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Morto a Cuba all'età di 100 anni il missionario salesiano Bruno Roccaro, originario di Scorzè, "storia viva della Chiesa cubana"

In una lettera diretta a padre Wilgen Canio, delegato dei Salesiani a Cuba, mons. Emilio Aranguren Echeverría, vescovo di Holguín e presidente della Conferenza dei vescovi cattolici cubani (Cocc), ricorda che il religioso è stato un “infaticabile missionario” e mette in evidenza il suo ruolo centrale nello sviluppo della Chiesa cubana negli ultimi decenni. Nato a Scorzé, in provincia di Venezia e in diocesi di Treviso, il 23 luglio 1920, Bruno Roccaro era l’ultimo dei 17 figli di Maria Bertolin e Pietro Francesco Roccaro.

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Morto a Cuba all'età di 100 anni il missionario salesiano Bruno Roccaro, originario di Scorzè, "storia viva della Chiesa cubana"

Ampia eco e cordoglio ha suscitato a Cuba la morte, avvenuta il 3 novembre, di padre Bruno Roccaro, missionario salesiano originrio di Scorzè, che aveva compiuto 100 anni lo scorso 23 luglio e viveva nell’isola caraibica da 50 anni. Come ricorda l’agenzia Ans citando le parole dei confratelli, padre Roccaro può essere considerato “la storia viva della Chiesa cubana, italiano per nascita, cubano per vocazione”.

In una lettera diretta a padre Wilgen Canio, delegato dei Salesiani a Cuba, mons. Emilio Aranguren Echeverría, vescovo di Holguín e presidente della Conferenza dei vescovi cattolici cubani (Cocc), ricorda che il religioso è stato un “infaticabile missionario” e mette in evidenza il suo ruolo centrale nello sviluppo della Chiesa cubana negli ultimi decenni. Prosegue il presidente dei vescovi: “Diverse generazioni di sacerdoti ringraziano Dio per averlo avuto come formatore nel Seminario San Carlos y San Ambrosio, costruito dalla sua semplicità, austerità e dalla sua profonda pietà. Fedele discepolo di San Giovanni Bosco, nella sua opera educativa e nel suo spirito missionario, ha mostrato autenticamente il carisma del suo fondatore”.

Nato a Scorzé, in provincia di Venezia e in diocesi di Treviso, il 23 luglio 1920, Bruno Roccaro era l’ultimo dei 17 figli di Maria Bertolin e Pietro Francesco Roccaro. Crebbe in una famiglia di origine contadina e di vita semplice, dove respirò un “clima di fede”. Anche il fratello Luigi fu salesiano missionario in Cile e ben 11 nipoti di don Bruno hanno abbracciato la vita religiosa. Accolto come allievo a Mogliano Veneto nella scuola salesiana, alla quale si recava ogni giorno in bicicletta, nel 1937 entrò nel noviziato di Este. L’anno successivo emise i primi voti come salesiano e fu ordinato sacerdote il 3 luglio 1949, a Monteortone.

Al compimento dei 50 anni, il Rettor Maggiore don Luigi Ricceri gli chiese di andare a Cuba, per collaborare alla formazione dei sacerdoti. Qui per 22 anni è stato Delegato per i salesiani, tenendo relazioni con molte autorità ecclesiastiche, civili e con i religiosi. È ricordato anche per il suo contributo alla Riflessione ecclesiale cubana (Rec) che ha aperto la strada all’Incontro ecclesiale nazionale cubano del 1986.

Nell’omelia per le esequie il vescovo di Santa Clara, mons. González Amador Marcelo Arturo, ha detto che don Roccaro lascia alla Chiesa di Cuba il messaggio di intraprendere sempre, con l’aiuto dello Spirto Santo, cammini nuovi per il Vangelo.

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