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Rapporto Onu: sarà un anno cruciale

Sul clima nel 2021 "Ci giochiamo tutto", dice il segretario Antonio Guterres

Rapporto Onu: sarà un anno cruciale

Un nuovo rapporto dell’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) evidenzia le interconnessioni tra le sfide ambientali e lo sviluppo, descrivendo i ruoli che tutti i settori della società devono svolgere nelle trasformazioni necessarie per un futuro sostenibile. E’ stato pubblicato in occasione della quinta sessione dell’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unea-5) che si è svolta virtualmente dal 22 al 23 febbraio.

Il rapporto dimostra come l’economia globale sia cresciuta di quasi 5 volte negli ultimi 50 anni, ma a un costo enorme per l’ambiente e con enormi diseguaglianze. Per questo elenca una serie di azioni da intraprendere, per ripensare l’intero “sistema Terra”: nuovi criteri di tassazione e valutazione della produzione, riprogettazione della logistica e della mobilità delle persone, rimodellare la pesca, gli allevamenti e l’agricoltura, cambiare le abitudini alimentari.

Sebbene le emissioni del 2020 siano nelle previsioni inferiori rispetto a quelle del 2019 (a causa della crisi pandemica), si evidenzia che “le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera continueranno ad aumentare”, e la riduzione temporanea delle emissioni dovute alle restrizioni per il Covid-19 avrà un “impatto a lungo termine trascurabile” sui cambiamenti climatici.

L’anno in cui si gioca tutto. “Il 2021 deve essere un anno di svolta. Non è troppo tardi per cambiare rotta – ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres –. Dobbiamo assicurarci di creare le condizioni per una drastica riduzione delle emissioni nel prossimo decennio e contenere l’aumento della temperatura entro il grado e mezzo. Questo è l’anno in cui dobbiamo avere un nuovo orizzonte per preservare la biodiversità. E servono misure molto stringenti per ridurre l’inquinamento. Insomma, è davvero un anno in cui ci giochiamo tutto”.

Alla presentazione dell’ultimo rapporto sul clima dal significativo titolo “Fare la pace con la natura”, Guterres ha sostenuto che “senza l’aiuto della natura, non potremo prosperare e nemmeno sopravvivere. Per troppo tempo abbiamo condotto una guerra insensata e suicida contro la natura. Il risultato sono tre crisi ambientali interconnesse. Interruzioni climatiche, perdita di biodiversità e inquinamento – che minacciano la nostra vitalità come specie – sono causati da produzione e consumo insostenibili. Il mondo può trasformare il suo rapporto con la natura e affrontare insieme le crisi del clima, della biodiversità e dell’inquinamento”.

I cambiamenti possibili. Come sottolinea il Rapporto, non saranno tanto le minori emissioni del 2020 a essere significative per gli Accordi di Parigi, quanto “la portata senza precedenti delle misure di ripresa economica post Covid-19”, a offrire la possibilità di imponenti cambiamenti strutturali, necessari a garantire un’autentica transizione verso economie a basse emissioni.

Una ripresa pandemica maggiormente orientata verso le energie pulite potrebbe infatti ridurre del 25% le emissioni di gas serra previste nel 2030.

Le proposte emerse. Come realizzare questa inversione di tendenza? Il programma dell’Onu sull’ambiente indica alcuni percorsi per passare dalle promesse politiche in occasione di conferenze internazionali alle azioni concrete: le città, gli Stati e le imprese dovrebbero porsi l’obiettivo emissioni zero entro il 2050; i sussidi all’industria inquinante, agli allevamenti e all’agricoltura intensiva vanno dirottati in favore dei settori sostenibili e legati all’energia pulita, la tassazione deve spostarsi dal lavoro al consumo di risorse e la produzione di rifiuti; i Paesi in via di sviluppo vanno sostenuti nelle cause ambientali, attraverso l’accesso a finanziamenti, la cooperazione, la condivisione di tecnologie all’avanguardia e il potenziamento di politiche ecologiche; servono politiche di sensibilizzazione individuale sull’incidenza delle azioni dei singoli sull’ambiente, a partire dall’esercizio del diritto di voto per arrivare alle abitudini di consumo e mobilità.

Rimettere la natura al centro. La discussione tra i partecipanti all’Assemblea si è concentrata in particolare sulle soluzioni basate sulla natura come opzioni a basso costo che riducono i rischi climatici, ripristinano e proteggono la biodiversità, portano benefici alle comunità e alle economie locali. Come ad esempio la grande muraglia verde africana, di cui abbiamo parlato in queste pagine qualche settimana fa. Inoltre è rimbalzato anche il tema dei vaccini, perché più di due terzi della popolazione mondiale difficilmente riuscirà ad accedervi nel corso del 2021!

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