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La riflessione: ricreare lo spirito di comunità

Gli straordinari avanzamenti scientifici in campo sanitario hanno fornito strumenti efficaci alla salute degli esseri umani. Ma non devono sostituirsi alla forza della fede e alla fiducia nel sistema curativo. Lo spirito e la scienza sono compagni, scrive un noto sociologo trevigiano.

Parole chiave: sacro (12), coronavirus (936), comunità (93), ulderico bernardi (5)
La riflessione: ricreare lo spirito di comunità

Indifferenza colpevole, pseudo arditismo, bravate delinquenziali e magari stupidi pronunciamenti di incauti influencer: sono alcuni dei comportamenti malvagi che, a sfida degli avvertimenti sensati delle Istituzioni di queste settimane, si troveranno a pagare gli onesti.

Ora temiamo per future “pesti” contagiose. Per questo è necessario debellare quelle mentalità che sono in radice opposte alla prevenzione sistematica. Per secoli le Rogazioni contadine, intese come pellegrinaggi devozionali disegnavano i confini della parrocchia entro un cerchio di preghiera invocando “A peste, fame et bello libera nos Domine”. Gli oranti aggiungevano anche: “A fulgure et tempestate libera nos”. Gli straordinari avanzamenti scientifici in campo sanitario hanno fornito strumenti efficaci alla salute degli esseri umani. Ma non devono sostituirsi alla forza della fede e alla fiducia nel sistema curativo. Lo spirito e la scienza sono compagni, nel rafforzare l’identità della specie. La bellissima struttura architettonica del tempio veneziano innalzato, 500 anni fa, alla Madonna della Salute è solo un esempio di quanto è possibile ottenere con la forza della fede e   scienza nel materializzarsi dell’opera d’arte. Il deteriorarsi della sacralità, il tramonto del Sacro, come lo definì mezzo secolo fa Sabino Acquaviva, si è tirato dietro l’antico rispetto per le istituzioni. Che tuttavia in queste nostre terre, tra l’Adriatico e la Catena alpina, persistevano.

Un improprio illuminismo ha confuso libertà e licenza. Possibile e lecito. Mentre viviamo queste giornate di riflessione coatta, mentre speriamo che ogni strumento di comunicazione venga vocato alla meditazione e alla crescita della conoscenza, leggendo, studiando, vedendo e ascoltando spettacoli radiofonici e televisivi di carattere culturale, si potrà aumentare il patrimonio di intelligenza personale e collettiva. Col risultato di irrobustire e realizzare progetti sinora trascurati o non sufficientemente sollecitati a definirsi. Lo spirito di comunità potrebbe finalmente ricostruirsi scalzando in questo sforzo d’insieme spazzando via le inique conflittualità partitiche e gli odiosi comportamenti che hanno travolto persino il piacere dello sport. E in primo luogo riprendendo coraggiosamente il cammino verso la vera unione dell’Europa. Con l’obiettivo di realizzare davvero quell’armonia delle intelligenze e quel consenso delle volontà che facciano del Vecchio Continente un solo corpo. Unito nella difesa presente e futura contro ogni morbo, ogni squilibrio e ogni guerra.

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