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Abbiamo un vaccino contro la malaria

Risultato di fondamentale importanza nella lotta contro la malattia, che nel 2019 ha causato la morte di 400mila persone, e tra queste di 260mila bambini solo in Africa. Martedì 26 ottobre si parlerà anche di questo durante l'incontro con il medico del Cuamm Giovanni Putoto, alle 21 a San Martino di Lupari

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Abbiamo un vaccino contro la malaria

L’Organizzazione mondiale della sanità ha approvato il vaccino contro la malaria per i bambini, il primo contro la malattia trasmessa dalle zanzare e che uccide più di 400mila persone ogni anno. “È un momento storico - ha annunciato in conferenza stampa da Ginevra il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus -: il tanto atteso vaccino contro la malaria per i bambini è una svolta per la scienza, la salute dei piccoli e la lotta contro la malaria”. Il suo utilizzo, “in aggiunta agli strumenti esistenti per prevenire la malaria potrebbe salvare decine di migliaia di vite di bambini ogni anno”. L’Oms raccomanda l’uso diffuso del primo vaccino contro la malaria nei bambini dell’Africa subsahariana, e di altre regioni con trasmissione da alta o moderata della malattia da Plasmodium falciparum; una raccomandazione che si basa sui risultati di un programma pilota in corso in Ghana, Kenya e Malawi, che dal 2019 ha raggiunto più di 800mila bambini.

Buoni risultati dalla sperimentazione
Il siero Rts, S/AS01, prodotto dalla multinazionale farmaceutica britannica GlaxoSmithKline, attiva il sistema immunitario dei bambini contro il Plasmodium falciparum, uno dei cinque patogeni della malaria, il più letale nonché quello prevalente in Africa. Il vaccino costituisce una pietra miliare storica tanto dal punto di vista scientifico che umano, perché è il frutto di 30 anni di ricerca della multinazionale Gsk insieme a una rete di centri di ricerca africani. Testato in 3 Paesi, Ghana, Malawi e Kenya, su 800mila bambini dal 2019, con la somministrazione di oltre 2,3 milioni di dosi, il vaccino RTS, S/AS01, che l’Oms raccomanda, ha dato buoni risultati. Riduce del 30% i casi di malaria grave e, se utilizzato insieme ad antimalarici, riduce anche del 70% i casi di ricovero e di morte per malaria.
Nel 2019, informa Medici con l’Africa Cuamm - sono stati 230 milioni i casi di malaria registrati nel mondo, 400 mila le persone che hanno perso la vita a causa di questo parassita; di questi, 260 mila bambini, solo in Africa. 712 bambini al giorno, 30 all’ora. L’Africa rappresenta il 94% delle morti nel mondo per questa malattia. “Un dramma che viviamo ogni giorno negli 8 paesi in cui il Cuamm opera. Solo nel 2020, sono stati 2.166.000 i casi diagnosticati nelle strutture in cui siamo presenti e 1.261 i morti. Ma ora l’Africa ha una speranza nuova”, fa sapere l’ong padovana.

Putoto: “Traguardo importante
“E’ un traguardo importante di cui siamo molto contenti e ringraziamo la comunità scientifica e quanti hanno lavorato per raggiungerlo - afferma Giovanni Putoto, responsabile Programmazione e ricerca operativa di Medici con l’Africa Cuamm, originario di Spresiano -. In molte zone dell’Africa la malaria è endemica, i casi aumentano, la popolazione continua a crescere e così anche il rischio di contrarre la malattia. Questo vaccino sarà sicuramente di grande aiuto, anche se non bisognerà abbassare la guardia, ancor più oggi, dopo la recente scoperta dello sviluppo di una resistenza all’Artemisina, che in Africa è il principale farmaco per curare la malaria. Sarà necessario continuare con gli interventi di Salute pubblica, con la distribuzione delle zanzariere, con la sensibilizzazione e l’informazione della popolazione, soprattutto delle mamme, che dovranno portare i propri bambini ben 4 volte al centro di salute, per ricevere il vaccino contro la malaria. L’Rts, S/AS01 sarà infatti somministrato in 4 dosi, 3 a distanza di un mese, tra i 5 e i 7 mesi di età e un’ultima dose a 18 mesi di vita. Anche per questo sarà necessario un significativo sforzo di logistica e organizzazione”.
Prosegue il medico: “Il vaccino, quindi, sarà sicuramente un ottimo strumento in più, ma noi dovremo continuare a fare la nostra parte, così come dovranno continuare a farla i potenti della terra, che purtroppo, in questi ultimi anni, hanno ridotto ulteriormente le risorse e gli aiuti per Paesi in via di sviluppo. Senza perdere di vista anche tutte le altre vaccinazioni, che a causa del Covid-19 hanno subito pesanti ritardi in Africa dove siamo tornati indietro di circa 3-5 anni”.

Un incontro a S. Martino di Lupari
Putoto parlerà anche di questo, oltre che più ampiamente della campagna vaccinale contro il Covid-19 in Africa, in un incontro pubblico promosso martedì 26 ottobre alle ore 21 a San Martino di Lupari, in sala Bernardi. La serata è promossa dal Cuamm, dalla parrocchia, dal Gruppo missionario e cooperatrici missionarie e dal Gruppo missionario giovani.

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