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Alluvioni in Africa australe, anche in Malawi molti sono rimasti senza raccolti e abitazione

La testimonianza di padre Luciano Marangon, monfortiano originario di Dosson: "“Da parte nostra, come parrocchia, ci siamo sempre impegnati per alleviare eventuali emergenze e continuiamo a farlo specialmente nel periodo della fame".

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Alluvioni in Africa australe, anche in Malawi molti sono rimasti senza raccolti e abitazione

“L’istruzione di oltre 305.000 bambini in Mozambico è stata interrotta a causa dei danni causati dal ciclone Idai. Oltre 3.400 aule sono state danneggiate o distrutte nelle regioni colpite dal ciclone, fra cui 2.713 solo nell’area di Sofala”. Lo denuncia l’Unicef con una nota in cui traccia la situazione nel Paese. “In alcuni casi, le scuole hanno bisogno di un forte lavoro di recupero dopo essere state usate come rifugi d’emergenza per i bambini e le famiglie sfollati dalla tempesta”, segnala l’Unicef, che chiede la realizzazione di “centri di apprendimento temporanei per riportare i bambini a scuola più velocemente possibile”. Intanto aumentano i casi di colera, saliti a quasi 5mila.

Testimonianza dal Malawi

La giusta attenzione per la drammatica situazione del Mozambico ha fatto passare in secondo piano gli effetti delle inondazioni in altri Paesi dell’Africa australe e in particolare del Malawi, da dove arriva la testimonianza di padre Luciano Marangon, monfortiano originario di Dosson. “Il ciclone Idai ha fatto qualche disastro anche in Malawi e precisamente all’estremo sud. Quest’anno le piogge sono state piuttosto abbondanti e si sono combinate con quelle del ciclone, per cui i danni sono stati più evidenti. Ci sono stati danni ingenti alle case, alle colture e agli allevamenti di bestiame domestico”.

Nelle zone pianeggianti, continua il missionario, “l’acqua caduta ha rovinato i raccolti per cui la maggior parte del Malawi ne è stata colpita in modo significativo. Un altro guaio è stato il crollo di diverse case fatte di fango e qualcuno è rimasto letteralmente senza dimora dove abitare. Le strade, poi, essendo tutte sterrate sono diventate terreno per fare le gincane o il ciclocross. Alcuni fiumi ingrossati sono straripati e hanno fatto saltare qualche ponte e qui purtroppo ci sono state delle vittime”.

Aiuti dal Governo? “Ne abbiamo visti ben pochi, in confronto ad altre situazioni di carestia avvenute negli anni scorsi. Per motivi non chiari è stato messo un freno alle Ong. Fra poco ci saranno le elezioni politiche per il nuovo presidente e il relativo Governo, forse si muoveranno adesso per ottenere voti in cambio”.

Conclude padre Marangon: “Da parte nostra, come parrocchia, ci siamo sempre impegnati per alleviare eventuali emergenze e continuiamo a farlo specialmente nel periodo della fame, che si verifica verso la fine dell’anno e cioè nel periodo delle piogge”. 

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