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Le vacanze speciali di sei giovani trevigiani tra i profughi siriani

Un’esperienza estiva straordinaria per sei giovani trevigiani della Caritas tarvisina tra profughi siriani e giovani giordani nella parrocchia di Al-Mafraq, nel nord della Giordania. La testimonianza di Annalisa Milani, che li ha accompagnati

Parole chiave: Al Mafraq (1), Siria (58), Giordania (7)
Le vacanze speciali di sei giovani trevigiani tra i profughi siriani

Al-Mafraq (Nord Giordania), una chiesa cristiana-latina di frontiera (a 20 km dal confine con la Siria), un centro Caritas che opera ogni giorno con centinaia di famiglie profughe siriane: è questo il luogo dove stanno trascorrendo due settimane Serena, Annalisa, Alessandro, Sara, Marta e Giovanni (Caritas Chioggia). Le giornate passano intensissime tra visita alle famiglie siriane profughe, alle famiglie giordane cristiane in difficoltà,  giochi con i piccoli siriani per strappare, per qualche minuto, un sorriso a questi bambini che stanno vivendo le conseguenze di una terribile guerra, e da ultimo incontri, discussioni con i giovani giordani della parrocchia che vivono in un contesto molto “chiuso” (nella foto laboratorio di disegno con Serena e alcune ragazze). Il tempo a disposizione è pochissimo, ma si gettano ponti che si spera diano frutto, nel corso del tempo, fino ad un gemellaggio tra la diocesi di Treviso e questa parrocchia di “frontiera” dove i cristiani sono una minoranza di 500 famiglie su 300 mila musulmani. Io e Giorgio, mio marito, percorriamo questo luogo da quattro anni, e quest’anno, grazie alla Caritas Tarvisina, speriamo di aver piantato un seme di condivisione a lungo termine. Inschallah, Grazie a Dio, come sempre ci ripete il parroco, abuna Francesco!

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