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Repubblica Centrafricana: elezioni nel caos

Il prossimo 27 dicembre sono previste le votazioni per eleggere il nuovo presidente della Repubblica, che governerà per i prossimi 5 anni. In alcune città si sono già scatenate rivolte, mentre molte bande armate di mercenari sono ancora presenti al nord e all'ovest del Paese dall'ultimo colpo di stato avvenuto nel 2013

Repubblica Centrafricana: elezioni nel caos

Mentre in tutto il mondo, ci stimo preparando alla venuta di Gesù che anche quest’anno ritorna bambino in mezzo a noi, vi scrivo per darvi qualche notizia sulla mia missione. C’è stata la recita e la festa di Natale per i bambini della scuola materna di Nzila, una festa che si doveva svolgere nella gioia e nella serenità, ma nel volto di tutti gli adulti, si leggeva la paura, lo scoraggiamento per quello che potrà succedere nei prossimi giorni. Infatti, il 27 dicembre sono previste le elezioni per eleggere il nuovo presidente della Repubblica, che governerà il Paese per i prossimi 5 anni.

17 sono i candidati alla presidenza, e il rifiuto da parte della Corte costituzionale di inserire François Bozize, ex presidente, in esilio, con un mandato di cattura per crimini contro l’umanità, rientrato in Paese solo per l’elezione, ha scatenato alcune rivolte dei suoi partigiani, soprattutto a Bossangoa, la sua città natale, e ora l’ex Capo dello Stato sta organizzando dei giovani per andare contro un potere che lui non accetta. Inoltre, molte bande armate di mercenari sono ancora presenti al nord e all’ovest del Paese dall’ultimo colpo di stato, avvenuto nel 2013, e non sono mai rientrati nei loro rispettivi Paesi, Sudan e Thcad, nonostante la presenza dal 2014 di molti contingenti dell’Onu, che in 6 anni avrebbero dovuto proteggerla popolazione e preparare il terreno per libere elezioni (facendo rientrare tutti gli sfollati).

Una missione di pace che non ha mai realizzato l’obiettivo di garantire la pace e la ripresa di una vita normale della popolazione centrafricana. Il Paese è nel caos totale, solo a Bangui, la capitale, c’è una parvenza di normalità. Molti cittadini non hanno avuto la possibilità di andare a iscriversi nelle liste elettorali a causa dell’insicurezza. La gente è più che preoccupata, ha paura che si possano ripetere quelle atrocità già vissute nel 2013, le scuole si stanno svuotando piano piano. Ma dove scappare? Con questa forte insicurezza che regna in tutto il Paese, e l’avvicinamento delle elezioni, non sappiamo quale Natale ci aspetta tra qualche giorno, non sappiamo se avremmo la forza e il coraggio di festeggiare un Dio che si fa uomo e che ritorna ad abitare in mezzo a noi.

I motivi per essere felici, dovrebbero essere tanti, il cantire della nuova scuola elementare è quasi finito, anche se ha avuto dei ritardi, i nuovi banchi sono arrivati e i bambini, tanti bambini, erano in classe e seguivano le lezioni, sino a una settimana fa, e per il prossimo anno avevamo il progetto di avviare anche l’alfabetizzazione e la formazione per gli adulti usciti dal conflitto. Le speranze erano tante, per il nuovo anno.

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