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Australia: i nostri emigranti, circondati da fuoco e fumo

I nostri conterranei in Australia ci parlano di situazioni gravissime, di fumo che toglie il respiro e che intossica, di fuochi senza controllo che divorano ogni cosa e di persone talvolta intrappolate, che rischiano di morire bruciate; in qualche caso è successo. Una situazione drammatica i cui segni rimarranno nell’ambiente e nelle persone.

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Australia: i nostri emigranti, circondati da fuoco e fumo

I nostri conterranei in Australia ci parlano di situazioni gravissime, di fumo che toglie il respiro e che intossica, di fuochi senza controllo che divorano ogni cosa e di persone talvolta intrappolate, che rischiano di morire bruciate; in qualche caso è successo. Una situazione drammatica i cui segni rimarranno nell’ambiente e nelle persone come cicatrici profonde difficili da rimarginare. La stessa specie animale sta subendo conseguenze disastrose e si dice che ne sia stata “cancellata” almeno un terzo. In testa i koala, simpaticissimi, ma notoriamente poco adatti alla fuga.

In Australia, focolai qua e là ci sono sempre, ma difficilmente in questa catastrofica misura, con la parziale eccezione del non lontano 2009. In quel caso, ci sono stati poi interventi mastodontici di ripristino, nei quali ha avuto un importante ruolo la massiccia opera di bonifica intrapresa anche dalla Grocom (Grollo Company) dei fratelli Rino e Bruno Grollo, con antenati di Cusignana e famosi per i grattacieli più alti d’Australia quali il Rialto e, da ultimo, l’Eureka. Un’importante esperienza a cui attingere.

Allora, nella catastrofe erano state distrutte 3.053 proprietà e morirono 173 persone. Stavolta le stime si potranno fare solo più avanti, ma non saremo lontani da queste cifre, salvo che per le persone morte, finora 18 accertate, in diminuzione grazie a nuovi accorgimenti preventivi.

Abbiamo cercato di raggiungere alcuni “trevisani”, cominciando dall’uomo di fiducia dei Grollo e attuale presidente della sezione della Trevisani di Melbourne, Giorgio Paccagnan, originario di Postioma e medaglia d’Oro della Camera di Commercio di Treviso: “Siamo circondati da 138 fuochi -, ci dice - ma fortunatamente sono ancora un po’ lontani. Ma camminano e si avvicinano, anche se sono stati un po’ mitigati da uno spruzzo di pioggia. In località vicine si sente parlare di evacuazioni e di tante persone che vengono poste in salvo. Per ora, ci hanno imposto di restare rinchiusi in casa, perché l’aria è pesante, se non intossicata. Sta di fatto che i fumi ci arrivano anche se da lontano, e sappiamo che fanno male”. E’ in Australia da 53 anni, con moglie, figli e nipoti, che adora. Ma appena può, la capatina al paese natio non se la fa mai mancare.

Camberra è la capitale e qui troviamo Loretta Fiorin, sposata con Ivano Rosin, originaria di Ospedaletto d’Istrana. E’ sorella dell’ex sindaco di Istrana, Enzo Fiorin. “Il fuoco è ancora lontano di 15/20 chilometri - ci dice -, ma il fumo è insopportabile e insidioso. Capita ogni anno. Ma mai così tanto. Salvo la volta di 11 anni fa: viene sempre da tossire e senti un fastidioso mal di gola”. Per fortuna, vengono adottati accorgimenti preventivi per l’incolumità e la salute e sono messe a disposizione maschere respiratorie. “ Sì! Infatti anch’io le uso - conferma Loretta - . Ma continuiamo a sentirci come panini imbottiti, noi siamo il prosciutto attanagliato fra i fuochi che ci circondano”.

“Noi il fuoco ce l’abbiamo a pochi chilometri, due e forse uno, si può dire fuori dalle porte di casa – ci dice invece Armando Pasquali, originario di Motta di Livenza e presidente della sezione dei Trevisani nel mondo di Myrtleford -. Il fumo tossico è tutto nostro - continua -. Io vivo nella periferia di  Myrtleford, nel Victoria, per fortuna che è cambiata la rotta del vento, perché ormai ci veniva addosso, molte famiglie erano già state evacuate. E ora ci aspettiamo l’arrivo nel fine settimana di 43/46 gradi di caldo. Un cuscino per il fuoco”.

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