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Bruxelles, ancora terrore

Scene drammatiche questa mattina all’aeroporto internazionale di Zaventem, Bruxelles, dove alle 8 si sono sentite due forti esplosioni nella hall delle partenze. Il bilancio attualmente è di 34 morti.

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Bruxelles, ancora terrore

Scene drammatiche questa mattina all’aeroporto internazionale di Zaventem, Bruxelles, dove alle 8 si sono sentite due forti esplosioni nella hall delle partenze. Secondo quanto riportano i media belgi una persona avrebbe gridato qualcosa in arabo e poi ci sono stati degli spari. Un'altra esplosione invece c'è stata nella metropolitana, alla stazione di Maelbeck, nei pressi del Parlamento Europeo. Si parla di almeno 34 vittime tra i due attentati.
Il Belgio ripiomba così nel terrore dopo che, negli ultimi tre giorni, ha assistito a una vera e propria caccia all’uomo che ha portato all’arresto di Salah Abdeslam, ricercato per gli attentati di Parigi del 13 novembre.
Immediata la reazione dei vescovi del Belgio che esprimono la loro “costernazione” per l’attacco all’aeroporto di Zaventem. “I vescovi – fa sapere il direttore dell’ufficio stampa della Conferenza episcopale belga, padre Tommy Scholtes – condividono l’angoscia di migliaia di viaggiatori e le loro famiglie, gli addetti all’aviazione e le equipe di soccorso che si ritrovano ancora una volta in prima linea. Affidano alla preghiera tutta questa nuova situazione drammatica, in particolare le vittime”. La Conferenza episcopale fa inoltre sapere che i cappellani dell’aeroporto sono tutti al servizio.
I media belgi parlano di scene orribili: fumo, distruzione, sangue dappertutto e corpi volati in aria e ricaduti a terra violentemente. La zona partenze dello scalo internazionale era questa mattina piena di gente. Ora la circolazione ferroviaria verso Brussels Airport è stata interrotta, ha detto la Sncb su Twitter, e l’aeroporto è chiuso “fino a nuovo ordine”. I voli sono deviati in altri aeroporti. È scattata l’allerta massima nelle Fiandre.

Un attentato coordinato

“Ancora non ci sono notizie ufficiali però tutto lascia pensare a un attacco terroristico coordinato”. È il parere di Leandro Di Natala, analista dell’Esisc – il Centro europeo di studi sulla sicurezza con sede a Bruxelles. La tesi sarebbe sostenuta anche dal fatto che c’è stata un’esplosione nella metro tra Schuman e Maelbeek. “La cosa non stupisce – commenta Di Natala – visto che il Belgio da anni è un territorio fertile per il salafismo jihadista militante, per cui è probabile che possa essere la dimostrazione di forza da parte dello Stato islamico – anche se, ripeto, non c’è alcuna rivendicazione ufficiale al momento – in un posto in cui i terroristi, come ha dimostrato la vicenda di Salah Abdeslam, possono contare su un supporto logistico consistente”. Riguardo a una correlazione tra le esplosioni di oggi e l’arresto di Abdeslam, Di Natala dice: “Non c’è alcuna rivendicazione ufficiale, però la tempistica è quanto meno sospetta, per cui è possibile che ci sia una correlazione soprattutto per l’impatto mediatico dell’arresto che è stato propagandato come una grande vittoria e, quindi, da un punto di vista comunicativo è oggi il tempo perfetto per i terroristi per effettuare un attacco terroristico”.
“Questi ragazzi – prosegue l’esperto – sono stati reclutati dallo Stato islamico in Belgio. Sono cresciuti insieme e possono contare su reti informali molto forti. Abdeslam è stato nascosto da una famiglia di Molenbeek e si è nascosto per 4 mesi a Bruxelles. Questo ci deve far pensare molto”.
Ma poi Di Natala aggiunge: “Non si deve assolutamente colpevolizzare tutto l’Islam. È una branca minoritaria che si radicalizza soprattutto nelle carceri, attraverso percorsi per la maggior parte delinquenziali e attraverso reti informali che non passano nelle moschee. Però è un fenomeno che deve far aumentare le misure di sicurezza e prevedere piani di deradicalizzazione strutturati”.

Paura in città

Shawki Ibrahim Abdel-Karim Allam, Gran Mufti d’Egitto, era stato invitato a partecipare questa mattina a un’audizione alla commissione Affari esteri del Parlamento europeo sul tema del dialogo interreligioso e interculturale. Gli attentati all’aeroporto e alla stazione metro di Maalbeek, quest’ultima a due passi da Commissione e Parlamento Ue, hanno ovviamente cambiato i programmi. All’interno delle sedi istituzionali Ue, tutte concentrate nello stesso quartiere, attorno al rond-point Schuman, c’è l’ordine di non lasciare gli uffici. Le strade, a partire da Rue de la Loi, che attraversa longitudinalmente il quartiere europeo, sono presidiate dalle forze dell’ordine. Grande spiegamento di polizia ed esercito. Continuano le operazioni di soccorso ai feriti, mentre i corpi delle vittime vengono trasportati via, da aeroporto e metro, con autoambulanze e carri funebri. La città è attualmente paralizzata: fermi i mezzi pubblici sotterranei e di superficie, chiuso l’aeroporto e sotto sorveglianza le stazioni; scuole e uffici evacuati. “Venendo in ufficio questa mattina mi ero accorta di un gran movimento di polizia a sirene spiegate ma mi sono resa conto dell’accaduto solo una volta che ho guardato i siti d’informazione con lo smartphone”, spiega una funzionaria parlamentare. “Io sono venuto in ufficio prestissimo – aggiunge un eurodeputato – e ho capito della gravità della situazione solo guardando la tv. Ora qui è tutto un caos e si respira tanta paura”.

Fonte: Sir
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