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Drammatica testimonianza di una volontaria di Maser da Bangui

Centrafrica: l'orrore continua. C'è urgenza di medicinali

Neppure il Natale ha portato pace in Centrafrica, un paese distrutto dal colpo di Stato della scorsa primavera e dai successivi scontri, che hanno provocato un numero impressionante di profughi e rifugiati. L’intervento delle forze francesi non ha avuto grandi effetti e gli scontri sono ripresi con violenza.Servono soprattutto medicinali, che vengono raccolti dalla Caritas tarvisina. Durante il periodo di Natale ci sono giunti in redazione i puntuali resoconti di Monica Colla (nella foto), originaria di Maser, che ha lasciato il posto di insegnante di ruolo per andare in Africa (attualmente lavora con l’ong Amici del Centrafrica) e l'appello di una dottoressa che lavora per la stessa ong

Parole chiave: Centrafrica (13), Repubblica Centrafricana (7), Africa (46), armi (22), ong (9), guerra (271), pace (264), missioni (38), volontariato internazionale (5)
Al centro Monica Colla, volontaria di Maser, nel corso della sua attività a Bangui

Neppure il Natale ha portato pace in Centrafrica, un paese distrutto dal colpo di Stato della scorsa primavera e dai successivi scontri, che hanno provocato un numero impressionante di profughi e rifugiati. L’intervento delle forze francesi non ha avuto grandi effetti e gli scontri sono ripresi con violenza.
Durante il periodo di Natale ci sono giunti in redazione i puntuali resoconti di Monica Colla (nella foto), originaria di Maser, che ha lasciato il posto di insegnante di ruolo per andare in Africa. Attualmente lavora con l’ong Amici del Centrafrica. Scriveva Monica da Bangui lo scorso 29 dicembre: “In questi giorni, dopo gli attacchi alla presidenza per un ennesimo tentativo di colpo di stato ci siamo ritrovati con le suore che vivono qui con noi a riflettere  su cosa possiamo fare. Dopo la visita al campo profughi che si è creato nella nostra parrocchia, e dopo aver ascoltato il grido di aiuto che ci viene dal parroco, oramai troppo provato dai 10.000 rifugiati che ospita, con 240 mamme incinte, i primi bambini che cominciano a nascere, le liti interne al campo da gestire... abbiamo deciso anche noi di aprire nuovamente i cancelli della nostra scuola per accogliere altri profughi, circa un migliaio di persone”.
La situazione umanitaria si fa di giorno in giorne semrpe più pesante. Non è facile reperire acqua, alimenti, medicinali per tutti. I quartieri sono completamente svuotati, la gente scappa e si rifugia dove può. “Le cose da fare sono tante, il lavoro non manca, e noi non ci scoraggiamo, ma la cosa più difficile è riuscire a consolare le persone. Gente che ha perso dei familiari, la casa, che vive in campi profughi, dove sta perdendo anche la propria dignità. Come fare per riuscire a passare un messaggio di speranza e di pace?”, si chiede Monica. Drammatiche le parole della dottoressa Patrizia Emiliani, che opera sempre a Bangui: “50.000 persone vagano per le strade come fantasmi, le missioni cattoliche traboccano di profughi, maggiormente donne e bambini”. All’aeroporto sono ammassati in 40mila, nell’arcivescovado e nel seminario in 20mila”.
C’è bisogno, in questo momento, soprattutto di medicinali: “Abbiamo una media di 70/80 malati al giorno, principalmente bambini”.
 sta promuovendo una raccolta di medicinali, che farà arrivare in Centrafrica attraverso un canale sicuro. Per conoscere la lista inviata dai medici che sono in Centrafrica tel. 0422 546585, e-mail caritas@diocesitv.it, oppure consultare il nostro sito www.lavitadelpopolo.it, dove è possibile trovare anche le testimonianze dirette di Monica Colla e Patrizia Emiliani.

Allegato: Appello per medicinali.pdf (40,06 kB)
Centrafrica: l'orrore continua. C'è urgenza di medicinali
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