il governo centrale. Così l'indipendenza resta un miraggio mentre lo scontro istituzionale diventa incandescente. L'unica strada, dopo le forzature da entrambe le parti, è quella del confronto politico, nel rispetto della Costituzione.

Mentre si teme che il rialzo al gioco della tensione sfugga di mano a Trump e a Kim Jong-un precipitandoci in scenari di guerra inquietanti, la guerra siriana sta per finire in una sorta di silenzio che “puzza” di dimenticanza voluta. Il civile Occidente si rende ormai conto che il “cattivo” Assad è il vincitore del conflitto che si è svolto in Siria.

Dal 2009 al luglio 2017, in Israele e nella Cisgiordania oltre 50 luoghi cristiani e musulmani sono stati vandalizzati, solo nove le denunce presentate e solo sette le condanne comminate. Una scia di attentati contro chiese, conventi, cimiteri, moschee che non accenna a fermarsi come testimonia l'ultimo attacco, mercoledì 20 settembre, alla chiesa di Santo Stefano. Il commento del neo vicario patriarcale per Gerusalemme e la Palestina.

Secondo il più recente bollettino emesso dalla Caritas messicana nel pomeriggio di ieri (in serata in Italia) il bilancio provvisorio delle vittime è di 248: di queste, 117 a Città del Messico. Spiega il segretario esecutivo della Caritas messicana, padre Rogelio Narváez, “la priorità è quella di scavare sotto le macerie per sperare di salvare delle persone”. Solo a Città del Messico, informa la Protezione civile, sono 53 le persone estratte ancora in vita e 103 le persone ricoverate in ospedale.

Al momento circa 250 vittime. Caritas già in azione. Padre Bonora (Pime): "Pregate per noi qui in Messico e per la gente che ora ha perso i propri cari o che non ha un luogo sicuro dove vivere".