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Solidarietà per l'emergenza profughi a Lipa

La situazione emergenziale che sconvolge la Bosnia ha movimentato una raccolta fondi da parte della Caritas mentre le Acli promuovono un incontro aperto al pubblico per discutere dell'emergenza con due responsabili sul posto.

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Solidarietà per l'emergenza profughi a Lipa

I team di Caritas Italiana e di Ipsia-Acli vanno regolarmente a Lipa per monitorare la situazione e per distribuire le cose necessarie. La situazione a Lipa continua ad essere grave ed emergenziale. 

Per rispondere all'emergenza umanitaria nel campo di Lipa (zona di Bihac - diocesi di Banja Luka), la Caritas Italiana ha quindi lanciato una campagna di raccolta fondi che consente di acquistare quanto necessario dai negozi locali aiutando anche l'economia del Paese. Alla campagna stanno partecipando decine di Caritas diocesane italiane, parrocchie e singoli cittadini. 

E' stato risolto (anche se in maniera fragile) solamente il problema del dormire, perché nei giorni scorsi l'esercito ha montato le tende militari che sono riscaldate con dei cannoncini di aria calda, per cui almeno la gente di notte non congela – afferma da Sarajevo Daniele Bombardi, coordinatore Caritas per il Sudest Europa -. Ma per il resto è un caos totale: quando siamo stati al campo la neve si era sciolta, pioveva, e c'era un pantano in tutto il campo, pozzanghere enormi, si faceva fatica a camminare in alcune parti e ha comunque ripreso a nevicare abbondantemente. I bagni chimici che sono stati messi non sono nemmeno utilizzabili e sono già in condizioni pessime. Continuano a mancare gli allacci idrici ed elettrici - non c'è dunque acqua corrente, docce. L'elettricità è fornita da qualche generatore. Gli ospiti del campo non hanno neanche un posto dove mangiare. Alle 16:30 fa buio e l'illuminazione è carente, fino al mattino successivo restano al buio in mezzo alla montagna”.

Finora il team di Caritas e Ipsia-Acli ha acquistato e distribuito a Lipa vari camion di legna che serve ai migranti per scaldarsi, giacche a vento e abiti invernali, scarpe, cibo, acqua. Si cerca di rispondere ai bisogni che si presentano ogni giorno. A causa della situazione estremamente fluida non si è avviata alcuna raccolta di abiti, vestiti, cibo o simili dall'Italia. La Bosnia Erzegovina è un paese fuori dall'Unione Europea e ciò comporta difficili e costose procedure doganali e, mancando poi di magazzini in loco, c’è il rischio di raccogliere cose che una volta arrivate, considerando il tempo di spedizione, non sono più utili o sono già state reperite. Al campo di Lipa c'è poi un’altissima tensione: le distribuzioni devono avvenire per tutte le 900 persone del campo.

 

Come partecipare

Per partecipare  alla raccolta le informazioni e le indicazioni necessarie di possono trovare a questo link:  https://www.caritas.it/pls/caritasitaliana/v3_s2ew_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=9267

 

Incontro promosso dalle Acli

Le Acli provinciali di Venezia e Treviso e le Acli del Veneto promuovono, inoltre, l’incontro online “L’inverno dei diritti. La catastrofe umanitaria dei migranti in Bosnia” che si terrà domenica 31 gennaio, alle ore 17.00. Approfondiranno il dramma dei rifugiati, da Lipa, Silvia Maraone, coordinatrice dei progetti Ipsia in Bosnia Erzegovina, e, da Sarajevo, Daniele Bombardi, coordinatore di Caritas italiana per il Sudest Europa. L’incontro sarà moderato dalla giornalista Francesca Bellemo (Gente Veneta).

L’incontro si svolgerà sulla piattaforma Zoom; per ricevere il link, inviare un messaggio mail a segreteria.venezia@acli.it.

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