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Attacco a Londra, torna l'incubo terrorismo

“I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con tutti coloro che sono stati  colpiti nell’incidente di Westminster questo pomeriggio”. È la primissima reazione dei vescovi di Inghilterra e Galles all’attacco di questo pomeriggio a Londra alla sede del Parlamento britannico, a Westminster.

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Attacco a Londra, torna l'incubo terrorismo

Scotland Yard conferma: “Stiamo seguendo la pista terroristica”. Il centro di Londra è blindato, il Parlamento chiuso, la “premier Theresa May è in salvo” e “al sicuro”. La capitale del Regno Unito ha vissuto, dalle 16 in poi, momenti di terrore. Si sono dapprima avvertiti – secondo le immediate ricostruzioni – degli spari. Un uomo si sarebbe lanciato su un Suv sui passanti e turisti assiepati su Westminster Bridge. Un altro uomo, armato di coltello, avrebbe aggredito un agente di guardia al parlamento: a quel punto le forze dell’ordine hanno aperto il fuoco uccidendo il presunto terrorista. L’attentato di Londra cade a un anno esatto dal 22 marzo 2016, quando Bruxelles fu oggetto di un doppio attentato terroristico all’aeroporto di Zaventem e alla metropolitana di Maalbeck.

“Attacco a un luogo simbolo della democrazia”: Matthias Fekl, neo ministro degli Interni francese, è il primo a reagire all’attacco terroristico al parlamento di Londra, avvenuto questo pomeriggio. A Roma massima allerta per la cerimonia del 25 marzo per il 60° dei Trattati Ue. Washington ha immediatamente convocato un vertice della sicurezza nazionale. I dettagli degli eventi non sono chiari: si parla di una dozzina di feriti, forse di un morto tra i passanti. Per ora nessuna rivendicazione. Dal Westminster Bridge una testimonianza: “Stavamo scattando foto del Big Ben e abbiamo visto un uomo sui 40 anni con in mano un coltello di almeno 20 centimetri. Poi abbiamo sentito degli spari e abbiamo visto l’uomo a terra fermo”. La seduta del parlamento inglese è stata subito sospesa, spiegando ai deputati di restare all’interno dell’edificio. Sospesa anche la seduta del parlamento scozzese, che era riunito per decidere sul referendum per l’autonomia da Londra. Chiusi gli accessi alla metropolitana nei dintorni del parlamento.

La preghiera dei Vescovi inglesi

“I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con tutti coloro che sono stati  colpiti nell’incidente di Westminster questo pomeriggio”. È la primissima reazione dei vescovi di Inghilterra e Galles all’attacco di questo pomeriggio a Londra alla sede del Parlamento britannico, a Westminster. I vescovi – spiegano da Westminster – stanno attendendo maggiori informazioni da parte delle forze dell’ordine per capire meglio cosa è successo e soprattutto la matrice dell’attacco. Il primo pensiero si rivolge però ai feriti e alle vittime dell’incidente. Poco prima delle 16, ora italiana, un’auto ha travolto la folla sul ponte di Westminster, pieno di turisti, per poi schiantarsi contro il cancello del Parlamento, a pochi passi dal Big Ben. Secondo la ricostruzione della polizia, l’uomo alla guida, descritto dai testimoni di mezza età e dall’aspetto asiatico, vestito di nero, è sceso dal veicolo con un coltello. Ha ferito un agente nel cortile di Westminster, tentando di entrare nel Parlamento, ed è poi stato ucciso dalla polizia. Una donna investita è morta, ma un funzionario di polizia ha detto che il numero delle vittime, anche fra i poliziotti, è destinato a salire.

L’attacco a Londra avviene mentre a Bruxelles, il cardinale Jozef de Kesel sta celebrando una veglia di preghiera per le vittime e i feriti nei due attacchi alla città che sono avvenuti esattamente un anno fa, provocando la morte di 32 persone.

Fonte: Sir
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