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Tutti hanno diritto di essere felici: campagna per la Giornata mondiale sulla sindrome di down

Oggi, 21 marzo, è la giornata mondiale sulla sindrome di down. Molti i progetti e le iniziative di integrazione e valorizzazione delle capacità di bambini, ragazzi e giovani. La campagna di quest'anno ha un titolo significativo: “Tutti hanno diritto di essere felici"

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Tutti hanno diritto di essere felici: campagna per la Giornata mondiale sulla sindrome di down

Si celebra il 21 marzo la nona Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down. L’evento, ufficialmente celebrato in tutti i paesi del mondo a partire dal 2006 è stato proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2011. L’Onu ha invitato gli stati membri, a partire dal 2012 ad osservare questa giornata per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica globale sulla sindrome di Down.

“Che tipo di vita potrà avere mio figlio?”: è la domanda preoccupata che una donna in attesa di un figlio con sindrome di Down ha posto lo scorso 9 febbraio al CoorDown via e-mail. A rispondere a lei, e allo stesso tempo a tante altre mamme, sono diversi bambini, adolescenti e adulti con sindrome di Down, provenienti da tutta Europa, che le spiegano perché la vita di suo figlio potrà essere felice, proprio come la loro: potrà imparare a scrivere; potrà viaggiare; potrà andare allo stadio; potrà guadagnare dei soldi e portarla a cena fuori; potrà andare a vivere da solo. Alcune volte sarà molto difficile, quasi impossibile, ma in fondo non sono le stesse difficoltà che affronta ogni giorno qualsiasi mamma?

Dalla domanda di questa mamma ha preso corpo l’idea creativa a base della campagna che lancia il CoorDown oggi e che da pochi minuti è su YouTube: Dear Future Mom ribadiscechela felicità di un genitore passa attraverso la felicità dei figli; ma il benessere di un figlio con sindrome di Down dipende anche dall’inclusione nella società e dalla possibilità di esercitare i propri diritti: una scuola di qualità, il giusto numero di ore di sostegno, i necessari interventi riabilitativi precoci, l’opportunità di trovare un lavoro, come chiunque altro.

“Eppure il diritto alla felicità viene spesso negato proprio a causa dei molti pregiudizi che ancora devono essere superati”, sottolinea il CoorDown. Ecco perché il tema scelto per la Giornata mondiale sulla sindrome di Down, in programma in tutto il mondo il 21 marzo 2014, è il benessere: “Per le persone con disabilità vuol dire innanzitutto integrazione nella società, in particolar modo nel mondo della scuola e del lavoro”. La Giornata mondiale sulla sindrome di Down (Wdsd, World Down Syndrome Day) è un appuntamento internazionale – sancito ufficialmente da una risoluzione dell’Onu - nato per diffondere una maggiore consapevolezza e conoscenza sulla sindrome di Down, per creare una nuova cultura della diversità e per promuovere il rispetto e l’integrazione nella società di tutte le persone con sindrome di Down. La scelta della data 21/3 non è casuale: la sindrome di Down, detta anche Trisomia 21, è caratterizzata dalla presenza di un cromosoma in più – tre invece di due – nella coppia cromosomica n. 21 all’interno delle cellule. Quest’anno i temi portanti della campagna sono il benessere, l’accessibilità e l’uguaglianza.

Con Dear Future Mom il CoorDown torna a collaborare, per il terzo anno consecutivo, con l’agenzia di pubblicità Saatchi & Saatchi, dopo due progetti di grande successo. Lo scorso anno, con la campagna #DammiPiùVoce, 50 ragazzi e ragazze con sindrome di Down avevano chiesto a 50 personaggi famosi - tra cui Sharon Stone, Jovanotti, Fiorello, Tiziano Ferro e Francesco Totti – di donare loro un video. Nel 2012 fu la volta di “Integration Day” in cui gli attori di alcune delle più importanti campagne nazionali e internazionali - Averna, Illy caffè, Cartasi, Pampers, Toyota ed Enel – furono sostituiti da attori con sindrome di Down. Quest’ultima campagna ha vinto 7 leoni d’oro al Festival internazionale della Creatività di Cannes 2012, il più grande risultato mai raggiunto da una campagna di comunicazione italiana nella storia del festival.

Fonte: Redattore Sociale
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