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Onu, il mondo in virtuale

Ricorre il 75° anniversario delle Nazioni Unite. Lunedì 21 settembre è iniziata l'annuale Assemblea con incontri Zoom e interventi registrati, come mai era accaduto nella storia. Ma l'agenda è comunque fitta

Onu, il mondo in virtuale

Donald Trump alla ricerca di un secondo mandato, i suoi omologhi cinese e russo, Xi Jinping e Vladimir Putin, che “tornano” dopo diversi anni di assenza, e il presidente iraniano, Hassan Rohani, sono i protagonisti della 75ª Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ma i quattordici giorni di meeting, in corso di svolgimento da lunedì scorso, sono i primi della storia “da remoto”. Il vero protagonista è il collegamento Zoom. I 193 Paesi membri si ritrovano in modo virtuale, con summit online e interventi pre-registrati. Nessun leader mondiale è presente al Palazzo di Vetro di New York per le celebrazioni inaugurali e tantomeno nel proseguo dei lavori.

L’atmosfera è spettrale, solo un membro per ciascuna delegazione può essere presente per tenere i contatti con i propri Governi.
Il rischio preventivato è quello di un appuntamento a metà, dove mancano incontri bilaterali o colloqui informali tra capi di Stato, ministri e ambasciatori lungo i corridoi del Palazzo di Vetro. Inoltre non può esserci una vera interazione tra chi parla e quanti partecipano agli incontri virtuali, così come la possibilità di pigiare il bottone audio per intervenire. I messaggi principali saranno monologhi pre-registrati per cui potrebbero accadere situazioni a dir poco grottesche in cui un capo di Stato invierà un messaggio già superato da dichiarazioni ufficiali di un altro. L’Onu arriva alla sua riunione annuale 2020 in un momento cruciale per gli equilibri del mondo: la pandemia ha aggravato gli scenari futuri, esacerbando tensioni come quelle tra Usa e Cina, o tra Europa e Turchia. Il Medio Oriente è ancora teso, l’Iran minaccioso, la Bielorussia in fermento e la Russia intenzionata ad avere il suo spazio di egemonia. L’appuntamento è comunque ricco.

Ambiente e sviluppo sostenibile. Un tema centrale della riunione mondiale è l’ambiente con gli obiettivi sullo sviluppo sostenibile.
Gli ambiziosi target da raggiungere vanno dalla fine della povertà al miglioramento dei servizi sanitari per tutti. La scadenza per gli Stati membri delle Nazioni Unite per attuare gli obiettivi è il 2030.
Tuttavia, con la pandemia da coronavirus ad assorbire le risorse governative, i critici affermano che i progressi nel raggiungimento degli obiettivi si sono rallentati, sottolineando al contempo l’importanza di risolvere i problemi che acuiscono gli effetti della pandemia, come il cambiamento climatico e la povertà, ma anche l’accessibilità di tutti al vaccino contro il Covid-19. E poi c’è l’allarme biodiversità, che sta scomparendo, minacciando la specie umana in modo disastroso. Il 30 settembre sarà il giorno dedicato al tema.

Disarmo nucleare. L’Assemblea è l’occasione per riprendere le discussioni e i negoziati sul controllo e il disarmo di tali armamenti. Con gli Stati Uniti e la Russia che possiedono circa il 90% delle scorte nucleari globali, con la volontà espressa più volte da parte di India, Pakistan, Israele e Corea del Nord di incrementare le proprie armi nucleari - pur non aderendo al Trattato di non proliferazione - e la questione iraniana ancora aperta. Gli Stati Uniti hanno dichiarato nei giorni scorsi che intendono estendere l’embargo sulle armi delle Nazioni Unite proprio contro l’Iran, che doveva scadere a ottobre in base all’accordo nucleare del 2015. Al tema l’Assemblea generale dedicherà una riunione il 2 ottobre, giornata conclusiva.

Medio Oriente e Nord Africa. Sono previste numerose sessioni per affrontare in modo specifico alcune delle attuali sfide in Medio Oriente, con Yemen, Libano e Libia tutti all’ordine del giorno.
Le tre Nazioni preoccupano particolarmente per l’aggravarsi della situazione economica e dell’emergenza sanitaria. Alle precarie condizioni degli Stati sono legati anche i flussi di migranti e le tragedie dei rifugiati evidenti nelle cronache europee. La Libia sarà probabilmente terreno di scontro tra il blocco Europa, la Russia e la Turchia, queste ultime intenzionate a mantenere una posizione di controllo nel processo di stabilizzazione del Paese.

Diritti Umani. Si parla anche di diritti umani, ancora troppo spesso violati nel mondo. In agenda ci sarà la pena di morte, per esempio, con il lavoro svolto dalla Commissione sulle donne. Sarà l’occasione per celebrare il 25° anniversario della Dichiarazione e Piattaforma d’azione di Pechino e il 20°anniversario della fondamentale risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulle donne, pace e sicurezza. Sul grande tema delle violazioni legali gravi, occhi puntati anche sulla Russia con Putin schierato a difesa della Bielorussia, sulla Turchia con le detenzioni arbitrarie, sulla Birmania per le condizioni dei Rohingya e sulla Cina, accusata su più fronti di atti contrari ai diritti umani.

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