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Paraguay: da mesi una distesa di acqua e fango

“Nunca vimos tanta agua así” (“Mai abbiamo visto così tanta acqua”). Anche i più anziani sono stupefatti dalla grande quantità di acqua accumulata in questo periodo iniziato subito dopo Pasqua nella nostra zona e in tutta la regione del Ñeembucu a sud del Paraguay. Ovunque si diriga lo sguardo ci sono acqua e fango. Come spiegano i nostri missionari e le nostre missionarie fide donum.

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Paraguay: da mesi una distesa di acqua e fango

“Nunca vimos tanta agua así” (“Mai abbiamo visto così tanta acqua”). Anche i più anziani sono stupefatti dalla grande quantità di acqua accumulata in questo periodo iniziato subito dopo Pasqua nella nostra zona e in tutta la regione del Ñeembucu a sud del Paraguay. Ovunque si diriga lo sguardo ci sono acqua e fango. Il territorio infatti non riesce ad assorbire le intense precipitazioni di questo periodo, essendo costituito per il 60% da esterales, un intreccio di lagune, paludi, fiumi, acquitrini, che rendono unico il paesaggio ñeembuquese e delicato il suo equilibrio. La tantissima acqua caduta inonda i campi, entra fin dentro le case e le scuole, interrompe i cammini di terra che collegano le comunità, molte delle quali ora sono irraggiungibili con i mezzi normali.
La precaria economia del sud del Paraguay è in ginocchio e le conseguenze si vedranno soprattutto nei mesi prossimi. Le mucche di allevamento, che sono la principale fonte economica, non trovano più erba, e alcune sono già pasto degli avvoltoi. Sono coinvolti nella crisi gli allevatori, ma anche tutti i vari lavoratori giornalieri legati alla vita della campagna. Le coltivazioni sono perse per il 93% e anche la pesca paradossalmente si rende difficile. Si calcola che siano 7000 le famiglie della regione colpite dalla inondazione.
In questa situazione emerge, con amarezza, la precarietà delle infrastrutture e delle risorse investite in questa parte del paese: mancano sistemi di canalizzazione, ponti, strade, sistemi di scolo, macchinari. E soprattutto diventano più appariscenti la mala gestione delle risorse naturali ed economiche, lo spreco del denaro pubblico e la corruzione. Non vanno infatti taciute le responsabilità umane dell’inondazione, l’insufficienza di progetti e il mancato rispetto per l’ecosistema naturale nella pianificazione territoriale. Sarebbe opportuno evocare anche la causa piú ampia del cambio climatico globale, come ricorda la Laudato Si’.
Che si sta facendo? Le varie istituzioni, anche in collaborazione con le parrocchie, stanno distribuendo a più riprese kit di viveri, tende, materassi, coperte, medicinali, per alleviare i bisogni più urgenti della gente, e anche creolina, la quale serve - abbiamo imparato - per allontanare le numerose vipere e i serpenti che cercano luoghi asciutti.
Il Vescovo e la pastorale sociale diocesana stanno visitando le comunità colpite e promuovendo campagne di solidarietà e di raccolta di viveri, di vestiti e di sementi. Nelle nostre comunità sono sorti spontaneamente gruppi di preghiera, dove si prega il tradizionale novenario, nove giorni di rosario, chiedendo “un poquito de ayuda a nuestro Señor”. Ña Teresa dice che non resta altro che portare pazienza “hasta que Dios no diga basta”. E’ la voce di chi si sente impotente di fronte a tale emergenza e si abbandona fiduciosamente a Dio.
In tale situazione la gente inventa alternative: si utilizzano i cavalli, si improvvisano barche e canoe per spostarsi, o ci si arrangia a piedi anche per lunghi tratti. I più eroici sono i tanti bambini che camminano nell’acqua per andare e venire da scuola. E’ inverno e vediamo la gente arrivare in cappella con gli infradito, piú comodi per passare acqua e fango. In avversità come queste, come missionari tocchiamo con mano alcuni tratti tipici del popolo paraguagio: insieme alla rassegnazione - un po’ originaria dei guaranì, un po’ sviluppata nei tanti anni di dittatura - riconosciamo una grande fortezza d’animo, una incredibile capacità di non disperare, di adattarsi e di andare avanti, insieme alla solidarietà e al profondo senso di fiducia in Dio, e ne rimaniamo edificati. (Equipe missionaria fidei donum in Paraguay)

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