Mondo
stampa

Amazzonia: fuochi criminali, parlano un vescovo, un missionario e un sacerdote

Oltre 73mila fuochi nel solo Brasile, migliaia e migliaia di chilometri quadrati di foresta e savana andati distrutti, danni incalcolabili. Incendi in gran parte scatenati dall’uomo stanno distruggendo vaste zone del Sudamerica, soprattutto negli Stati brasiliani, ma anche in Bolivia e in Paraguay. Le testimonianze di mons. Mario Pasqualotto, vescovo ausiliare emerito di Manaus, di padre Sisto Magro, missionario del Pime, e di don Adalid Ordonez, sacerdote boliviano in servizio a Salzano

Parole chiave: amazzonia (12), brasile (32), mondo (12), inquinamento (70)
Amazzonia: fuochi criminali, parlano un vescovo, un missionario e un sacerdote

“Iveri incendiari si trovano nel Parlamento e nel Supremo tribunale di giustizia. E’ una frase di un cantante brasiliano, ma la faccio mia”. A riferircela è mons. Mario Pasqualotto, vescovo ausiliare emerito di Manaus, capitale dell’Amazzonia brasiliana, che sta trascorrendo un periodo di riposo nella casa dei famigliari, a Silea. Anch’egli sta assistendo attonito alle notizie che giungono dal Sudamerica, soprattutto dal Brasile, ma anche dalla Bolivia e dal Paraguay. Si è risparmiato l’ondata di fumo che ha fatto calare il buio su Manaus, ma ha visto le tante immagini che documentano il disastro: oltre 73mila fuochi nel solo Brasile, migliaia e migliaia di chilometri quadrati di foresta distrutti, danni incalcolabili. “Mi pare che quanto sta accadendo sia il riassunto della politica del presidente Bolsonaro - continua -. Dice che bisogna produrre di più, coltivare di più, usa frasi del tipo «troppa terra per pochi indios». Gli incendi ci sono ogni anno, ma c’è stato un aumento impressionante, i roghi non possono che avere origine dolosa”.
“Lo temevamo, devo dire che ce lo aspettavamo - gli fa eco dal Brasile padre Sisto Magro, missionario del Pime, originario di Biancade, in servizio a Macapá, praticamente alla foce del Rio delle Amazzoni, capitale dello Stato settentrionale dell’Amapá -. C’è stato un aumento esponenziale. Contribuisce la siccità, per esempio qui dove siamo noi, nell’estremo lembo dell’Amazzonia, l’ultima settimana non è piovuto e ci aspettiamo che nuovi incendi arrivino. Ma c’è la mano dell’uomo, non c’è dubbio. La cosa è sfuggita dal controllo”. L’idea del missionario è che chi gestisce il grande gioco dell’«agrobusiness» si senta “con le mani libere” da quando è al potere Bolsonaro. “D’altronde - prosegue - il ministro dell’Ambiente è in attesa di giudizio a San Paolo per reati ambientali, la ministra dell’Agricoltura ha forti interessi nel settore. La stessa Procuratrice generale ha dichiarato che i roghi sono stati organizzati, si è parlato addirittura di chat whatsapp per concordare giorni e modalità”.
Una nuova aggressività, quella contro la foresta e gli indigeni suoi abitanti, che padre Sisto, attivo nella Pastorale della terra, ha visto da vicino qualche settimana fa, quando un gruppo di garimpeiros, i cercatori d’oro clandestini, hanno ucciso il capo indigeno Emira Wajãpi. “La Polizia ha cercato di chiudere subito le indagini, dicendo che sul suo corpo non c’erano segni di violenza. Ma ormai gli indigeni non sono sprovveduti, avevano filmato bene il suo corpo con segni evidenti di violenza ed efferata tortura”.
Cosa può fare chi vive a migliaia di chilometri dal polmone verde? “Io credo - conclude il missionario del Pime - che si debba boicottare, evitando di comprare la soia brasiliana, che tra l’altro è piena di agrotossici non autorizzati in Europa. A 53 nuovi tipi di agrotossici è stato dato, da poco, il via libera”.
Dal Brasile alla Bolivia, dove a essere colpite sono le zone orientali della Chiquitania e del Chaco, nei dipartimenti di Santa Cruz e del Beni. Oltre 5mila i chilometri quadrati di foresta e savana andati in fumo. Vive momenti di preoccupazione don Adalid Ordonez Palachai, sacerdote boliviano in servizio a Salzano: “Ho ricevuto tante telefonate di amici e parenti, ma tante persone anche a Salzano mi manifestano solidarietà. In realtà, nel mio vicariato apostolico, non ci sono stati grandissimi danni. Invece un po’ più a est, soprattutto nel municipio di Roboré, la distruzione è tanta. Tra le cause, va detto, l’intervento tardivo del Governo. E anche un recente decreto, che ha consentito di accendere piccoli roghi privati per liberare terreno per l’allevamento. Il vento, però, ha fatto in vari casi diffondere le fiamme, che sono arrivate fino alla foresta”.

Tutti i diritti riservati
Amazzonia: fuochi criminali, parlano un vescovo, un missionario e un sacerdote
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento