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"Preghiamo per il Libano", gli appelli del Papa e del cardinale Rai

“Preghiamo per le vittime e i loro familiari, e per il Libano, perché con l’impegno di tutte le componenti politiche, sociali e religiose possa affrontare questo momento così tragico e doloroso e con l’aiuto della comunità internazionale possa superare la grave crisi che sta attraversando”. Lo ha detto Papa Francesco, al termine dell’udienza del mercoledì, tenuta a distanza, dopo la pausa di luglio, dal Palazzo apostolico.

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"Preghiamo per il Libano", gli appelli del Papa e del cardinale Rai

“Preghiamo per le vittime e i loro familiari, e per il Libano, perché con l’impegno di tutte le componenti politiche, sociali e religiose possa affrontare questo momento così tragico e doloroso e con l’aiuto della comunità internazionale possa superare la grave crisi che sta attraversando”. Lo ha detto Papa Francesco, al termine dell’udienza del mercoledì, tenuta a distanza, dopo la pausa di luglio, dal Palazzo apostolico.

Ed è “un appello agli Stati del mondo” quello che il card. Béchara Boutros Rai, patriarca d’Antiochia e di tutto l’Oriente, presidente dell’Assemblea dei patriarchi e vescovi cattolici del Libano, lancia all’indomani della “misteriosa esplosione” che ha squarciato la capitale Beirut provocando oltre cento morti e 4.000 feriti, un bilancio destinato a salire. “Beirut è una città devastata – scrive il cardinale nel suo appello inviato al Sir – è una catastrofe. Beirut, la sposa dell’Est e il faro dell’Ovest, è ferita”. Il patriarca maronita parla di “una scena di guerra senza guerra. Distruzione e desolazione in tutte le sue strade, quartieri e case. Dozzine di cittadini hanno perso la vita; migliaia sono ferite; distrutti ospedali, chiese, case, istituzioni, hotel, negozi, palazzi pubblici e privati. Centinaia di famiglie sono rimaste senza tetto”. E tutto questa sta accadendo, afferma il card. Rai, con “lo Stato che si trova in una situazione di bancarotta economica e finanziaria che lo rende incapace di affrontare questa catastrofe umana e urbana. Inoltre, il popolo libanese vive in uno stato di povertà e miseria”.

Anche la Chiesa, viene sottolineato nell’appello, nonostante abbia creato “una rete di soccorso” in tutto il territorio libanese, “oggi si trova di fronte a un nuovo grande impegno che non è in grado di assumere da sola, pur essendo totalmente solidale con gli afflitti, le famiglie delle vittime, dei feriti e degli sfollati, che è pronta ad accogliere nelle proprie strutture”. Il patriarca maronita ringrazia “tutti gli Stati che hanno espresso la loro disponibilità ad aiutare Beirut” e si rivolge “agli altri Paesi fratelli e amici, ai grandi Stati, nonché alle Nazioni Unite” affinché si mobilitino “per fornire aiuti immediati necessari a salvare la città di Beirut”. “Un aiuto – rimarca l’appello – che non deve tenere in conto nessuna considerazione politica, perché ciò che è accaduto va oltre la politica e i conflitti”. Dal cardinale anche l’esortazione alle agenzie e enti di beneficenza dei diversi Paesi “per aiutare le famiglie libanesi, e Beirut in particolare, così che possano guarire le loro ferite e ricostruire le loro case”. “Negli ultimi anni – prosegue il patriarca – il Libano ha subito catastrofi politiche, economiche, finanziarie e di sicurezza. Servono aiuti per rialzarci. Il Libano, che ha donato l’alfabeto al mondo, merita il sostegno dei suoi fratelli e amici per ricostruire la propria capitale”. La proposta del card. Rai è di istituire un “Fondo controllato dalle Nazioni Unite” per gestire gli aiuti. Faccio appello a tutti voi, Stati del mondo, perché so che amate il Libano e che risponderete a questa chiamata. So quanto volete che il Libano riacquisti il suo ruolo storico al servizio dell’umanità, della democrazia e della pace in Medio Oriente e nel mondo”.

Fonte: Sir
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