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Il Papa si reca all'ambasciata russa, "preoccupato per la guerra"

“Il Papa si è recato all’ambasciata russa presso la Santa Sede, in Via della Conciliazione. Lo ha confermato ai giornalisti il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, precisando che il Santo Padre “si è trattenuto poco più di mezz’ora”.

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Il Papa si reca all'ambasciata russa, "preoccupato per la guerra"

“Il Papa si è recato all’ambasciata russa presso la Santa Sede, in Via della Conciliazione, perché preoccupato per la guerra”. Lo ha confermato ai giornalisti il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, precisando che il Santo Padre “si è trattenuto poco più di mezz’ora”.

Mons. Pezzi: "Un bel segno"

“Un bel segno”. Con queste parole mons. Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca e presidente dei vescovi russi, definisce al Sir la notizia diffusa dalla Sala stampa vaticana che il Papa si è recato questa mattina all’ambasciata russa presso la Santa Sede, in via della Conciliazione a Roma, perché “preoccupato per la guerra”. “Innanzitutto è una notizia che mi ha reso molto felice”, confida subito l’arcivescovo Pezzi: “È una notizia che può solo che rallegrarci perché il Papa è capace di questi gesti ed è capace anche di farsi ascoltare. Per cui realmente questi passi diplomatici sono sempre i benvenuti: ogni passo che possa scongiurare un peggioramento di una situazione che è già di conflitto, può essere visto positivamente. In ogni caso è un bel segno”. Questa mattina, l’arcivescovo Pezzi aveva detto al Sir di seguire con “preoccupazione e non nascondo anche con angoscia” la situazione del conflitto in Ucraina. “Oggi con i vescovi cattolici della Russia – dice l’arcivescovo – abbiamo scritto una lettera a tutti i nostri fedeli richiamando innanzitutto al fatto che quanto sta avvenendo può farci gettare la spugna, porci nello scoraggiamento, invece questo è proprio il momento in cui occorre intensificare la preghiera e il digiuno. Occorre cioè non pensare che noi non possiamo fare nulla. Noi possiamo fare molto e questo molto sono la preghiera e il digiuno”. In questo momento così tragico per la storia dei due Paesi ma di tutta l’Europa, l’arcivescovo richiama anche alla “necessità della riconciliazione”. “Il rischio più grosso – osserva – è che insieme allo scoraggiamento vincano anche una certa tendenza al cinismo e invece per noi Cristo ha già vinto. È questa la nostra speranza cristiana, questo è ciò a cui ci invita il Papa”.

Nella lettera alle comunità cattoliche del Paese, i vescovi russi hanno scritto: “Noi, come tutti voi, siamo profondamente scioccati dal fatto che, nonostante gli enormi sforzi di riconciliazione, il conflitto politico tra Russia e Ucraina si sia trasformato in uno scontro armato”. “Questo scontro porta morte e distruzione e minaccia la sicurezza del mondo intero. Ciò che unisce i popoli dei nostri paesi non è solo una storia comune, ma anche una grande sofferenza comune che ci è caduta addosso in passato a causa della follia della guerra. I nostri popoli meritano la pace, non solo come assenza di guerra, ma come pace che consiste in una ferma determinazione a rispettare gli altri popoli, gli altri Paesi e la loro dignità”. I vescovi ricordano infine che quanti sono responsabili della tragica escalation, “dovranno rendere conto rigorosamente delle azioni militari che hanno intrapreso. Dopo tutto, il corso dei secoli futuri dipende in gran parte dalle loro attuali decisioni”.

Arcivescovo Shevchuk: "Spinta per il dialogo"

Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, accoglie “con favore la visita del Santo Padre all’ambasciata della Federazione Russa presso la Santa Sede e auspica che il colloquio rappresenti una ulteriore spinta perché il dialogo prevalga sulla forza”. Lo fa sapere una nota del segretariato dell’arcivescovo maggiore di Kiev che aggiunge: “Il popolo ucraino che si sta difendendo coraggiosamente, grida al mondo: ‘Fermate la guerra’”.

Fonte: Sir
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