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L'avanzata islamica infiamma l'Africa subsahariana

Due sacerdoti vicentini e una suora sono stati sequestrati nel nord del Camerun, ai confini con Nigeria e Ciad. In una zona tranquilla fino a qualche anno fa ed ora diventata base degli estremisti islamici nigeriani di Boko Haram.

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I due misssionari rapiti in Camerun

Dopo che Osama bin Laden dichiarò guerra agli Stati Uniti e dopo la distruzione delle torri gemelle a New York, avvenuta l’11 settembre del 2001, nel nord della Nigeria molti giovani hanno iniziato ad indossare magliette raffiguranti il volto del saudita. Le sue gesta affascinavano e infiammando molti islamici africani che fino a quel momento avevano vissuto un islam moderato, capace di convivere con le altre religioni.
L’islam africano è diverso da quello arabo, il primo è legato alla misura della cultura sapienziale africana, il secondo ha in sé il seme della conquista. In questi ultimi anni si sta passando dal primo al secondo. Concretamente, alla figura del marabutto, il saggio del villaggio, si è affiancato o sostituito un imam formato con idee provenienti dal mondo arabo, finanziato dai paesi arabi. Nel frattempo, equilibri decennali sono stati compromessi con la caduta del potere di Gheddafi in Libia, Ben Ali in Tunisia, Mubarak in Egitto. Quando calpesti un fuoco le scintille possono andar lontano se il vento le porta via, così è stato nella zona sub sahariana: uomini e armi sono passate dalla Libia al Mali, al Niger e alla Nigeria. Si aggiunga il fatto che da molto tempo cristiani e islamici si combattevano per i pascoli, con morti da ambe le parti: la miscela esplosiva è pronta. Il gruppo nigeriano Boko Haram è diventato ben più che un gruppo sparuto di terroristi.
Becco d’anatra
Il nord del Camerun assomiglia ad un becco d’anatra. Si trova incastrato tra la Nigeria e il Ciad. In quella zona la maggior parte degli abitanti è islamica, mentre oltre metà della popolazione del Camerun è cristiana.
In quella regione avvengono molti traffici illegali. Fino a poco tempo fa il più pericoloso era il contrabbando di benzina (anche 60 litri alla volta) su biciclette senza freni che andavano in discesa per strade disseminate di buche: autentiche bombe su ruota. Ora le “esigenze commerciali” hanno portato ad un nuovo traffico: quello delle armi per i terroristi.
Fino a 4 anni fa potevi attraversare quelle zone senza nessuna difficoltà, magari per visitare il parco nazionale Waza. Da due anni è proibito passare per quella regione se non carichi due militari a tua protezione sull’automobile. Boko Haram ha qui una delle sue basi, perché è appoggiata da parte della popolazione, perché il territorio è lontano dalla capitale Yaundé e vicino alla Nigeria, difficile quindi da controllare. Proprio qui Boko Haram è stata bombardata da aerei nigeriani con il consenso delle autorità camerunensi. Assume consistenza la minaccia di Boko Haram, il quale ha intimato al governo camerunense di non aiutare il governo della Nigeria a combatterli. Recentemente è arrivato a minacciare ritorsioni per un carico d’armi sequestrato e destinato a loro.
Sequestri
Si spiega così il rapimento dei due sacerdoti di Vicenza, don Giampaolo Marta di 47 anni in Camerun dal 2004 e don Gianantonio Allegri di 57 anni (nella foto) in missione solo da un anno (ne aveva già fatti 10 anni nella stessa missione prima di essere parroco a Schio), che sono stati sequestrati nella notte tra il 4 e il 5 aprile da uomini armati nella parrocchia di Tchère, nella zona del becco d’anatra. Insieme ai due sacerdoti è stata rapita anche una suora canadese di 80 anni, suor Gilberte Bissiere della Divina volontà di Bassano del Grappa. Tutto fa sperare che il rapimento si concluda bene, come è stato per un sacerdote francese sequestrato e poi liberato nei mesi scorsi.
I nostri missionari in Ciad conoscono bene i sacerdoti di Vicenza e quelle missioni; pur colpiti dalla notizia non hanno timore per la loro incolumità. Essi vivono in una zona tranquilla; la maggioranza della popolazione di Fianga è di etnia tupurì, non sono islamici. L’islam presente è “africano” perciò non temono nulla dai loro vicini. Inoltre il governo ciadiano è deciso contro l’islam di stampo terrorista (vedi il Mali).

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