Mondo
stampa

Migranti, il miraggio di Ceuta sognando l'Europa

In diecimila hanno cercato di entrare nel Continente attraverso l'enclave spagnola. Migliaia sono poi dovuti ritornare in territorio marocchino. Tra chi attende anche 1.500 minori. C'è inoltre chi tenta di raggiungere le isole Canarie nell'oceano Atlantico, partendo dal Marocco, ma anche dal Senegal o dal Gambia

Migranti, il miraggio di Ceuta sognando l'Europa

Nelle ultime due settimane sono oltre 10mila i migranti che hanno cercato di entrare in Europa attraverso l’appendice coloniale spagnola di Ceuta, un fazzoletto di terra africana di fronte a Gibilterra. In migliaia sono dovuti rientrare - sia forzatamente che volontariamente - in territorio marocchino. Gli altri sperano di raggiungere l’Europa continentale, tra i quali ci sono almeno 1.500 minori che hanno uno status di protezione speciale. Molti altri in questi mesi sono sbarcati (o hanno tentato di sbarcare) sulle isole Canarie affacciate sulla costa africana dell’oceano Atlantico. Alcuni si imbarcano dal Marocco, distante un centinaio di chilometri. Molti altri invece si sobbarcano il viaggio dal Senegal o dal Gambia, percorrendo più di 1.000 chilometri lungo la costa atlantica. La rotta è particolarmente pericolosa. Il viaggio può durare fino a una settimana e, quasi sempre, viene compiuto su barche improvvisate. Secondo le stime di una Ong spagnola, almeno un migrante su 16 muore nel tentativo di raggiungere le isole delle vacanze.

Perché i migranti sono arrivati in migliaia a Ceuta? La recente pressione al confine africano dell’Europa ha travolto la piccola enclave spagnola in Marocco. Un flusso consentito dalle autorità marocchine a seguito dello strappo diplomatico con la Spagna. Tensioni montate dopo che l’intelligence marocchina ha scoperto che Ghali, il capo del Fronte Polisario, l’organizzazione che chiede l’indipendenza del Sahara occidentale dal Marocco, era stato ricoverato in un ospedale di Logroño, non lontano da Saragozza, la sera del 21 aprile scorso.

Nel solco dell’avvicinamento del mondo sunnita-arabo a Israele, avvenuto sotto l’egida dell’amministrazione Trump, con i cosiddetti Accordi di Abramo, il 10 dicembre 2020 gli Stati Uniti hanno riconosciuto la piena sovranità marocchina sul Sahara Occidentale. D’altro canto, circa 40 anni di risoluzioni dell’Onu chiedono un referendum in cui la popolazione Saharawi, popolo di rifugiati politici che vive nel deserto dell’Algeria dopo l’occupazione marocchina della loro terra, decida per l’indipendenza o l’accettazione della sovranità marocchina.

Ceuta, con 85.000 abitanti, si trova come frontiera di terra tra Europa e Africa. Dopo la caduta di quello di Berlino è stata la Spagna, tra il 1995 e il 2005, a costruire i lunghi muri che, con alte reti e filo spinano, circondano la città Ceuta e quella di Melilla.

Fino a qualche giorno fa sembrava impenetrabile, finché in molti hanno deciso di raggiungerla a nuoto e la polizia marocchina non ha allentato i controlli ai varchi di accesso. Ceuta, ricca città di frontiera e di incontro tra culture, si trova così a vivere con incertezza e preoccupazione la “valanga migratoria”. Le barriere, erette alla fine del secolo scorso, in realtà sono due, parallele, a distanza di qualche metro una dall’altra, con posti di vigilanza alternati e camminamenti per il passaggio di veicoli adibiti alla sicurezza. Ci sono poi dei cavi sul terreno che connettono una rete di sensori elettronici acustici e visivi. La barriera è dotata di un’illuminazione ad alta intensità, di un sistema di videocamere di vigilanza a circuito chiuso e strumenti per la visione notturna. Il costo, sostenuto dall’Unione europea, è stato di quasi 50 milioni di euro.

Dalle notizie che rimbalzano nei media quello che si capisce è che il Marocco è un “gendarme” meno cruento della Turchia e sicuramente meno della Libia, ma resta un tassello del sistema di esternalizzazione delle frontiere che l’Europa da tempo utilizza. Con tutti i rischi che questo comporta, compresa una dose di “ricatto” implicito di questi accordi. Oltre alla questione del popolo Saharawi, secondo molti osservatori il Marocco potrebbe aver allentato di recente i controlli sui flussi dei migranti per avere una leva contrattuale in più al tavolo delle trattative con l’Europa, in vista del rinnovo degli accordi per la gestione dei flussi migratori dal Maghreb.

Tutti i diritti riservati
Migranti, il miraggio di Ceuta sognando l'Europa
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento