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Attacco nel cuore di Istanbul: uccisi otto tedeschi

Kamikaze ci fa esplodere nel quartiere turistico della capitale turca. Almeno 10 le vittime. Lo sgomento dei vescovi e della comunità cattolica turca.

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Attacco nel cuore di Istanbul: uccisi otto tedeschi

E’ quasi certamente dell'Isis il kamikaze, un siriano di 28 anni, che si è fatto esplodere a Istanbul tra la folla di turisti, uccidendo almeno 10 persone, tutti stranieri, e ferendone altre 15. E' accaduto nel quartiere turistico di Sultanahmet, una zona molto frequentata in quanto ospita le maggiori attrazioni turistiche della città. Sono otto i cittadini tedeschi uccisi, ha affermato il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier a Berlino. In precedenza si era parlato di nove turisti tedeschi rimasti uccisi.

Turisti stranieri anche i 15 feriti. Tra loro almeno sei tedeschi, un norvegese e un peruviano. Seul ha inoltre reso noto che tra loro c'e' anche un sudcoreano, rimasto lievemente ferito nell'esplosione.

Lo “sgomento” dei vescovi e della comunità cattolica turca per l’attacco avvenuto questa mattina a Istanbul”. A riferire dello stato d’animo della piccola Chiesa cattolica turca è padre Ruben Tierrablanca, vicario delegato del Vicariato Apostolico di Istanbul. “Quello che ci preoccupa – dice – è l’allargamento della violenza. Sappiamo che qui, come in genere in tutto il Medio Oriente, questi fatti possono provocare altre reazioni e violenze, allargando la tensione. Ma proprio per questo vogliamo essere con il popolo di Turchia e dedicare oggi e domani una preghiera speciale per il popolo turco e il ritorno della pace”. Questo pomeriggio, alle 18, a Istanbul c’è un Consiglio pastorale e domani, alle 15, ci sarà l’incontro mensile di tutti i sacerdoti con il vicario apostolico di Istanbul, mons. Louis Pelâtre. Nel corso dei due incontri si farà “una preghiera per la pace. È questo il momento per unirci sempre più e in solidarietà con tutti, credenti e non”.

“È stato colpito il cuore turistico di Istanbul, un luogo simbolo visitato da tantissimi stranieri ogni giorno, a pochi passi dalla Moschea blu e dal museo di Santa Sofia”: è il commento a caldo dopo l’attentato di questa mattina nella megalopoli turca che rilascia Franz Hammerman, tedesco, catechista cattolico a Istanbul, residente nella città da venti anni con la sua famiglia. “Il bersaglio sono stati i turisti e gli stranieri”, aggiunge Hammerman, convinto che “quest’attacco avrà ripercussioni gravissime sul turismo che produce il 12% del Pil della Turchia”. “In un certo senso – continua – la minaccia terroristica nel Paese non è una novità, in questi vent’anni siamo stati testimoni di vari attentati di diverso sfondo ma non è che ti puoi abituare, la paura c’è sempre e inizi subito a chiamare. Mia moglie ad esempio lavora con gruppi tedeschi vicino alla zona colpita”.

“Certo – aggiunge Hammerman – dopo gli attentati successi a ottobre ad Ankara e dopo quelli di Parigi, l’allerta è salita”. “Anzi – racconta – da diversi mesi il Consolato tedesco di Istanbul avvisava di non frequentare posti turistici con grande concentrazione di persone, anche il sacerdote responsabile della comunità cattolica di lingua tedesca ‘S. Paolo’ di Istanbul, nelle sue mail aggiunge sempre che le autorità hanno avvertito di possibili pericoli per gli stranieri”.

Fonte: Ansa
Sir
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