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Non si rafforza la democrazia con la violenza

Le debolezza del nostro sistema ci conduce per sentieri pericolosi.

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Non si rafforza la democrazia con la violenza

La democrazia italiana è debole e colpita da più parti. I partiti politici, in perenne difficoltà nel condurre le grandi riforme necessarie alla nazione ma capaci di mantenere tutti i loro privilegi, stanno conducendo la democrazia del Bel Paese per sentieri pericolosi, affiancati da precipizi profondi. Siamo una democrazia parlamentare, ma se il Parlamento non esprime il meglio della democrazia, tutta la nazione ne subisce le conseguenze. Quello che sta accadendo in Parlamento sta facendo male all’Italia.

I decreti legge

Hanno ragione i politici del Movimento 5 Stelle (M5S o grillini) quando protestano perché all’interno dei decreti legge vengono collocate leggi che riguardano realtà completamente diverse tra di loro. Nei giorni scorsi in occasione della presentazione del penultimo decreto c’erano leggi che riguardavano le tasse (Imu, Tares e altro) più altre normative che riguardano la partecipazione delle banche in Bankitalia; eppure l’Imu e la Banca d’Italia non c’entrano nulla l’un l’altra.

Tuttavia, con l’urgenza di far passare la legge che abolisce l’Imu, si è fatta passare una normativa che riguarda una banca utilizzando il voto di fiducia. Così è passato l’intero pacchetto senza che le leggi potessero essere discusse e migliorate.
La maggioranza è già ricorsa al voto di fiducia una ventina di volte e ha usato diverse volte la tecnica di inserire leggi, anche importanti, dentro decreti urgenti. Anche se tutti i governi precedenti l’hanno fatto, questo non è un aiuto alla democrazia italiana.

Uno scontro durissimo
Proprio la discussione in aula del decreto Imu-Bankitalia è stata motivo di uno scontro durissimo. L’opposizione, in particolare il M5S, ha sbagliato quando la loro azione è diventata offesa, incitamento al linciaggio, mancanza di rispetto, disprezzo della persona e delle istituzioni. Tutti possono avere la loro idea politica e proporla agli altri, anche in un dibattito acceso. Ma, nessuno ha il diritto di farlo con violenza.
I deputati questori hanno sostenuto che numerosi parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno «adottato comportamenti che, esulando da ogni forma legittima di ostruzionismo o di contestazione, sono stati finalizzati ad ostacolare materialmente, vale a dire attraverso forme fisiche di impedimento, il funzionamento degli organi parlamentari e a precludere ad altri deputati la possibilità di esercitare le proprie funzioni»: cioè, sono stati violenti.
Il segretario della Cei, mons. Nunzio Galantino, ha commentato amaramente: “Quello che è successo è scandaloso e mortificante per l’Italia e per tutti. Quello che è successo nel Parlamento ieri non è tutta l’Italia. Mi sento meno umiliato, ma non ancora appagato, quando penso che c’è gente molto più educata di quella, molto più consapevole del proprio ruolo di quelle persone, anche nello stesso Parlamento: non penso che tutti abbiano partecipato alla zuffa”.

Legalità e giustizia
Tanta gente pensa che le cose non cambieranno mai e dubita della via democratica per gestire i problemi dell’Italia. Molti hanno subito il fascino perverso delle rivoluzioni e credono che solo attraverso la distruzione del sistema attuale si arriverà ad un’Italia migliore. Fatte le debite differenze, e sono tante, dobbiamo riconoscere che le primavere arabe e le rivolte in Siria e Ucraina hanno creato problemi più pesanti dei sistemi che le hanno precedute.
I politici attuali hanno la responsabilità di rimettere insieme legalità e giustizia, a volte scollegate tra di loro. Perché è giusto pagare le tasse ma non è giusto che vengano sperperate, che un’azienda paghi balzelli per ricavi che non ha ancora in tasca, che chi assume a tempo indeterminato sia più tassato di chi si serve di lavoratori delle cooperative, che imprese chiudano perché non riescono a saldare il conto con il fisco mentre avanzano soldi dallo Stato italiano. E l’elenco potrebbe continuare.
E’ giusto che il signor Mastrapasqua lavori quanto vuole ma non che abbia 25 incarichi e 20 la moglie (ma quanto bravi sono nella famiglia Mastrapasqua?). L’ingiustizia non è solo riferita ai 45 stipendi che prendono in famiglia. Il ministro Fornero ha riformato l’Inps di cui era presidente Mastrapasqua e lui non ha saputo dire quanti esodati frutto della riforma: ma che stava facendo mentre era presidente dell’Inps? Adesso lo sappiamo: uno degli altri 24 lavori!
E ancora una volta l’elenco potrebbe continuare, perché di queste cose ne succedono molte.
La democrazia con una legalità non sempre giusta provoca ingiustizie e se i politici non se ne occupano sul serio andremo verso scontri sociali sempre più forti. Magari provocati dalle loro, per nulla esemplari, liti in Parlamento.

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