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Camerun, un sacco di miglio per i più fragili: i missionari contro la fame

Una grave carestia sta colpendo il Paese africano. La mancanza di piogge ha compromesso i raccolti e intere popolazioni sono allo stremo. I religiosi presenti, alcuni anche della nostra diocesi, lanciano una richiesta d’aiuto per sostenere un progetto straordinario che rifornirà di miglio le persone più vulnerabili

Parole chiave: Camerun (5), Pime (6), carestia (2)
Camerun, un sacco di miglio per i più fragili: i missionari contro la fame

Dai 20-30 sacchi di miglio raccolti in media per famiglia a un sacco o due, a volte anche mezzo: è sintetizzata in questi numeri la situazione drammatica che stanno vivendo le popolazioni del Camerun. A segnalarla al nostro giornale è una lettera accorata di padre Rino Porcellato, missionario del Pime, per oltre trent’anni in Camerun, tra Ambam e Yaoundé, e dall’anno scorso rettore della Casa del Pime a Vallio di Roncade.
“Desidero sensibilizzare la comunità cristiana della nostra diocesi - scrive p. Rino - su questa grave crisi umanitaria nell’estremo nord del Camerun, dove operano diversi missionari del Pime, originari della nostra diocesi, tra cui padre Antonio Michielan di Rio San Martino, fratel Ottorino Zanatta di Povegliano e padre Giovanni Malvestio, di Briana. Già da qualche tempo i miei confratelli mi aggiornano sulla drammatica situazione e nel numero di giugno e luglio di «Mondo e Missione», la rivista missionaria del Pime, il superiore regionale del nostro Istituto in Camerun, padre Danilo Fenaroli, spiega come si sta cercando di far fronte all’emergenza. “Da quando sono in Camerun, in 28 anni, non ho mai visto nulla del genere” spiega nell’intervista ad Anna Pozzi. Padre Danilo vive a Mouda, nell’estremo Nord del Paese, una regione molto povera, vulnerabile dal punto di vista climatico. La siccità che sta attanagliando la regione ha provocato una delle peggiori carestie mai vissute in questa zona, che pure è colpita ciclicamente dalle carestie. I segnali d’allarme c’erano già tutti negli scorsi mesi. Ma non è stato fatto nulla per venire incontro alle migliaia di famiglie che stentano a sopravvivere.
Ma sono l’intero bacino del lago Ciad e la regione più estesa del Sahel a essere colpiti da una carestia che arriverebbe a interessare circa sette milioni di persone. Le piogge si sono ridotte della metà causando la perdita dei raccolti. “Conosco famiglie che stanno morendo di fame - sottolinea padre Danilo -. E adesso che la stagione secca sta finendo, non hanno assolutamente nulla di cui nutrirsi”. Il costo del miglio è raddoppiato, perché c’è chi specula sulla carestia: un sacco di miglio di 120 chili circa, che a Garoua – un po’ più a sud – costava attorno ai 12/13 mila franchi Cfa (20 euro circa), nell’estremo nord è arrivato a superare i 25 mila franchi Cfa, ovvero quasi 40 euro. Un prezzo totalmente inaccessibile per la maggior parte delle famiglie che, già in situazioni normali, vivono in estrema povertà. Anche la questione dell’approvvigionamento dell’acqua è una grande sfida in una regione semidesertica. La Fondazione Bethléem, fondata da padre Danilo 20 anni fa e impegnata in particolare nell’accoglienza e nel sostegno a orfani, vedove e persone disabili, oltre che alla formazione professionale, sta realizzando numerose trivellazioni per realizzare pozzi, ma poiché non ci sono state piogge anche le falde sono quasi a secco.
Di fronte a questo dramma la Fondazione Pime onlus ha deciso di intervenire inviando un aiuto straordinario a padre Danilo per poter intervenire al più presto in soccorso delle situazioni più critiche. Nello stesso tempo però chiede l’aiuto dei propri benefattori per continuare nel tempo a dare risposte a questa gente. “L’obiettivo - spiega padre Rino Porcellato - è identificare le persone più vulnerabili (vedove con figli, famiglie numerose e disabili) e fornire circa 1.700 sacchi di miglio a 8.500 beneficiari dei distretti di Mayo Kani e Mayo Danay. Il costo del progetto è di 62.199 euro.
Per questo motivo è stato aperto il Progetto di emergenza S136 Carestia estremo Nord Camerun. Chi volesse contribuire può farlo in diversi modi, anche contattando i missionari del Pime a Vallio: conto corrente postale n. 39208202 intestato a Fondazione Pime onlus; bonifico bancario a Fondazione Pime onlus, Credito Valtellinese S.C. sede di Milano San Fedele Iban IT 11 W 052160163 0000000005733 BIC BPCVIT2S, versamento in contanti ai missionari della casa di Vallio. (A.C.)

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