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Migranti nel Mediterraneo, c'è l'accordo: le navi attraccano a Malta. Ripartizione in otto Paesi

“Siamo contenti che si sia riusciti ad arrivare a una soluzione europea, anche se questo ha preso molto tempo e dimostra che sia necessario organizzarsi per avere una soluzione redistributiva immediata. Non è possibile che lo scarico sia condizionale al raggiungimento di un accordo tra Stati membri”. Lo afferma al Sir Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch.

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Migranti nel Mediterraneo, c'è l'accordo: le navi attraccano a Malta. Ripartizione in otto Paesi

“Ringraziamo Jean-Claude Juncker, Dimitris Avramopoulos e Martin Selmayr per l’importante aiuto nel trovare una soluzione per Sea Watch 3 e per il trasferimento dei migranti salvati da Malta”: così, nella mattinata di oggi scorso il premier della Valletta, Joseph Muscat, annunciando un accordo sui migranti soccorsi nel Mediterraneo. Il riferimento al contributo del presidente della Commissione Ue, al commissario per le Migrazioni, gli Affari interni e la Cittadinanza e al segretario generale della Commissione Ue era contenuto in un messaggio diffuso via Twitter.

In questo modo, Muscat ha annunciato che l’accordo con l’Unione Europea è stato trovato e che a breve i naufraghi a bordo delle navi delle ong Sea Watch e Sea Eye saranno trasbordati su mezzi militari maltesi e portati a terra per poi essere redistribuiti tra otto Paesi europei. Martedì Germania e Olanda hanno aumentato la loro disponibilità a 50 migranti a testa. L’Italia prenderà una quindicina di persone e altri quattro Paesi hanno acconsentito a prendere piccoli gruppi. Gli altri Paesi che hanno dato la disponibilità sono Francia, Portogallo, Irlanda, Romania e Lussemburgo.

“Siamo contenti che si sia riusciti ad arrivare a una soluzione europea, anche se questo ha preso molto tempo e dimostra che sia necessario organizzarsi per avere una soluzione redistributiva immediata. Non è possibile che lo scarico sia condizionale al raggiungimento di un accordo tra Stati membri”. Lo afferma al Sir Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch, appena ricevuta la notizia dello sbarco a Malta delle 49 persone di Sea Watch e Sea Eye, autorizzato dopo lunghissimi giorni di trattative. Sea-watch ringrazia “tutta la società civile che si è mossa in questi giorni e ha dimostrato una grande solidarietà”. In particolare, le organizzazioni di United4Med, che hanno dato il loro supporto, e “tutte le persone che si sono rese disponibili su ogni livello, dai porti al cibo. Per noi significa tantissimo perché dimostra che c’è un’Europa diversa”. “Siamo contenti di poter finalmente liberare le persone che sono imprigionate da quasi 20 giorni a bordo. Ci rendiamo conto dello sforzo di Malta che non può farsi carico degli sbarchi di tutte le navi soccorse  anche al di fuori della propria area Sar. Crediamo che sia responsabilità degli Stati membri trovare un accordo sulla redistribuzione, ma non è possibile aspettare 20 giorni per uno sbarco perché non riescono ad accordarsi”.

Fonte: Sir
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