Mondo
stampa

Migranti: sul tavolo europeo questione che scotta

Richiamo del commissario Avramopoulos: “Non si tratta solo di una responsabilità italiana, maltese o spagnola. E’ una responsabilità europea e richiede una risposta europea”.

Parole chiave: polemiche (2), migranti (204), italia (89), europa (128), immigrazione (71), mediterraneo (29), profughi (255), rifugiati (151), spagna (9), francia (33)
Migranti: sul tavolo europeo questione che scotta

Finché l’Italia ha accolto i migranti in arrivo attraverso il Mediterraneo ha ottenuto unanimi ringraziamenti e pacche sulle spalle. Non appena il nuovo governo ha deciso di lasciare in mare l’Aquarius con 629 persone a bordo, sono scoppiate le contraddizioni in Europa. Che, si badi bene, non sono da imputare a un generico “Bruxelles”, ma da intestare alla irresponsabilità e all’inazione dei governi dei Paesi membri.
Così la plenaria dell’Europarlamento in corso a Strasburgo si sta tramutando in un processo al governo Conte-Salvini, in una battaglia in campo aperto tra le tre istituzioni comunitarie (Parlamento, Commissione, Consiglio) e tra esponenti dei 28 Paesi membri. Lo stop imposto all’Aquarius, fra gli errori che comprende, dal canto suo ha il merito di riproporre su scala europea la questione migranti, che fa dire al commissario Dimitris Avramopoulos: “Non si tratta solo di una responsabilità italiana, maltese o spagnola. E’ una responsabilità europea e richiede una risposta europea”.
Già, ma i governi europei sono divisi. Quello di Madrid tende una mano a Roma e si rende disponibile a far attraccare l’Aquarius, salvo poi affermare che potrebbero esserci “conseguenze penali” per l’Italia per non aver soccorso persone a rischio della vita. Partono poi le bordate da Parigi: su tutte, quella del presidente Emmanuel Macron che definisce l’atteggiamento del governo gialloverde “cinico” e “irresponsabile”. Replica Palazzo Chigi: “L’Italia non accetta lezioni ipocrite da Paesi che in tema di immigrazione hanno sempre preferito voltare la testa dall’altra parte”. Del resto il neonato governo italiano cerca sponda in Paesi, come Ungheria e Austria, che finora non hanno mosso un dito per accogliere rifugiati provenienti dall’Italia.
Stallo su Dublino
Anche in emiciclo si discute animatamente. Gli eurodeputati italiani in particolare litigano scambiandosi le parti sostenute fino a qualche settimana fa: Pd all’attacco, Lega e Cinquestelle a difendere a spada tratta il governo. Dai banchi del Parlamento si levano tantissime voci di ringraziamento all’Italia, che più di ogni altro Stato ha fatto e sta facendo per accogliere richiedenti asilo.
Nel frattempo si intravede un nuovo Consiglio europeo (28-29 giugno, dove siedono i capi di Stato e di governo) in stallo sulla riforma dell’asilo e sulle migrazioni. Il capogruppo dei liberali, Guy Verhofstadt, lascia intravedere la possibilità di trascinare il Consiglio europeo di fronte alla Corte europea di giustizia “per incapacità di agire” nel caso non giungesse a un accordo per rivedere il regolamento Dublino III.
Triplicare i fondi
Mantiene invece i nervi saldi il commissario Avramopoulos. E a Strasburgo illustra le proposte della Commissione sul bilancio pluriennale dell’Unione per la voce migrazioni e frontiere. “Prevediamo di triplicare i fondi”, spiega, portandoli dagli attuali 13 a quasi 35 miliardi per il periodo 2021-2027, divisi in due principali capitoli: frontiere e sicurezza da una parte, asilo e migrazione dall’altra. La gran parte dei soldi, oltre 21 miliardi, andrebbe al capitolo frontiere; per accoglienza e asilo ci si fermerebbe a 10 miliardi circa. Sfide più grandi – afferma Avramopoulos – richiedono maggiori risorse”. Poi, sollecitato dai giornalisti, il commissario torna sul caso-Aquarius: “Esso ci ricorda che la migrazione non è faccenda teorica, ma concreta perché riguarda gli esseri umani”.
Avramopoulos sostiene che “si è lavorato negli ultimi tre anni per costruire una politica migratoria europea”, che gli arrivi sono diminuiti e infine riepiloga: “L’aumento dei finanziamenti sarà fondamentale per rendere più sicure le nostre frontiere esterne, continuare a concedere protezione a coloro che ne hanno bisogno, sostenere maggiormente la migrazione legale e gli sforzi d’integrazione, contrastare la migrazione irregolare.
Due capitoli
Sono quindi due i capitoli del bilancio Ue cui assegnare fondi per il periodo di programmazione finanziaria 2021-2027. Il primo è la protezione delle frontiere esterne dell’Unione. La Commissione propone di allocarvi 21,3 miliardi di euro. Il secondo capitolo è appunto quello più propriamente inerente la migrazione. La Commissione propone in questo caso di aumentare i finanziamenti del 51%, fino a raggiungere 10,4 miliardi di euro nel quadro del rinnovato Fondo Asilo e migrazione. “Il Fondo sosterrà gli sforzi degli Stati membri in tre settori chiave: asilo, migrazione legale e integrazione, lotta alla migrazione illegale e rimpatrio”.

Tutti i diritti riservati
Migranti: sul tavolo europeo questione che scotta
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento