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Brasile, rivolta in carcere a Manaus: 64 morti. L'arcidiocesi chiede scelte di nonviolenza

All’origine del massacro gli scontri tra cartelli contrapposti del narcotraffico. Come è noto, esiste un forte legame tra la diocesi di Treviso e quella di Manaus, per la presenza nella città amazzonica dei nostri sacerdoti diocesani fidei donum e del vescovo ausiliare emerito, mons. Mario Pasqualotto.

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Brasile, rivolta in carcere a Manaus: 64 morti. L'arcidiocesi chiede scelte di nonviolenza

È di 56 vittime il bilancio, ancora provvisorio, delle vittime della grande rivolta che si è verificata nel carcere di Manaus, capitale dell’Amazzonia brasiliana. All’origine del massacro gli scontri tra cartelli contrapposti del narcotraffico scoppiati ancora il 1° gennaio e conclusisi nella mattinata di ieri, dopo 15 ore di vera e propria guerriglia. Alcune vittime sono state trovate decapitate. Gli scontri sono scoppiati tra detenuti appartenenti al “Primer Comando de la Capital”, organizzazione criminale di San Paolo, e quelli della locale “Familia do Norte”, alleata a sua volta del cartello di Rio de Janeiro “Comando Vermelho”.

Come è noto, Manaus è un luogo molto caro alla diocesi di Treviso. Nella capitale dell'Amazzonia da vent'anni vivono dei preti diocesani della diocesi di Treviso, missionari fidei donum. Attualmente due di loro vivono nel quartiere periferico di Santa Monica. Originario della nostra diocesi è pure il vescovo ausiliare emerito, mons. Mario Pasqualotto.
Su quanto accaduto il network cattolico brasiliano Canção Nova” riporta la prima reazione dell’arcidiocesi, che “chiede scelte di nonviolenza”, e in particolare la dichiarazione del vescovo ausiliare di Manaus, dom Jose Albuquerque Araújo: “La Chiesa di Manaus esprime grande rammarico e profonda tristezza; siamo tutti uniti nella preghiera: sacerdoti, diaconi, operatori pastorali, noi vescovi, operatori della pastorale carceraria. Ognuno sta pregando che questa situazione si risolva appena possibile. Sappiamo delle grandi sfide delle carceri in Brasile e qui a Manaus la situazione non è diversa. Tutto questo ci porta grande tristezza e apprensione. Tutta la città è in stato di allerta”. Il vescovo esprime la speranza che il Governo statale e l’Amministrazione locale, assieme alla Polizia, possano risolvere la situazione, soprattutto, “per il bene di quei prigionieri che sono spesso vittime di violenza, e anche per i loro familiari, che vivono questo momento con molta apprensione, tristezza e la paura che la situazione sfugga di mano”. Conclude dom Albuquerque: “Qui stiamo tutti pregando e ricordando le parole di Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata della pace. In tutte le comunità della nostra arcidiocesi sono state lette, su di esse abbiamo riflettuto e pregato. In effetti, questa è una situazione molto triste e ci lancia una grande sfida per affrontare la situazione nelle nostre carceri con serenità, giustizia, rispetto dei diritti umani e cercando di portare la pace nelle carceri, cosa che non sta accadendo qui a Manaus e nel nostro paese”.

Fonte: Sir
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