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Brasile 2014, le sfide oltre il pallone

Ricardo Pantoja, coordinatore progetto della pastorale dello sport, nell’arcidiocesi di San Sebastiano di Rio de Janeiro, illustra in questo articolo scritto per il nostro settimanale, quanto si sta facendo in Brasile perché attraverso la coppa del mondo si diffondano messaggi positivi.

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Brasile 2014, le sfide oltre il pallone

Il 12 giugno, allo stadio di San Paolo,  si terrà il match di apertura del primo grande evento sportivo di questo decennio in Brasile, la Coppa del mondo di calcio. Un decennio d’oro per il Brasile, considerato che già si sono svolte qui nel 2013 la Confederation Cup di calcio e la Giornata mondiale della Gioventù.
Le aspettative sono enormi. Il calcio fa parte della cultura popolare brasiliana e i Brasiliani sono eccitati nell’attesa di questa Coppa. Abbiamo decorato le case, i muri delle strade, comprato le magliette e le bandiere. Fatto tutto! Ma che cosa può ottenere il Brasile con questa Coppa, oltre alla gioia di divertirsi a guardare le partite insieme a famigliari ed amici?
Sappiamo bene che il calcio, e lo sport in generale, quando è praticato in modo corretto e leale, è un mezzo eccellente per l’inclusione sociale e per spargere valori positivi nella società.
In vista di questa grande opportunità nel nostro Paese, il delegato per lo sport dell’arcidiocesi di San Sebastiano di Rio de Janeiro,  ha promosso il 19 maggio scorso, allo stadio Maracanà, un incontro interreligioso per segnare l’inizio della campagna  denominata “La Coppa della Pace”, che intende promuovere durante i mondiali di calcio il tema sociale “Per un mondo senza armi, droghe, violenza e razzismo” e la campagna 2014 “Fraternità e tratta di esseri umani”.
L’evento ha visto la partecipazione di numerose confessioni religiose, unite nel promuovere la cultura della pace. Niente di meglio che promuoverla nel luogo dove si terrà la finale della Coppa del mondo 2014, il Maracanà. Si sono incontrati rappresentanti  di Islam, Ebraismo, Cattolicesimo, Buddismo, Protestanti, Camdomblé e Umbanda, queste due religioni tradizionali afrobrasiliane. Al termine dell’incontro, un gruppo di animatori della pastorale dello sport e le comunità dei bambini hanno lanciato dal prato del Maracanà dei palloni bianchi come azione simbolica per alzare al cielo le nostre richieste di pace, pace non solo durante la Coppa del mondo, ma che rimanga per sempre nel nostro Paese e nel mondo.
La campagna “Coppa della pace” fa parte del progetto 100 giorni di pace, in cui la pastorale dello sport dell’arcidiocesi di Rio De Janeiro cerca un’ampia mobilitazione della società attraverso numerose attività e con il tema sociale della campagna di fraternità. L’obiettivo principale è quello di costruire un’eredità sociale a partire proprio dalla Coppa del mondo in Brasile.
Tra le principali azioni che sono state progettate troviamo:
1) Pellegrinaggio dei simboli della pace: Creati per le Olimpiadi di Londra 2012, la croce olimpica e l’icona della pace sono i simboli che rappresentano la Chiesa cattolica nel mondo dello sport e sono stati benedetti da papa Francesco durante la Gmg Rio 2013.
2) Decora la tua strada: sfruttando le decorazioni nelle strade delle città brasiliane in preparazione del tifo brasiliano alla Coppa del mondo, i temi sociali sono stati inseriti nei disegni e nei dipinti delle strade del Brasile.
3) La tenda della pace: sono state create delle tende con le principali campagne contro la droga e il traffico di esseri umani nei luoghi principali dell’avvenimento, nei luoghi di transito e turistici in alcune delle città che ospitano gli incontri di calcio.
4) Tifosi rinnovati: dopo la Coppa del mondo, partirà un progetto contro la violenza negli stadi di calcio e nei dintorni.
5) Conferenza per un mondo senza armi: una conferenza internazionale per il disarmo si terrà alla fine di agosto, come eredità della coppa del mondo di calcio.
La coppa del mondo Brasile 2014 ha tutto per essere un successo. Nonostante le difficoltà nella consegna degli stadi, nell’ultimare le infrastrutture delle città che ospitano le gare, i Brasiliani vogliono dare un’immagine di gioia, di ospitalità, di gentilezza e di pace. La cosa importante sarà far sentire a casa i turisti.
Come menzionato precedentemente, questo è un decennio d’oro per il Brasile. Quest’anno si tiene la coppa del mondo di calcio e nel 2016 le olimpiadi. Mai nella storia si erano tenuti i due maggiori eventi sportivi così ravvicinati nello stesso Paese. Possa la benedizione ricevuta in occasione della Gmg 2013, ora proteggere le prossime importanti sfide e cambiare in meglio la realtà del popolo brasiliano.

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