Opinioni e Commenti
stampa

Non ho l'età... per un figlio

Una notizia data senza rispetto, quella relativa ai due adolescenti di 12 e 13 anni diventati papà e mamma, in una località della nostra diocesi. Ma tanti interrogativi aperti, destinatari soprattutto gli adulti

Parole chiave: adolescenti (11), sessualità (5), educazione (38), maternità (21), paternità (6)
Non ho l'età... per un figlio

Al corso di giornalismo insegnano che non si può scrivere una notizia che racconti di un minore se questa informazione resa pubblica può segnare la vita della persona. In altre parole, fino ai diciotto anni, il minore che sbaglia o che è vittima di violenza ha il diritto di non essere etichettato da tutti e per tutta la vita a motivo di un errore commesso in gioventù. Un compagno del corso particolarmente attento alla notizia più che al minore chiese: “ma in quali casi si può dare la notizia?”.
L’esperto giornalista rispose con un chiaro: “Meglio non farlo mai, lasci stare”.
Una notizia da non dare
Eppure la notizia della nascita di un bambino da una mamma di 13 anni e da un papà di 12 è stata data al limite del legale e oltre quello del rispetto. Quotidiani locali e nazionali ne hanno scritto, giocando a dire senza dire per diversi giorni; anche la Rai nazionale è venuta per dare risalto a una storia vecchia di tre mesi, ma ancora capace di solleticare i pruriti.
Lasciamo che questi due ragazzini siano seguiti da chi ha il dovere e la possibilità di aiutarli. Se non diventano caso umano sul quale la cronaca può accanirsi, fenomeno mediatico che fa audience, forse potranno trovare un modo buono per vivere la loro vita di genitori e di giovani.
Oltre il caso di cronaca
Ma se consideriamo l’interessante gruppo di coloro che hanno parlato e scritto di tale vicenda, allora questi ultimi divengono un caso serio e degno di attenzione. Infatti gli adulti sono rimasti colpiti dalla vicenda della ragazzina di tredici anni che aspetta un figlio, ma non si interrogano su come venga vissuta la sessualità a quell’età oggi. Sembra che i grandi non si rendano conto di una realtà composta da tanti giovanissimi che vivono una sessualità che potremmo definire “senza limiti”.
Magari chi ha lottato per la scomparsa dei tabù sessuali sarà contento. Invece, chi si occupa anche di educare e ascolta i giovani (compito che dovrebbe essere di ogni adulto) constata che tanti ragazzini iniziano precocemente ad avere rapporti sessuali, già alle medie ci sono molte ragazzine alla ricerca di un primo rapporto completo senza il quale non vengono considerate donne dalle amiche; alle superiori si è indicate come “strane” se non si hanno avuto rapporti. Un tempo questo comportamento era prettamente maschile. Tutto ciò non dice nulla a genitori ed educatori?
Un altro “limite” è quello del partner; se un tempo si pensava ci dovesse essere amore tra due persone che vivono una forte intimità, oggi si vede che i partner vengono cambiati con una certa facilità. Dissociare amore e sessualità è un guadagno? Quando il corpo dell’altro diventa un oggetto per il mio piacere forse non conosco davvero il valore della persona, forse con più facilità mi servirò dell’altro e lo userò. Le femministe hanno lottato per non essere considerate un oggetto sessuale, ora le loro nipoti considerano il partner un oggetto. Che sia un passo indietro?
Educazione sessuale
E’ ora che si guardi in faccia quella che viene spacciata per “educazione affettivo sessuale”. Spesso non c’è nulla di affettivo. Non c’è la presenza di una mamma, di una moglie, di una famiglia che racconti cos’è l’affetto in una relazione, in una coppia.
Ci si sofferma sull’aspetto fisico e sanitario, scaricando addosso al ragazzino una serie di informazioni senza tener conto del suo punto di maturazione, fino a provocare problemi in chi era “tranquillo”.
Poi si parla di come evitare malattie e gravidanze. Spero ci sia qualcosa d’altro da dire ad un figlio o una figlia che stanno imparando ad amare.
Purtroppo tanti genitori hanno timore di entrare in dialogo su questi temi. Alcuni permettono che i loro figli o figlie abbiano rapporti con i partner anche minorenni a casa loro perché sono stati zittiti dalla frase: “Se non me lo fai fare a casa allora lo faremo per strada, tanto lo facciamo quando vogliamo”.
La vicenda della coppia di genitori acerbi deve interrogare noi adulti, sempre che vogliamo metterci in una prospettiva educativa. Altrimenti continueremo a farci meraviglie, sorridendo degli altri mentre speriamo che non capiti a casa nostra.

Non ho l'età... per un figlio
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento