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Elezioni in Francia, più paura che politica

La paura è un veleno che si insinua dentro il cuore e toglie il coraggio di costruire ciò che si crede, per rifugiarsi nella difesa di quello che si ha o si crede di avere. L’attentato alla redazione del giornale Charlie Hebdò, l’assalto al treno diretto a Bruxelles e, il fatto più grave, l’attentato a Parigi di venerdì 13 novembre hanno spinto l’elettorato a difendersi

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Elezioni in Francia, più paura che politica

Il partito francese Fronte Nazionale (FN) è stato fondato nel 1972 prendendo a modello l’Msi italiano (il partito nato delle ceneri del Partito nazionale fascista), ne adottò il simbolo della fiamma tricolore oltre ad ispirarsi al programma di forte sentimento patriottico che in Francia divenne sentimento contrario agli stranieri, di restaurazione dei valori francesi in chiave antisemita e islamofobica. L’intenzione di FN era ambiziosa, perché si prefiggeva di unire tutti movimenti politici francesi di destra.

Tuttavia Jean Marie Le Pen, fondatore del partito, non riuscì mai a raggiungere grandi risultati, anche se nel 2002 arrivò a sfidare Jacques Chirac al ballottaggio delle Presidenziali. La forte ostruzione degli altri movimenti politici si è basata su due armi. La prima è il non aver mai fatto alleanze con FN. La seconda sta nello sfruttare il sistema elettorale francese: maggioritario a doppio turno con un'alta soglia di sbarramento. Le volte che FN ha superato le soglie di sbarramento arrivando al ballottaggio, gli elettori sconfitti hanno votato la realtà politica alternativa a FN, anche se non era la loro, pur di non far vincere un candidato di estrema destra.

Ma, al primo turno delle amministrative votato domenica scorsa, tre nuove realtà hanno portato il FN ad essere il partito più votato. Ora molti francesi credono di avere armi spuntate contro FN.
Novità a destra
Recentemente FN si è reso “presentabile” liberandosi del proprio patriarca Jean Marie Le Pen. E’ un’operazione di rottamazione effettuata dalla figlia Marine nei confronti del padre. Troppi discorsi contro gli ebrei, troppi interventi pubblici di tipo negazionista; così lo scorso agosto Marine Le Pen ha espulso il padre dal partito. In politica non si guarda in faccia a nessuno, ci si può liberare anche del proprio padre mantenendo il cognome perché porta voti. Marine si presenta come il nuovo riferimento della destra, da una parte sembra tenere alla tradizione dei valori della famiglia, dall’altro professa una laicità “repubblicana”. Strizza un occhio a destra e accoglie chi è deluso dalla sinistra.
L’altra novità è la nipote Marion Marechal-Le Pen, siamo alla terza generazione di Le Pen. Più dura della zia, è il volto giovane della destra francese, sa accogliere anche i consensi di destra di una certa religiosità cristiana; ciò che non riesce alla zia “laica”. Per il momento vincono insieme, più avanti una vincerà sull’altra. Infine l’ultima realtà che ha aiutato questa destra sono gli attentati di Parigi.
Effetto paura
La paura è un veleno che si insinua dentro il cuore e toglie il coraggio di costruire ciò che si crede, per rifugiarsi nella difesa di quello che si ha o si crede di avere.
L’attentato alla redazione del giornale Charlie Hebdò, l’assalto al treno diretto a Bruxelles e, il fatto più grave, l’attentato a Parigi di venerdì 13 novembre hanno spinto l’elettorato a difendersi. La cosa è così chiara che Hollande, primo ministro di sinistra, sta bombardando da tempo la Siria ma sul territorio appare incapace di difendere la gente. L’ultimo attentato non ha ucciso e ferito chi aveva colpito, in qualche modo, l’islam fanatico (almeno con le vignette) ma ha centrato a caso, dando a tutti l’impressione di poter essere nel mirino. Almeno così ci hanno detto insistentemente i giornali.
Può iniziare, e forse è già cominciata, una spirale tremenda: il FN può rendere insignificante lo sforzo degli islamici moderati di pacificare, così si farà il gioco degli estremisti che a loro volta useranno il successo dei partiti di destra per alimentare la rivalsa di chi sarà indicato a dito (e magari privato dei suoi diritti) solo perché straniero o di altra religione. Se si prende questa strada ci si colpirà a vicenda, colpo su colpo, senza fine. Un luogo comune dice che al primo voto i francesi votano con il cuore e al secondo con il cervello; vedremo.
Lettura della sinistra
In Italia e in Europa le forze di sinistra gridano allo pericolo, diversi i giornali titolano “Shock Le Pen”. Allora c’è chi approfitta per dire che i legami europei strozzano le nazioni; Merine Le Pen è notoriamente antieuropea. C’è chi vede una possibile rottura del fronte occidentale accogliente verso i profughi e ne gode. Insomma, con il FN al potere in Francia sembrano in pericolo l’euro, Schengen, la libertà dei commerci, le aperture ad altri stati nell’Unione Europea, qualcuno non vede l’ora al contrario di altri.
Pare proprio che ognuno tiri acqua al suo mulino senza rendersi conto che ancora una volta si mettono in mostra le debolezze di un’Europa che continua ad essere nana a livello politico ed economico; ancora incapace di darsi una costituzione. È l’ennesima dimostrazione della strada che c’è da fare. Se ancora gli europei non hanno capito il vantaggio di essere tali non è colpa della signora Le Pen, sia essa la zia o la nipote.

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