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Il medico sandonatese Enzo Facci parte per l'Etiopia con il Cuamm

Va a Wolisso, in Etiopia a dirigere un ospedale di circa 200 posti letto, che serve una popolazione di oltre 1.200.000 persone. Una partenza inizialmente prevista a marzo ma poi rimandata, così come la pensione, a causa della prima ondata di Covid19. Insieme a lui, la moglie Anna, che condivide la sua scelta, per un anno e forse anche di più.

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Il medico sandonatese Enzo Facci parte per l'Etiopia con il Cuamm

Parte mercoledì 16 dicembre, Enzo Facci, ex-primario di Chirurgia a Rovigo, ora in pensione. Va a Wolisso, in Etiopia a dirigere un ospedale di circa 200 posti letto, che serve una popolazione di oltre 1.200.000 persone. Una partenza inizialmente prevista a marzo ma poi rimandata, così come la pensione, a causa della prima ondata di Covid19. Insieme a lui, la moglie Anna, che condivide la sua scelta, per un anno e forse anche di più.

64 anni, originario di San Donà di Piave, è stato primario di Chirurgia a Trecenta, prima (dal 2009 al 2017) e a Rovigo poi (dal 2017 al 2020). Persona molto stimata per la sua professionalità e competenza, ha deciso di mettersi al servizio dei più poveri.

«Ho conosciuto Medici con l’Africa Cuamm negli anni dell’Università, ma mi sono davvero avvicinato a questa Ong dopo la laurea – racconta Enzo Facci -. Nel 1984 ho prestato servizio civile a North Kinangop in Kenya (27 mesi), poi sono stato Tanzania a Ikonda per due anni tra il 1990 e il 1992. Ora che sono in pensione, il tempo è maturo per tornare». E prosegue: «Ci ho pensato molto, la mia vita è stata una benedizione continua. Non mi aspettavo di raggiungere i traguardi umani e professionali che ho ottenuto. Sono stato costantemente inondato di Grazia. Quando sei fortunato, devi restituire e condividere. Non mi sembra possibile tenere tutto per me. Poi c’è il tema della trasmissione della professione: a una certa età puoi trasmettere quello che hai imparato, quello che altri hanno insegnato a te e che tu puoi a tua volta trasmettere. Anche questa è una forma di condivisione che sento forte».

L’Etiopia è stata di recente sotto i riflettori per la situazione, ancora non risolta, di forte instabilità e per la guerra scoppiata nel nord, nella regione del Tigray, che mira all’indipendenza dal governo. Migliaia le persone che hanno perso la vita, per motivi etnici, e che sono dovute fuggire in Sudan.

L’ospedale di Wolisso si trova nella regione del South Omo, lontano dagli scontri, anche se la stabilità, in tutto il paese, rimane un nodo critico. Ma Enzo Facci non è preoccupato e sottolinea: «L’entusiasmo con cui parto è quello di sempre, perché ci ho sempre pensato. È il desiderio di quando eri ragazzo di cui ti riappropri. Mi aspetto di fare un po’ di bene. Di dare una mano. Incontrerò popoli nuovi che devo imparare a capire. Saranno essenziali, come bagaglio, ascolto, e tanta umiltà per entrare nel loro mondo».

Fonte: Comunicato stampa
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