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Dare forma alla pace insieme

Il 21 settembre è la Giornata internazionale della Pace. Nata nel 1981 grazie a una risoluzione delle Nazioni Unite, invita gli Stati, le organizzazioni e gli individui a promuovere azioni educative per sensibilizzare sul tema della pace globale

Dare forma alla pace insieme

Istituita il 30 novembre 1981 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione 36/67, la Giornata internazionale della Pace nasce dalla volontà di creare un giorno all’insegna della pace mondiale e della nonviolenza.
Dal 2001 si celebra il 21 settembre di ogni anno, giorno nel quale gli Stati membri dell’Onu, le organizzazioni governative e non, gli individui sono invitati a promuovere azioni educative per sensibilizzare sul tema della pace globale.

Il senso. E’ un’iniziativa fondamentale in un mondo afflitto dalle guerre: da quelle tristemente note, come Siria, Yemen, Mali e Libia, ai conflitti meno veicolati mediaticamente, come quelli che interessano tantissime minoranze nel mondo. La Giornata ha lo scopo di far luce su queste guerre perché il primo passo per la fine delle ostilità risiede nella consapevolezza comune che la guerra è sempre ingiusta. Guerre che uccidono, privano le persone anche dei bisogni più elementari e, non ultimo, rubano l’infanzia a milioni di bambini nel mondo.

Il tema del 2020. Il tema per il 2020 è “Shaping Peace Together”, che possiamo tradurre con “Creiamo la pace insieme”. Il titolo scelto dalle Nazioni Unite rispecchia la situazione attuale, nella quale siamo tutti impattati dalla pandemia da Covid-19. Il nemico che dobbiamo affrontare è uguale per tutti e solo uniti possiamo proteggere noi stessi e gli altri. Già a marzo, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres aveva invitato tutte le parti in conflitto a deporre le armi e concentrarsi sulla battaglia contro questa pandemia globale senza precedenti. Il tema ci invita a ripensare agli obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030 e in particolare all’obiettivo 16 (Pace, giustizia e istituzioni solide).

Covid-19 e generazione perduta. A sei mesi dalla dichiarazione da parte dell’Oms della pandemia di Covid-19, l’impatto del virus sta assumendo dimensioni catastrofiche, esacerbando ulteriormente le disuguaglianze esistenti e lasciandosi dietro una generazione perduta di bambini. Sempre più lontano il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo, soprattutto se si guarda a quello che potrebbe succedere ai minori nei prossimi anni: solo nel 2020, 117 milioni di bambini in più, al mondo, potrebbero cadere in povertà; 9,7 milioni di minori rischiano di non tornare mai più a scuola, 80 milioni di bambini rischiano di non poter ricevere vaccini essenziali. Gravi conseguenze sui minori che non risparmiano neanche il nostro Paese: entro la fine dell’anno, in Italia, un milione di minori in più potrebbero scivolare nella povertà assoluta, il doppio rispetto a quelli del 2019.  
Dinanzi ai dati quotidiani su questa pandemia è importante affrontarne gli effetti tutti insieme, come il Papa la scorsa domenica ha ammonito.

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