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Nadia De Munari, la missionaria vicentina uccisa in Perù

Originaria di Schio, Nadia De Munari viveva in Perù da ben 26 anni ed era responsabile del centro “Mamma mia”, che opera a favore di minori bisognosi. Seguiva sei asili e una scuola elementare nell’ambito dell’attività dell’Operazione Mato Grosso. 

Nadia De Munari, la missionaria vicentina uccisa in Perù

Arriva da Lima, capitale del Perù, la dichiarazione dell’arcivescovo Carlos Castillo Mattasoglio che commenta la drammatica morte della missionaria Nadia De Munari: “Sono sconvolto per quello che è accaduto a questa donna così nobile, non posso ancora concepire come sia potuto accadere un assassinio come questo. In questo momento, ricordo la mia visita a Vicenza, dove ero stato a trovare don Francesco Strazzari. Mi unisco nel dolore alla terra vicentina e al vostro Paese”.

La missionaria laica vicentina è morta sabato a cinquant’anni in un ospedale di Lima, dopo essere stata aggredita e ferita durante il sonno a Nuevo Chimbote nella regione centro-settentrionale di Ancash. Qui era responsabile del centro “Mamma mia”, che opera a favore di minori bisognosi, e seguiva sei asili e una scuola elementare nell’ambito dell’attività dell’Operazione Mato Grosso, il movimento missionario fondato dal salesiano don Ugo De Censi.

Così la ricorda da Bogotá (Colombia) Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani e vicentino di Valdagno: “Nadia De Munari partì per la missione in Ecuador nel 1994 e dal 1995 si trasferì in Perù, operando come missionaria laica nell’Operazione Mato Grosso, fondata dal salesiano don Ugo De Censi. Nadia seguiva 500 bambini poveri degli asili delle baraccopoli di Nuevo Chimbote. La conobbi nei campi di lavoro Omg nel vicentino in collaborazione con la diocesi di Vicenza nel 1992. Nadia è stata uccisa per la scelta d’amore e fede per i poveri. È il volto missionario dell’impegno della diocesi vicentina”.

Testimonianze arrivano anche da Nuevo Chimbote dove Ita Guerrero riconosce in Nadia una madre che l’ha accolta in casa famiglia. E dice affranta: “È tanto dolore quello che proviamo per quanto è accaduto. In tante ci consideriamo ‘figlie’ di Nadia. Ha donato tutta la sua giovinezza alla missione di padre Ugo De Censi arrivando qui a 24 anni. Tutto quello che ha fatto è stato aiutare i poveri. Le persone di Nuevo Chimbote dovrebbero essere grate per questo aiuto, e contribuire alle indagini su questo crimine, in modo che questo grande male non continui”.

Originaria di Schio, Nadia De Munari viveva in Perù da ben 26 anni. L’aggressione, le cui cause sono ancora tutte da accertare, è avvenuta in modo efferato e inspiegabile, anche considerando il bene che tutti volevano alla missionaria. Le sue condizioni erano subito apparse gravi, ed era stata trasferita nella capitale, nel tentativo di salvarle la vita, sottoponendola a un delicato intervento chirurgico.
Le indagini sono in corso. Inizialmente si è ipotizzato che si sia trattato di una rapina. In alcune interviste rilasciate ieri, la cugina Katia De Munari, vicesindaca di Schio, ha affermato di non credere a questa versione, e ha chiesto giustizia.

“Il vescovo, l’intera diocesi di Vicenza e tutti i missionari e le missionarie vicentine nel mondo si stringono al dolore della famiglia De Munari, agli amici dell’Omg e alla comunità cristiana di Giavenale, quartiere di Schio, per la perdita dell’amata Nadia”, si legge sul sito della diocesi di Vicenza, rendendo noto il cordoglio del vescovo, mons. Beniamino Pizziol.

Sulla morte di Nadia De Munari è intervenuto anche il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che sul proprio profilo Facebook ha scritto: “È davvero una notizia terribile. La mia vicinanza ai familiari e alla comunità che Nadia dirigeva con tanta generosità, entusiasmo e passione”

Fonte: Sir
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